facebook twitter rss

Usura, estorsione e lesioni:
noto ristoratore sotto accusa
Prestito a strozzo con tassi del 133%

CIVITANOVA - Imputato Giulio Fanelli, 62 anni. Lo scorso anno per questa vicenda era stato arrestato. Oggi al tribunale di Macerata è stato nominato un consulente per trascrivere le intercettazioni. L'imputato respinge le accuse
martedì 21 Maggio 2019 - Ore 18:12 - caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
71 Condivisioni

 

di Gianluca Ginella

Prestito con tassi usurari del 133 percento, estorsione e botte ad un imprenditore per farsi pagare il debito contratto: sotto accusa al tribunale di Macerata un ristoratore, Giulio Fanelli, 62 anni, gestore di un locale sul lungomare Piermanni di Civitanova. L’uomo per quei fatti era stato arrestato insieme al figlio (per cui si procede separatamente). Oggi al processo è stato nominato un perito per trascrivere tutte le intercettazioni.

Usura, estorsione e lesioni. Queste le tre contestazioni mosse a Giulio Fanelli in un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata. Tutto nasce dal prestito di 10mila euro che secondo l’accusa il 62enne ristoratore avrebbe fatto nel 2017 ad un imprenditore titolare di una attività a Sant’Elpidio. Il problema è il tasso di interesse richiesto: 133 percento annuo. L’imprenditore “strozzato” sarebbe riuscito, continua l’accusa, a versare una prima tranche: 6.500 euro nell’arco di 5 mesi, da luglio a novembre del 2017.

L’avvocato Gabriele Cofanelli

Fin qui la contestazione di usura. Ma Fanelli secondo l’accusa avrebbe anche cercato di rientrare del debito con metodi poco ortodossi. Il capo di imputazione parla di ripetute telefonate «dal tenore aggressivo» con cui lo invitava a passare al suo ristorante per «sistemare la faccenda» e avrebbe anche detto che all’operazione di finanziamento avevano partecipato persone pericolose e che lui operava nei loro interessi. In questo modo, prosegue l’accusa, sarebbe riuscito ad ottenere 6mila euro versati in tre tranche nell’aprile del 2018. L’accusa parla di un incontro casuale il 14 giugno 2018 in cui Fanelli avrebbe detto all’imprenditore frasi come «ti stacco la testa» e anche «voglio i soldi, voglio 10 mila euro». Il 9 luglio del 2018 l’imprenditore si era presentato al ristorante di Fanelli e lì sarebbe stato portato dall’imputato e dal figlio di questo in un locale appartato e lì picchiato. L’accusa parla di calci, pugni, e anche dell’uso di una pala per colpire l’imprenditore, che aveva riportato ferite alla testa, al torace e alla mano sinistra (frattura della falange di un dito) e una prognosi di 30 giorni. L’imprenditore aveva denunciato i fatti già prima del presunto pestaggio e in seguito a quello il figlio 32enne del ristoratore era stato arrestato e circa un mese dopo era finito in manette anche il 62enne, su disposizione del gip Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata in seguito alla richiesta della procura. Fanelli, difeso dagli avvocati Gabriele Cofanelli e Francesco Grilli, si è sempre proclamato innocente. Oggi il tribunale ha nominato un perito per trascrivere le intercettazioni e rinviato l’udienza al 17 giugno.

Prestano 10mila euro a tassi d’usura e picchiano la vittima per riaverli: arrestati un ristoratore e il figlio



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X