«Sangiustese a Civitanova: no grazie»
Il coro di protesta dei tifosi

I GRUPPI Civitanovese 1919 e Club Rossoblu contro la decisione del sindaco Ciarapica di concedere il Polisportivo alla squadra di patron Tosoni

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I tifosi durante il derby della scorsa stagione

 

di Michele Carbonari

«Era tutto già deciso». È l’allarme/messaggio che lanciano gli ultras riconducibili al gruppo organizzato “Civitanovese 1919”, costituitosi la scorsa estate per amore dei colori rossoblu e con l’obiettivo di seguire le sorti della squadra di patron Profili nel campionato di Promozione. I tifosi tornano ancora una volta sulla questione Polisportivo, che nel prossimo anno ospiterà la Sangiustese (impegnata in Serie D). «È ora di fare chiarezza. Noi “soli contro tutti” siamo contrari a questa presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale riguardo alla concessione del Polisportivo alla Sangiustese per i seguenti motivi».

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Il presidente della Sangiustese Andrea Tosoni

«Il Polisportivo comunale  dalla sua costituzione – dicono i tifosi – è da sempre la casa della Civitanovese 1919. L’amministrazione comunale deve salvaguardare l’immagine e gli interessi della prima squadra della città e della sua tifoseria. È lecito chiedersi come mai una società organizzata per disputare un campionato di Serie D non riesca ad affrontarlo sul campo della propria città e dovrebbe chiedere l’utilizzo di un altro impianto. Sarebbe opportuno che qualcuno in seno all’amministrazione verificasse nel dettaglio le ragioni che hanno indotto la dirigenza sangiustese a chiedere asilo a Civitanova».
Dopo aver lanciato dei messaggi verso la dirigenza calzaturiera, gli ultras del gruppo “Civitanovese 1919” sollevano ulteriori dubbi, mettendo nel mirino il primo cittadino Fabrizio Ciarapica.

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Fabrizio Ciarapica

«Perché il sindaco, il 29 maggio, dichiara di volere il bene della nostra beneamata (dopo che lo stesso aveva avuto un incontro con il presidente) quando tutto era deciso? – continua il gruppo – Perché veniamo interpellati dal vicepresidente e dal dg della Sangiustese in un incontro privato quando tutto era già deciso? Perché a nostra richiesta, un incontro tra l’amministrazione comunale e tutte le parti in causa ci viene negato? Perché era tutto già deciso. Perché veniamo convocati successivamente per un incontro privato in comune tra sindaco, consigliere di Fratelli d’Italia e Sangiustese senza assessore dello Sport? Perché era tutto già deciso. Perché veniamo a conoscenza dopo un incontro con l’amministrazione comunale (senza sindaco) che la maggioranza è contraria e invece era tutto già deciso. Forse perché tutto questo è solo una decisione politica di comodo?».

Tifosi-CivitanoveseI tifosi proseguono dritti per la loro strada e si dimostrano coerenti con la linea scelta. «Saremo anche fuori moda ma riteniamo che alcuni valori debbano ritenersi fondanti per la nostra comunità. In tal senso va riconosciuta e salvaguardata la funzione sociale assolta dalla prima squadra di calcio della propria città che, seppur “sgarrupata”, rappresenta da sempre e per sempre identità e carattere dei suoi cittadini. Per queste ragioni siamo contrari alla mercificazione del calcio, o meglio, dei suoi interpreti più genuini, ovvero i tifosi, che hanno il diritto/dovere di riconoscersi in qualcosa che viene dal territorio – concludono gli ultras “Civitanovese 1919” -. Riteniamo che in simili situazioni la politica debba fare 10 passi indietro perché non è educativo utilizzare le squadre di calcio alla stregua di veri e propri taxi per raggiungere più velocemente mete che andrebbero perseguite con dedizione, sacrificio ed unità d’intenti. Sul Comunale dovrebbe schierarsi Citanò e non il giocattolo di un gruppo di persone che di fatto dimostrano di non volersi legare a qualsivoglia contesto economico e sociale. Soli e contro tutti: da sempre e per sempre Civitanovese 1919».

Club-RossobùSulla stessa lunghezza d’onda è il “Club Rossoblù”, intitolato all’ex presidente Umberto Traini e rinato dopo quasi 35 anni su iniziativa di sette soci fondatori. In una nota i tifosi comunicano la loro contrarietà rispetto alla decisione di ospitare la Sangiustese a Civitanova. «Esprimiamo il totale disappunto per la decisione del sindaco Fabrizio Ciarapica di concedere il Polisportivo, casa della nostra amata Civitanovese alla Sangiustese – rimarca il club – Qualora tale scelta creasse difficoltà per la Civitanovese, prima squadra della città, il sindaco dovrà assumersi le sue responsabilità e farsi carico di una situazione che non produrrà di certo benefici. Per questa ragione invitiamo fin da ora tutti i tifosi rossoblu a far sentire la propria voce. “Il nostro appello” vuole essere un presidio civile di protesta con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’assurdità di una scelta dettata da interessi non sportivi che calpestano i legittimi e prioritari interessi della Civitanovese, che celebra proprio quest’anno il centenario della nascita, e dei suoi appassionati sostenitori. Sangiustese a Civitanova: no grazie». Il presidente della Civitanovese Profili preferisce non commentare.

 

 


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