Scuole, denuncia della deputata leghista:
«A Porto Recanati sparisce il tempo pieno»
IL CASO - Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera, lancia l'allarme: «Una decisione motivata dal dirigente come atto dovuto a causa dell’elevato numero di studenti extracomunitari»

Giorgia Latini
«Il tempo pieno scomparirà nelle scuole di Porto Recanati, nonostante, per quasi mezzo secolo, gli istituti del territorio abbiano operato in maniera egregia per l’istruzione e l’educazione dei bambini dai 6 agli 11 anni». A lanciare l’allarme è la deputata della Lega Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera. «L’inizio del nuovo anno scolastico – spiega l’onorevole Latini – è alle porte e a Porto Recanati si prefigura un’autentica rivoluzione, al contrario però: il nuovo dirigente, infatti, nonostante sia appena arrivato, ha decretato la fine del tempo pieno senza concedersi neppure un periodo di necessario approfondimento della realtà portorecanatese. Una decisione motivata dal dirigente come “atto dovuto a causa dell’elevato numero di studenti extracomunitari”. Così il territorio e la comunità residente sono stati privati di istituti che hanno sempre rappresentato un valido aiuto e un prezioso sostegno sociale soprattutto per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori. Al loro posto sarà istituita una scuola “ibrida”, in cui le organizzazioni di tempo pieno e tempo normale saranno fuse e gli studenti, nel pomeriggio, uniti in modo indistinto». La deputata della Lega annuncia battaglia. «Il nuovo dirigente – dice l’onorevole Latini – crede che questo sia un atto dovuto, ma la decisione è stata presa senza informare preventivamente tutti i genitori: a votare è stato infatti il solo collegio d’ordine della primaria e non tutto il collegio unitario. In altre parole, chi ha iscritto i figli in una scuola con una certa tipologia organizzativa si ritroverà , a pochi mesi di distanza, con regole totalmente rivoluzionate, con conseguenze anche sul quotidiano delle famiglie. Che caos si genererà durante l’ora di pranzo, quando i ragazzi che resteranno a mangiare a scuola si incroceranno con i circa 550 alunni che invece torneranno a casa? Che rischi potranno correre studenti di appena 6 anni, che si recheranno a scuola, in pulmino, con ragazzi ben più grandi di loro? È stato stilato un adeguato piano di sicurezza? Vorremmo conoscere le reali motivazioni che hanno determinato questa decisione presa dal dirigente, se generata davvero dalla presenza di un elevato numero di stranieri o da qualche contrarietà da parte delle maestre ai rientri pomeridiani o del sabato. Penso che trovare una soluzione alternativa sarebbe stato possibile, ad esempio, con due rientri per il tempo normale, evitando di cancellare un’esperienza didattica molto apprezzata ed efficiente. Purtroppo non è la prima volta che si cerca di sopprimere il tempo pieno: quest’anno si è raggiunto l’obiettivo. Non staremo a guardare – conclude la Latini – con gli organi competenti siamo già a lavoro per cercare di risolvere questa assurda situazione».
che bella.