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Maranello inquinato,
lo sversamento in un tombino
la pista principale

CIVITANOVA - Continuano le indagini sui liquami nel fosso che hanno portato al divieto di balneazione. Al vaglio anche le telecamere, prende sempre più piede l'ipotesi del dolo. E l'attenzione si è concentrata su una grata vicina allo sbocco nel mare:
martedì 9 Luglio 2019 - Ore 17:44 - caricamento letture
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Tecnici dell’Arpma al lavoro nel fosso Maranello

 

di Laura Boccanera

Sorvegliato speciale il fosso Maranello a Civitanova, ora si cerca anche nell’impianto di videosorveglianza. Appare sempre più evidente che lo sversamento di liquame a elevatissima carica batterica possa non essere legato ad una rottura accidentale, ma ad un atto doloso. Vanno in questa direzione le indagini dei carabinieri forestali e anche le operazioni di controllo di tecnici comunali e polizia municipale. Sgomberato il dubbio di una possibile responsabilità di un condominio del quartiere San Gabriele, è emerso che il problema partirebbe all’altezza di un tombino nei pressi del distributore di benzina Esso, dunque vicinissimo allo sbocco a mare del fosso.

Uno dei sopralluoghi

Per questo ora si cerca di capire se lo sversamento abusivo sia stato effettuato da qualcuno direttamente nel tombino, o se, come seconda ipotesi, nella zona vi sia qualche fossa settica che abbia raggiunto le condotte. Questa mattina è tornata al Maranello anche l’Arpam che sullo sversamento vuole vederci chiaro. Al momento si continua a cercare. Anche perché i risultati che hanno portato al divieto di balneazione per la presenza dell’escherichia coli derivano dal campionamento fatto in due momenti distinti. Anzitutto in un orario non convenzionale per i prelievi Arpam che solitamente avvengono di mattina. Vista però la chiamata da parte di bagnanti e la segnalazione della presenza di acque maleodoranti, l’agenzia regionale, con la squadra di reperibilità, ha effettuato il sopralluogo. Il primo campione è stato prelevato il 3 luglio alle 18 circa e dava una conta batteria di escherichia coli pari a 384 unità facenti colonia e quindi nella norma (il limite è 500 ufc). L’operatore ha poi atteso circa mezz’ora e alle 18,45 ha effettuato il secondo prelievo che invece ha fatto schizzare la conta 2.000 unità facenti colonia. Stessa cosa per gli enterococchi intestinali che nel secondo prelievo erano di 440 su di un limite di 200. Entro domani si sapranno anche i risultati di un altro prelievo effettuato dall’Arpam ieri su tutto il litorale stavolta. L’intervento infatti è legato alla programmazione annuale dell’ente e quindi previsto da tempo, ben prima dello scoppio del problema su Civitanova. Le indagini sono ancora in corso.

 

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