Chiusura Donoma, i titolari:
«Sempre osteggiato la droga,
dati diversi sul numero di clienti»

CIVITANOVA - Stefano Longhi e Diana Zamfir con il loro legale, l'avvocato Gabriele Cofanelli, intervengono dopo la sospensione del locale per 30 giorni disposto dalla Questura. «Per permettere il riposo dei cittadini da mesi abbiamo cancellato le serate di martedì che erano tra le più remunerative. Inoltre anche l’evento Off-beat, rivolto ai più giovani, è stato soppresso come concreta sensibilità per i fatti di Corinaldo. Avevamo chiesto un incontro con il questore il 25 marzo per la questione sicurezza». Sui clienti presenti nella serata di sabato: «Non comprendiamo quali modalità e soprattutto con quale certezza si sia giunti ad una verifica numerica diversa e maggiore rispetto a quella in nostro possesso»
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Chiusura della discoteca Donoma di Civitanova, i titolari del locale e il loro legale intervengono per chiarire una serie di punti. Dalle serate che non fanno più come i cosiddetti martes calienti e gli Off-beat al numero di clienti presenti nella serata di sabato scorso che la direzione non ritiene fosse superiore al limite consentito.

Primo aspetto: i martes calienti che non ci sono più. Infatti, dicono i titolari, Stefano Longhi e Diana Zamfir, e il loro legale, l’avvocato Gabriele Cofanelli, «allo scopo di assecondare le esigenze della collettività e senza che ciò fosse in alcun modo imposto o dovuto giuridicamente, la direzione del Donoma da alcuni mesi ha soppresso “l’evento” del martedì e che comunque rappresentava una delle serate di maggior remuneratività per la nostra attività imprenditoriale; ciò, al fine di permettere anche il riposo infrasettimanale degli abitanti delle zone limitrofe alla discoteca». Secondo punto, la droga: «La direzione del Donoma ha sempre osteggiato e combattuto nella maniera e con le modalità più energiche ogni e qualsivoglia manifestazione legata alla problematica “droga” e di ciò è riprova la circostanza oggettiva che, nonostante il legittimo dispiegamento interforze impegnato nella notte del 13 aprile 2019, sembrerebbe che siano stati rinvenuti “2 grammi di cocaina ed altre sei persone in possesso di sostanza stupefacente”. Ciò sta a significare che, a fronte della presenza di circa 900/1000 persone, vi era una percentuale pari allo 0,6% e pertanto, al di là di ogni profilo mediatico ed ove nella realtà si voglia in concreto combattere detta gravissima problematica, la direzione ritiene che tale dato documenti in senso oggettivo quanto ora sostenuto e cioè l’atteggiamento di assoluta contrapposizione ad ogni ipotesi di cessione-reato di sostanza stupefacente».

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L’avvocato Gabriele Cofanelli

Ci sono poi degli aspetti economici, quelli che «la direzione aveva assunto per questo periodo che sono stati pertanto vanificati con una conseguente sofferenza gestionale imprenditoriale, che necessariamente si riverbererà non solo sulla discoteca ma riteniamo sull’intera imprenditorialità a ciò collegata, quali  attività commerciali ed similia». Quarto punto, Corinaldo: «Siamo certi che dinanzi alla tragedia di Corinaldo tutte le forze di polizia dovessero attenzionare i diversi pubblici esercizi, ma a tutt’oggi non siamo in grado di comprendere con quali modalità e soprattutto con quale certezza si sia giunti ad una verifica numerica diversa e maggiore rispetto a quella in nostro possesso (la questura contesta la presenza di almeno 1.400 persone nella serata di sabato scorso, quando il limite doveva essere di 900 persone, ndr). Sul punto, la cittadinanza deve sapere che l’evento denominato “Off-beat” e che veniva deputato ai più giovani, è stato anch’esso soppresso su decisione della direzione e proprio per documentare una concreta sensibilità nei confronti della vicenda Corinaldo. A tacer d’altro ed in concreto la discoteca Donoma (che quest’anno ha conseguito il riconoscimento di “miglior discoteca invernale di tutto il territorio nazionale” ai Dance Music Award), mediante la soppressione delle serate del martedì e degli eventi “Off-beat”, ha considerevolmente ridimensionato la propria attività imprenditoriale e sempre nell’ottica di un rapporto di assoluta collaborazione con le autorità istituzionali». Ultimo aspetto «il  25 marzo 2019 l’amministratore del Donoma, Stefano Longhi, aveva richiesto tramite pec di avere un colloquio con il Questore di Macerata ed al fine “di poter conferire in relazione ai fatti di cronaca avvenuti negli scorsi tempi nelle immediate vicinanze della discoteca stessa. Tale incontro è finalizzato ad inquadrare l’inserimento di tale attività ricreativa con il tessuto urbano circostante in un’ottica di auspicabile collaborazione e sinergia”. Di sicuro tenteremo di nuovo perché riteniamo nostro dovere, ed anche a salvaguardia della collettività, poter interloquire con la massima Autorità governativa territorialmente competente ed, in via parallela, con la figura del sindaco di Civitanova».

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Droga e 500 clienti in più, Donoma chiuso per 30 giorni



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