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La Corte dei Conti bussa al Comune:
aperta istruttoria sul 2016 e 2017
E i revisori rincarano la dose

MACERATA - I guai maggiori riguardano il ricorso frequente negli ultimi anni all’anticipazione di cassa, oltre a quanto già segnalato nei pareri negativi. Sul tavolo delle critiche del Collegio anche la richiesta di chiarimenti per il maxi-risarcimento alla Nuova via Trento e la brochure celebrativa da 46mila euro. La lettera arrivata oggi ai consiglieri comunali. Andrea Marchiori: «Smettete di usare il bilancio per la propaganda elettorale e sistemate debitamente ogni rilievo mosso. Questa omertà non fa comodo nemmeno alla maggioranza»
mercoledì 7 Agosto 2019 - Ore 20:58 - caricamento letture
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Romano Carancini, sindaco di Macerata

 

di Federica Nardi

Aperta un’istruttoria della Corte dei Conti su diversi aspetti del rendiconto 2016 e 2017 del Comune di Macerata. L’organo ha anche chiesto approfondimenti sul fondo rischi e verifiche sulla congruità del bilancio 2017, a cui il Comune però ha risposto con la corrispondenza già inviata ai precedenti revisori. E quelli attuali proprio oggi, dopo una sfilza di pareri negativi, rincarano la dose con l’ennesimo verbale. Sul tavolo delle critiche del Collegio, oltre a problematiche già rilevate negli scorsi pareri e alla tardiva comunicazione della risposta del Comune alla Corte dei Conti , anche la brochure da 46mila euro commissionata per la relazione di fine mandato e una serie di problemi sulla riscossione dei residui attivi, che superano i 33 milioni di euro. E poi la causa persa con Nuova via Trento, che ha rimescolato le carte in tavola sul fronte del fondo rischi accantonato dal Comune. Anche qui i revisori chiedono il prima possibile tutta la documentazione.

Nelle sei pagine del verbale arrivato oggi ai consiglieri comunali nel mirino sono finiti anche i bilanci precedenti con un focus sui fondi vincolati. «Relativamente al risultato di cassa per il quale la Corte dei Conti richiede l’evoluzione negli anni 2016, 2017 e 2018, con specifico riferimento ai fondi vincolati e in quale misura gli stessi siano stati ricostituiti, l’ente ha fornito, a parere del collegio, insufficienti elementi di riscontro – scrivono i revisori -. Dalla documentazione fornita, non risulta infatti una indicazione dettagliata della natura dei vincoli riportati nei rendiconti. Si rende pertanto necessario che l’ente fornisca con urgenza al collegio e alla Corte dei Conti i chiarimenti richiesti» . Oltre al dato tecnico di un disavanzo iscritto nel capitolo sbagliato nel bilancio del 2014 per cui «è necessario che il Comune proceda con urgenza ad un adeguato riesame dei risultati di amministrazione dei singoli esercizi (2016 e 2017, ndr), al fine di definire gli esatti risultati di amministrazione così da evitare eventuali irregolarità e incoerenze dei dati sugli esercizi successivi», i guai maggiori riguardano il ricorso frequente negli ultimi anni all’anticipazione di cassa. Per i revisori le ragioni alla base dei problemi di liquidità del Comune sono però diverse da quelle specificate dall’ente. Per il Comune infatti il problema li liquidità è dovuto ai 4,6 milioni erroneamente versati dal ministero nel 2009 e alla mancata riscossione di proventi derivanti da interventi urbanistici privati.

Invece per i revisori «le difficoltà della gestione finanziaria corrente derivano anche da problematiche strutturali interne che trovano nella difficoltà nella riscossione della elevata massa dei residui attivi la principale causa, vanificando nello stesso tempo l’effetto benefico della sospensione dei mutui a seguito della normativa sul sisma centro Italia 2016». I revisori specificano che per quanto riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità «c’è un’istruttoria aperta dalla Corte dei Conti per gli anni 2015, 2016 e 2017» e chiedono «una valutazione del fondo che sia più aderente rispetto sia alla elevata massa dei residui attivi, che superano i 33milioni di euro, sia alla difficoltà di riscossione dei crediti da parte dell’ente». In particolare «si evidenzia il basso indice di riscossione nel recupero evasione pari ad appena il 18,30% sul monte residui al 1 gennaio 2017 di euro 7.485.253,91”». Per quanto riguarda invece i residui passivi «Il collegio chiede che venga chiarita l’operazione relativa al complesso natatorio Fontescodella in cui ricadono partite dare/avere nei confronti dell’Università di Macerata rispettivamente per euro 387.426,61 quale debito dell’ente ed euro 277.709,15 quale credito dell’ente, anche in considerazione dell’intervenuta transazione tra il Comune e la società appaltatrice dei lavori» .

Marco Caldarelli, assessore al Bilancio

Ma non finisce qui. Nel mirino dei revisori di nuovo le partecipate, questa volta con tanto di osservazione della Corte dei conti. E soprattutto il Project financing del 2017 relativo a Sistema museo, per il quale «l’ente ha fornito una risposta insufficiente alla Corte dei Conti in quanto priva degli elementi sostanziali atti a permettere una idonea valutazione». Mentre sulle partecipate il collegio parla di «osservazioni della Corte dei Conti con particolare riguardo alla incompletezza dei dati riportati nella relazione 2017 del consuntivo» e in vista del bilancio consolidato previsto entro il 30 settembre «ricorda e raccomanda che gli siano forniti dati e documenti al fine di consentire la verifica della avvenuta riconciliazione dei debiti/crediti nei rapporti tra gli organismi partecipati e il comune». Capitolo a parte il Cosmari per il quale i revisori rinnovano «l’impegno perché il Comune si faccia parte attiva nei confronti degli altri soci della partecipata Cosmari affinché vengano svolte le procedure di controllo interno».

Poi i contenziosi il collegio lamenta l’assenza di aggiornamenti e delle informazioni richieste e «sollecita l’ente a fornire con urgenza quanto richiesto anche in relazione alle notizie diffuse dalla stampa sulla decisione del collegio arbitrale in una delle cause più rilevanti promosse nei confronti dell’ente. Il collegio non è stato messo nelle condizioni di conoscerne il contenuto». E infine la brochure della discordia, commissionata dall’amministrazione e che ha finito per spaccare anche la maggioranza (leggi l’articolo). Sul tema il collegio dei revisori chiede tutta la documentazione compresi «i capitoli di bilancio da impegnare o impegnati per la copertura della spesa» e il «quadro contabile e movimentazioni relative all’impegno di spesa ed eventuali liquidazioni disposte».

Roberto Cherubini

Immediata la reazione dei consiglieri di opposizione. «Reputo abbastanza grave che non sia stata prontamente comunicata ai revisori la richiesta giunta dalla Corte dei Conti – dice Roberto Cherubini del Movimento 5 stelle -. Valuto molto positivamente la richiesta di documentazione da parte dei revisori riguardo l’assurda spesa di 46mila euro decisa in pochi (e di quei pochi alcuni si sono anche dissociati) per la relazione di fine mandato. Dieci anni indimenticabili per una serie infinita di fallimenti».

Andrea Marchiori

Per Andrea Marchiori (gruppo misto, neoiscritto in Lega) «le questioni rilevanti del verbale sono quelle che comportano un cambio di rotta, cioè una modifica sostanziale del bilancio che in particolare adesso tiene conto del lodo arbitrale per Nuova via Trento. Dato che la riserva attualmente disponibile è quella vecchia, l’integrazione verrà totalmente assorbita dalla condanna e stando al conteggio non basterà neppure. Non solo dovrà essere integrata ma anche ampliata rispetto alla previsione già fatta e poi ricostituito il nuovo fondo per tutto il contenzioso ancora in essere. Avevo già sottolineato in passato i problemi dell’ente di riscuotere i crediti. Ora è necessaria una posizione ferma anche per quanto riguarda la comunicazione nei nostri confronti. Perché sembra che i consiglieri e i componenti della commissione Bilancio non contino niente dato che Carancini si è espresso solo con conferenze stampa o in riunioni di maggioranza. Se l’amministrazione avesse ascoltato i nostri reiterati richiami all’osservanza della buona politica di bilancio oggi non ci troveremmo di fronte a questa indagine, le cui conseguenze possono essere allarmanti anche per la futura amministrazione. Smettete di usare il bilancio per la propaganda elettorale – dice Marchiori anche a nome della Lega Macerata -, e sistemate debitamente ogni rilievo mosso. Invito l’amministrazione a convocare apposita seduta per esaminare ogni questione oggetto d’indagine ed al sindaco il compito di riferire al primo Consiglio di settembre anche sul lodo arbitrale che è stato frettolosamente trattato solo in una conferenza stampa piena di comunicazioni contraddittorie e smentite prontamente dal legale di controparte. I maceratesi non meritano tale atteggiamento omertoso su tutto ciò che non fa comodo alla sinistra ed anche i consiglieri di maggioranza, che hanno sempre assecondato le scelte della Giunta, inizino ad aprire gli occhi e prendersi le proprie responsabilità».

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