«Sanità, serve un entroterra unito
Meglio ospedale di rete unica
tenendo aperte le strutture esistenti»

SAN SEVERINO - Riunione del Comitato per la tutela del Bartolomeo Eustachio. Il vicepresidente dell'associazione, Massei: «Piattaforma comune per portare le nostre istanze in consiglio regionale». Il sindaco Piermattei: «Piano sanitario scatola vuota». Sandro Sborgia (Camerino): «Va garantita stessa qualità di cura ovunque si abiti». Filippo Saltamartini: «Pronti a riprendere la protesta»

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Un momento della riunione

 

di Monia Orazi

Entroterra unito nel chiedere alla Regione Marche di conoscere cosa prevede il futuro piano socio sanitario, che ora si trova in commissione e presto sarà approvato, e nella difesa dei servizi sanitari, contro qualsiasi ipotesi di tagli. Se ne è parlato ieri sera a San Severino, nel corso dell’incontro convocato dal comitato per la tutela e la difesa dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino. Per la prima volta da quando esiste il comitato si sono seduti allo stesso tavolo i sindaci di Camerino Sandro Sborgia e di San Severino Rosa Piermattei, il vicesindaco di Cingoli Filippo Saltamartini, presenti altri amministratori di maggioranza e minoranza di Camerino e San Severino e Beatrice Marinelli del comitato pro ospedali pubblici delle Marche. «L’entroterra unito – ha detto Marco Massei vicepresidente del comitato – può ottenere di più se lotta insieme, piuttosto che divisi. Vogliamo costruire una piattaforma comune e portare le nostre istanze in consiglio regionale. Il piano sanitario regionale è una cornice vuota di contenuti, aria trita e ritrita, si demanda alla giunta regionale stabilire dei contenuti, è capovolgere le regole della democrazia». Ha aggiunto Marco Marchetti presidente del comitato: «In realtà non sappiamo cosa vuole fare la Regione, se farà l’ospedale unico a Macerata o Fermo, mancano i medici per carenza di programmazione. Ad esempio servirebbero 20mila pediatri, ma i posti di specializzazione sono solo 5mila». Rosa Piermattei dopo aver ricordato la chiusura del punto nascita a San Severino ha detto: «Speriamo che in questa scatola vuota del piano sanitario che uscirà non ci siano sorprese per il nostro ospedale. Tutto quello che ci è stato dato viene enfatizzato, io ogni due mesi pretendo una relazione dall’Asur ma poi le decisioni le prendono loro e ci fanno vedere ciò che vogliono».

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Da sinistra: Filippo Saltamartini, il sindaco Sandro Sborgia, e il primo cittadino Rosa Piermattei

Sborgia ha ricordato che il suo primo problema affrontato da sindaco è stata la sospensione notturna dei servizi del reparto di cardiologia, in estate per le ferie, a causa della carenza di personale: «Esiste un problema di programmazione ad alti livelli, va coniugata la necessità di efficienza del sistema sanitario con la stessa qualità di cura, indipendentemente da dove si abita. Vanno assicurati gli stessi livelli di assistenza a Castelsantangelo, Ancona e Macerata. Se vogliono togliere l’utic (unità di terapia intensiva coronarica) e mettere l’elicottero ce lo devono dire. La sanità è un servizio indispensabile per evitare lo spopolamento dell’entroterra. Questo incontro è positivo, per affrontare insieme il problema». Filippo Saltamartini ha ricordato che un milione di abitanti vive lungo la costa e questo condiziona le scelte: «Il piano sanitario regionale non è stato sottoposto al parere dei sindaci come previsto da una legge del 1992, va approvato il regolamento, se non sarà fatto impugneremo il piano. A Macerata si è deciso per l’ospedale unico, ad Ancona non si farà, rimarranno Fabriano, Senigallia e Jesi. Venerdì ci riuniremo con i sindaci dell’Area vasta 2 per fare fronte comune. Occorre fare massa critica, farsi sentire insieme ai comitati, sennò il sistema non cambierà mai. Se all’ospedale di Cingoli non saranno ripristinati i servizi tagliati torneremo a protestare a Natale sotto la Regione. Non devono continuare a prenderci in giro». Per Barbara Cacciolari il problema è che a fronte del taglio del servizio sanitario pubblico, prende sempre più spazio la sanità privata convenzionata. Pietro Cruciani, radiologo in servizio tra Camerino e San Severino sino a pochi mesi fa poi andato in pensione ha ricordato come la mozione da lui fatta presentare in Regione, che prevedeva concorsi specifici per i medici nella zona del cratere, votata all’unanimità, non è mai stata attuata. «A Marche Nord si vogliono fare due aziende sanitarie – ha spiegato Cruciani – eccessive per un milione e mezzo di abitanti, mentre a Macerata è inaccettabile che si faccia un ospedale unico da 650 posti, che spazza via le strutture esistenti. Avere emodinamica senza cardiochirurgia non va bene, per certe prestazioni complesse si può andare solo ad Ancona». Massei ha detto che «andrebbe fatto un ospedale di rete unica, tenendo aperte le strutture ospedaliere attuali, puntando sulle eccellenze e la loro specializzazione. Ora va trovata la terapia per contrastare gli effetti di questa politica sanitaria, mettendo insieme istanze comuni, nel rispetto delle specificità di cura dei diversi ospedali».

 

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Barbara Cacciolari alla riunione sulla sanità

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