Le mamme protestano nel parco
«Limitate i divieti,
fasce orarie per il gioco libero»

CIVITANOVA - Striscioni multicolor nei giardini di via Martiri delle foibe e richiesta di un nuovo appuntamento con il sindaco Ciarapica
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di Laura Boccanera

“Casa noia, parco  gioia” , “Kids first”, “Sì al movimento, no obesità”. Sono solo alcuni degli striscioni che le “mamme del parco” hanno scritto questa mattina con bombolette spray per poi esporli all’interno del parco di via Martiri delle foibe a Civitanova. mamme-parco-striscioni3-325x244Le madri dei ragazzini a cui è stato vietato di giocare a calcio nel parco pubblico proseguono la loro protesta e questa mattina, assieme ai bambini, hanno messo nero su bianco, anzi multicolor su bianco le motivazioni del loro malcontento e dissenso. La contrarietà al regolamento di polizia urbana che vieta il gioco nei parchi al fine di tutelare la tranquillità e la quiete pubblica si allarga a macchia d’olio e sta “contagiando” anche altre mamme che pur non frequentando il parco hanno abbracciato la causa. Il divieto infatti vale per ogni area pubblica cittadina e riguarda quindi tutta la città. Un articolo che viene visto come un abuso sulla libertà dei più piccoli che sotto gli occhi delle madri giocano tranquillamente ogni giorno senza arrecare danni. E che stona se si pensa ad esempio alla movida molesta che in certe serate non fa chiudere occhio ai residenti del centro. E così oltre ad aver prodotto gli striscioni per rendere ancora più visibile la protesta le mamme hanno aperto anche un gruppo su Facebook chiamato appunto “Le mamme del parco” e presto chiederanno un nuovo incontro col sindaco Fabrizio Ciarapica. Sul tavolo porteranno una proposta: quella di rivedere il regolamento disciplinando la possibilità di giocare in determinate fasce orarie. Ad esempio niente pallone dopo le 22 e nel periodo post prandiale fino alle 16. Un compromesso che secondo le mamme potrebbe mettere a tacere le proteste di chi non vuole i bambini in quell’area commisurandolo col diritto al gioco dei più piccoli. Qualora ancora una volta la proposta cadesse nel vuoto le mamme proseguiranno la protesta, il prossimo step una raccolta firme per tutta la città.

 

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