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Museo Piersanti, rosso da 300mila euro
e pendono 3 decreti ingiuntivi

MATELICA - Il direttore: «Rischiamo che vengano a sequestrare il computer ed altro materiale degli uffici. Ma non vogliamo chiudere, stiamo pensando a mostre itineranti». Intanto la struttura dovrà essere sistemata in seguito ai gravi danni riportati a causa del sisma
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Il sindaco Massimo Baldini, don Ferdinando Dell’Amore e l’assessore alla cultura Giovanni Ciccardini

 

di Monia Orazi

Trecentomila euro di passivo e 90mila euro da pagare per tre decreti ingiuntivi sono i numeri della difficile situazione economica del museo Piersanti di Matelica, resa nota nel corso di una conferenza stampa dal direttore don Ferdinando Dell’Amore, che ricopre il ruolo da tre anni, alla presenza del sindaco Massimo Baldini, dell’assessore alla cultura Giovanni Ciccardini e di altri consiglieri comunali.

«Circolano voci sul museo che non rispondono a verità – ha detto il direttore – il Piersanti è di proprietà del capitolo della Cattedrale e della diocesi, che non vuole chiudere il museo, ma fare in modo che questo luogo si possa esprimere per quello che è. Si sapeva dal giugno scorso che il museo non sarebbe stato visitabile, i lavori di ristrutturazione post terremoto, coinvolgeranno tutta la struttura. E’ stato incaricato dei restauri lo studio Guicciardini Magni di Firenze, molto prestigioso, che segue progetti a livello internazionale. Ora si sta aspettando la definizione del livello di danno, di livello L4, il più grave. Permettere di fruire di un museo in queste condizioni non va bene. Un altro motivo per cui abbiamo deciso di chiuderlo è la necessità di fare un inventario completo di tutte le opere, che non sono state completamente censite. In alcune stanze chiuse sono stati trovati dei reperti che non sono mai stati esposti. Vorremmo realizzare un catalogo completo del museo, che ancora non esiste. La disponibilità economica è molto ristretta, non riusciamo a tenere aperto tutti i giorni, manca il volontariato che in questo ci potrebbe dare un supporto fondamentale».

Il cortile del museo Piersanti

Il sacerdote ha ricordato che di recente sono stati spesi 11mila euro per i servizi di guardiania e per tenere aperto. «Di certo non pensiamo di andare in pari con le gestione, ma di fronte a questa situazione abbiamo dovuto fare delle scelte, inoltre quando il museo resterà chiuso, non è possibile esporre le opere alla polvere ed all’incuria. Porteremo il museo all’esterno, facendone conoscere le opere con mostre tematiche, incontri didattici per le scuole e gli adulti, magari facendo incontrare l’arte antica e aspetti della vita contemporanea. In collaborazione con un’associazione di Fabriano, vogliamo fare un corso di volontari per la gestione del museo, una scuola di pittura estiva in giardino, stiamo rimettendo a posto un locale adibito a magazzino che si affaccia sul giardino, in modo da usarlo per incontri, piccole mostre e convegni. Intendiamo proseguire il ciclo di incontri sul Globo di Matelica». Il sacerdote ha anche ricordato gli eventi realizzati l’anno scorso, la recente mostra sul trittico degli Ottoni ed alcuni concerti. Ha snocciolato poi alcune cifre, come 103mila euro di debiti a fine 2018, di cui 98mila euro spesi per le mostre, a fronte di un contributo comunale annuo di 20mila euro. «La diocesi ha già messo 37mila euro, sono arrivati tre decreti ingiuntivi, uno a novembre da 17mila euro, un altro da 36mila euro dell’opera laboratorio fiorentino, in totale dobbiamo pagare 90mila euro di decreti ingiuntivi, di cui uno arrivato ieri pomeriggio da 47mila euro, rischiamo che vengano al Piersanti a sequestrare il computer ed altro materiale degli uffici. Sono soldi buttati dalla finestra, perché non sono impiegati per investimenti. Delle mostre non sono state fatte in modo oculato, qualcuno dovrà pagare queste cifre, dobbiamo in qualche modo trovarle, ci sta seguendo un avvocato. Le voci che circolano sul fatto che don Ferdinando vuole chiudere e cancellare ogni traccia del lavoro precedente non sono vere, se volevamo chiudere la diocesi non avrebbe impegnato 60mila euro. Lancio un appello a chiunque possa darci una mano in questa difficile situazione, speriamo che i lavori di restauro possano iniziare entro la prossima estate».

Si stima che per completare i lavori di restauro ci vorranno almeno due o tre anni. Ha detto il sindaco di Matelica Massimo Baldini: «Abbiamo deciso di comune accordo di fare questa conferenza stampa per dire cosa abbiamo intenzione di fare per il Piersanti nel prossimo futuro. La collaborazione tra diocesi ed amministrazione comunale per il museo continuerà. Il contributo comunale con copre i costi di apertura del museo per tre o quattro giorni a settimana, per questo è stato ridotto il periodo di apertura. Ci si è trovati di fronte ad una situazione debitoria venuta in essere negli ultimi mesi, determinata da eventi messi in atto nel 2015 e 2016». Anche l’assessore alla cultura Giovanni Giovanni Ciccardini ha esposto la volontà di dare il massimo sostegno al museo e di aver chiesto la proroga per tenere ancora a Matelica il Globo, l’antico orologio astronomico che continuerà ad essere esposto, da valorizzare come un marchio di qualità della città. Ciccardini ha anche annunciato l’intenzione di proseguire con interventi di valorizzazione del teatro Piermarini.

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