La Lube vuole il trono d’Europa:
a Berlino è assalto al Kazan

VOLLEY - Domani alle 19 alla Max Schmeling Halle la sfida che mette in palio la Champions contro i russi dello Zenit, vincitori delle scorse quattro edizioni della massima competizione continentale. Capitan Stankovic suona la carica: «Sappiamo contro chi giochiamo e dobbiamo concentrarci prima di tutto su noi stessi. La differenza la farà il nostro gruppo, uniti siamo fenomenali»
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La Lube vuole un altro trofeo dopo aver vinto lo Scudetto

 

Centrare per la prima volta l’accoppiata Scudetto-Champions League. Prendersi la rivincita sullo Zenit che proprio a Kazan l’anno scorso sfilò dalle mani biancorosse una coppa che sembrava ormai vinta (e che a dicembre 2017 ebbe la meglio anche nella finale del Mondiale per Club giocata a Cracovia). Riportare in Italia un trofeo che manca da otto anni (Trento con Juantorena in campo, nel 2011 a Bolzano), spodestando chi lo alza da quattro stagioni consecutive, per mettere in bacheca il secondo titolo continentale della storia della società (dopo quello vinto 17 anni fa ad Opole).

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Balaso e Sokolov festeggiano lo scudetto con il bacio sulla coppa

Ed infine, celebrare a dovere un risultato già ottenuto dopo l’impresa compiuta a Perugia, perché da martedì c’è una squadra che con 19 titoli e la più vincente in Italia nel ventunesimo secolo (sorpassato Trento fermo a 18). Quella squadra è la Lube che, domani alle 19 (diretta Dazn) alla Max Schmeling Halle di Berlino, ha un appuntamento con la storia. La finale della Champions contro la superpotenza russa, lo Zenit Kazan di Ngapeth, Anderson, Mikhailov e Butko. Che, in questa stagione, è stato già battuto da Civitanova a dicembre nel Mondiale per Club e che dopo dieci scudetti di fila ha recentemente ceduto, a sorpresa, lo scettro di Russia al Kemerovo. Una sfida decisiva, a cui gli uomini di De Giorgi arrivano da imbattuti, con il morale a mille dopo essersi laureati campioni d’Italia e nella quale potranno contare sulla spinta di circa 500 tifosi, vogliosi di assistere ad un altro trionfo e alcuni dei quali già arrivati nella capitale tedesca.

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Bruno, Sokolov e Juantorena

Poco conta il mercato e il fatto che Sokolov con ogni probabilità vestirà la maglia del club russo nella prossima stagione (per la sostituzione si parla di un altro opposto straniero, Kurek, o di uno italiano, il preferito è Zaytsev anche se l’ipotesi è difficilmente percorribile): l’obiettivo di Stankovic e compagni è quello di chiudere la stagione alzando un altro trofeo, concludendo nel migliore dei modi una settimana che può passare alla storia come la più vincente della storia del club. A soli quattro giorni dalla conquista dello storico quinto scudetto, quindi, la Lube torna in campo per un’altra sfida decisiva all’interno della nuova formula studiata dalla Cev che assegnerà titolo femminile (alle 16, di fronte Novara e Conegliano) e maschile nella stessa giornata. Nella serata di ieri l’arrivo degli uomini di De Giorgi a Berlino, oggi pomeriggio il primo allenamento nell’impianto dal 8mila posti (sold out da tempo) che ospita il grande evento del volley europeo (la sfida maschile sarà diretta dallo slovacco Juraj Mokry e dal turco Erdal Akinci).

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Le due squadre di fronte nella finale del Mondiale per Club 2017

Lo Zenit di coach Alekno, vincitore di 6 Champions League di cui le ultime 4 consecutive, arriva alla Super-Final dopo aver perso il titolo russo in 4 gare nella serie di Finale con il Kemerovo, come già detto. Rispetto al Kazan di un anno fa la partenza di Leon, sostutuito da Ngapeth, ha costretto i russi a modificare il sistema di gioco, adattandolo alle caratteristiche del francese che sono molto diverse da quelle del cubano. In regia confermato Butko, trentaduenne titolare della nazionale. Opposto lo straordinario Mikhailov, mentre al centro attenzione ai 211 centimetri di Volvich e ai 208 di Samoilenko. Schiacciatori i due stranieri del club: lo statunitense Anderson (in arrivo nella prossima stagione a Modena) e appunto l’ex modenese Ngapeth che rappresenta sempre una eccellenza assoluta. Il sestetto si completa con il trentaseienne Verbov, uno dei più grandi interpreti di sempre del ruolo.

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Coach De Giorgi

«Siamo pronti per questa finale, con grande orgoglio e grande piacere ci giochiamo questa Cev Champions League – dice Fefè De Giorgi, coach della Lube – . Questa formula mi piace molto, da i meriti a chi ha fatto un percorso lungo e difficile ed è un grande evento. Ci aspetta sicuramente un compito abbastanza duro, Kazan nelle ultime quattro edizioni si è dimostrata la squadra più forte in Europa, quindi dobbiamo lavorare molto ma siamo fiduciosi. Siamo venuti qui a Berlino in tempo per immergerci nella giusta atmosfera immediatamente. Siamo reduci da un’esperienza fortissima, non solo vincente, e quindi dovremo prepararci di nuovo perché credo che, quella di domani, sarà un’altra di quelle partite in cui ci saranno momenti difficili e complicati. Dovremmo giocarli fino alla fine, aiutarci e risolvere queste situazioni. Quando si gioca una competizione come questa non si guarda molto la stanchezza fisica o mentale, andremo e daremo tutto quello che abbiamo perché sono momenti davvero importanti e quindi nella vita di un atleta si superano in pieno».

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Stankovic con la coppa a Perugia

Gli fa eco il capitano biancorosso, Dragan Stankovic: «Il percorso che ci ha portato a questa finale di Cev Champions League è sicuramente interessante. Gli ultimi due giorni intensi anche senza partite, tante emozioni, però siamo arrivati ad un punto in cui dobbiamo lasciare tutto alle spalle e pensare all’ultimo appuntamento di domani. Come lo scorso anno siamo arrivati a giocarci la coppa contro Kazan, una squadra che negli ultimi quattro anni l’ha vinta dimostrando di essere la più forte in Europa. Sappiamo contro chi giochiamo e dobbiamo concentrarci prima di tutto su noi stessi e cercare di esprimere il miglior gioco possibile. La differenza la farà il nostro gruppo, siamo tanti bravi giocatori ma uniti siamo fenomenali e questo ci ha portato dove siamo».

 

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