Tre anni di Quadrilatero:
«Fondamentale durante il sisma,
ma Macerata resta isolata sulla collina»
RICORRENZA - Il 28 luglio del 2016 l'allora premier Matteo Renzi aveva partecipato al taglio del nastro per le nuove 4 corsie verso l'Umbria. I protagonisti raccontano come si è arrivato a realizzarla. Fondamentale il ruolo del presidente della Provincia, Antonio Pettinari, che lamenta: «Servono passanti e collegamenti tra valli. Penalizzata la parte nord e la vallata del Potenza, con Treia, Montecassiano, Montefano e Recanati». Per non parlare dell'effetto "tappo" a Civitanova
di Maurizio Verdenelli
Foligno beach? Di più ancora: Umbria beach. Civitanova e l’Adriatico stanno soppiantando il Tirreno, l’Elba e l’arcipelago toscano nel cuore di chi abita ‘Il Cuore verde dell’Italia. Una nuova ‘moda’, una ‘nuova estate’ nella storia di due regioni e due province confinanti eppure sempre guardatevi con sospetto, grazie al collegamento veloce Foligno-Civitanova Marche inaugurato trascorso il mezzodì, in ritardo sul programma, del 28 luglio di tre anni: 105 chilometri da percorrere quasi sul velluto dall’entroterra al mare. Gli ultimi 35 chilometri (1,1 miliardi) da Foligno a Pontelatrave; il 16 gennaio 2015 era stata la volta del tratto Colfiorito- Serravalle, il 3 dicembre 2009 del tratto Collesentino-Pontelatrave. In tutto 37,7 km, di cui 22 in galleria a doppia canna, a capitalizzare i restanti che nel corso di faticosi decenni aveva realizzato partendo da Civitanova, l’Anas.
A spingere il maxi bottone rosso, che diede avvio pure al tratto Pianello-Valfabbrica sulla Ss318 nel Perugino, ancora in territorio umbro nella galleria La Palude (all’altezza della zona umida di Colfiorito, ex lago di Perugia) Matteo Renzi, che da queste parti ci veniva da boy scout, Katiuscia Marini e Luca Ceriscioli. Dei tre, solo il governatore delle Marche, in scadenza, è ancora in sella. Da allora, molti eventi non solo la sempre più bollente estate di Civitanova che non solo demograficamente è la più importante città maceratese. Soprattutto, uno devastante: il terremoto del Centritalia a neppure un mese da quell’inaugurazione. «Fu provvidenziale lo svincolo ‘provvisorio’ rimasto ancora tale che da Muccia collega la superstrada Val di Chienti alla 209 della Valnerina. Senza, la parte più colpita dalle scosse, sarebbe rimasta isolata e priva dei soccorsi urgenti» rileva Antonio Pettinari, il presidente della Provincia che ha ‘salvato’ la Quadrilatero possedendo appena lo 0,4% del capitale, dall’incorporazione in Anas. Lunedì è fissato, dopo l’8 scorso, un nuovo cda presieduto da Antonio Napoletano, Ad Eutimio Mucilli che di recente hanno entrambi sostituito Guido Perosino adesso amministratore di Anas international: all’odg della spa che ha ricostituito i suoi organi, la semestrale ed altri punti vitali per la viabilità maceratese. «Se questa società non ci fosse stata, tutto sarebbe ora più difficile per la nostra viabilità e farsi ascoltare dal Palazzo» afferma Tonino il ‘Salvatore’ insieme con Giuliano Bianchi, Camera di commercio.
«A bilancio di questi primi tre anni, c’è comunque ed amaramente da osservare come la provincia risulti divisa in due parti. Ancor più penalizzata, la parte nord e la vallata del Potenza, con Treia, Montecassiano, Montefano e Recanati. Giacomo Leopardi costretto ancora ad andare a Roma in diligenza – ironizza Pettinari – E naturalmente al centro c’è il caso Macerata che resta isolata sulla collina cantata da Jimmy Fontana. Senza passanti e collegamenti tra le valli ed una burocrazia pazzesca (testuale, ndr) che ritarda finanziamenti già in essere come per il collegamento San Severino – Tolentino, la superstrada resta una splendida incompiuta che ci divide seppure indirettamente in cittadini di serie A e serie B». «No, così non va» è il mantra del presidente che punta anche su un’altra opera collaterale da realizzare compiutamente. E’ il tratto Matelica – Fabriano, della Pedemontana delle Marche (la cui ultimazione è stata annunciata dal premier Conte nell’aprile scorso). Un asse importante perché la Valdichienti non rimanga uno splendido lampo luminoso nell’eterna tenebra della viabilità provinciale, causa di tante sciagure stradali: un bilancio di morti e feriti, fedelmente registrato dalla cronaca, divenuto ormai insopportabile. Un successo, certo, questa ‘doppia corsia’ che Enrico Mattei aveva visto già negli anni 50 ubicando in un’antica stazione di posta per i cavalli, il Motelagip a Muccia. Un successo, dunque, solo in parte offuscato dall’indagine della Procura di Spoleto sui lavori della Galleria La Franca. E perché il lavoro, comunque debba essere completato tra Umbria e Marche, ecco la necessità di trovare soluzione all’emergenza Civitanova. «Proprio così, figlia diretta, di una mancata visione politica. E la città ha rischiato d’implodere per eccesso del successo: abitativo – con tante famiglie in fuga dal terremoto – industriale e turistico» dichiara l’architetto Fabrizio Romozzi, uno dei due ‘padri’ (l’altro, dando concretezza all’idea, è il senatore Mario Baldassarri) della ‘Strada dei sogni’ che offre il titolo ad un volume da lui curato, in libreria a settembre. Non solo ‘genitore’ della nuova Val di Chienti, con quell’idea di partenariato pubblico/privato unico in Italia grazie ad un consenso che partiva dal basso con la visione di una grande opera viaria a sostegno del territorio, Romozzi è stato chiamato a risolvere la parte finale della superstrada a Civitanova.
Ricorda Gennaro Pieralisi, per anni presidente della Quadrilatero spa costituita il 17 giugno 2003, altro ‘pater’ della superstrada cui ha dedicato una preziosa iniziativa editoriale: «Persi proprio la pazienza quando in comune a Civitanova, dopo aver richiesto a lungo adesione, mi sentii rispondere con un’altra domanda chiaramente elusiva: Quanto tempo abbiamo ancora? Era davvero troppo. Risposi: Tempo scaduto! E cosi fu». Romozzi: «Adesso cerchiamo di recuperare i danni di quella mancata visione di una città in crescita, che hanno creato l’attuale situazione emergenziale. Con un sistema di rotatorie e cavalcavia si cerca di ottenere la penetrabilità di una Civitanova ingolfata al suo ingresso tuttora regolato da un semaforo in corrispondenza con la Valdichienti. Ed insieme allo sfogo viario, superando l’emergenza, vogliamo con successo dare un nuovo volto alla città che cresce in fretta. Un progetto che preveda adeguato arredo urbano, regolamentazione e riqualificazione urbana. Non perderemo questa occasione storica per Civitanova». E Pieralisi: «Non c’è neanche da perderla per l’altra grande direttrice di collegamento tra Umbria e Marche, prevista dalla ‘Quadrilatero’. Parlo della Ss 76 Ancona – Perugia collegando centri come Jesi e Fabriano. Proprio a Borgo Tufico, il 4 aprile scorso, con il premier Conte e il ministro Toninelli abbiamo assistito al primo atto dell’operazione Sbloccacantieri dopo lo stop per la crisi dell’impresa. Conte ha promesso che l’arteria verrà consegnata entro l’aprile prossimo, ma non c’è da essere ottimisti. Chiedo con forza che se davvero si voglia rispettare la data (che Conte ‘da avvocato’ ha voluto allungare di 30 giorni rispetto alla deadline prevista, ndr) si corra subito ai rimedi, facendo intervenire la più forte impresa nazionale del settore: Salini. Creando un conspazio attorno a lei, coinvolgendo pure l’Astaldi» interviene Pieralisi, uno dei più importanti imprenditori della Vallesina.
Il deus ex machina di Quadrilatero spa Marche/Umbria, l’ex vice ministro delle Finanze, Mario Baldassarri naviga in compagnia dei nipoti le cause della Sardegna, come tre anni fa quando da Roma lo invitarono, in tempi strettissimi, all’inaugurazione. Ricorda il senatore: «Potevo non andare. Presi il primo aereo per Roma da Cagliari Elmas e viaggiai tutta la notte. Ebbi la buona sorte che gli operai dell’anno, riconoscendomi, mi aprirono le sbarre della Valdichienti da inaugurare e così la percorsi per primo, da automobilista nel buio dei monti tra Umbria e Marche. Pettinari parla ora della Vallata del Potenza fortemente penalizzata. Si potevano fare però due superstrade una vicino all’altra? La decisione di scegliere la valle del Chienti era maturata anni prima. Con due passanti, comunque, si risolvono i problemi tra i territori dei due fiumi. Certo, restano il tappo di Civitanova e la bretella di Macerata. Chi ha voluto il primo e chi non ha voluto la seconda? Ricordo, circa il capoluogo, come il sindaco Giorgio Meschini non fosse interessato alla Quadrilatero, confidando – disse- nel finanziamento dell’opera da parte della Regione. I problemi e i ‘no’ furono tanti, ma grazie a Dio, il più è stato fatto. Se penso all’inaugurazione del 2016, dalla nostra terza fila, non posso non ricordare il carissimo Ermanno (Pupo), cui questa realizzazione deve tanto. L’ottimismo della volontà, il pessimismo della ragione, stavolta sconfitto. In uno dei primi speranzosi viaggi comuni a Roma, in auto disse scorato: A Macerata hanno sempre sbattuto la porta in faccia: ritorniamocene a casa! Poi, al solito, grinta e forza vincenti. Adesso che non c’è, gli rivolgo una preghiera. Continui ad assistere la nostra terra che di santi ‘veri’ in paradiso ha soltanto lui, Ermanno».


