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Invaso sul Prata, coro di sì:
«Occorre creare occasioni di sviluppo,
o avremo solo un bel presepe»

CASTELSANTANGELO - Il progetto è stato discusso nel corso di un incontro. L'assessore all'Ambiente Sciapichetti: «Va fatto nel rispetto delle regole, nessuno vuole devastare nulla». Il sindaco Falcucci: «Prima del Parco c'è il diritto dei cittadini di decidere del proprio territorio». Contrario il presidente di Federtrek, Paolo Piacentini. Alessandro Rossetti, tecnico del Parco dei Sibillini: «Disponibili a valutare proposte di promozione turistica dell'area, anche sciistica, per la tutela della pastorizia, nel rispetto delle norme vigenti»
sabato 13 Aprile 2019 - Ore 16:21 - caricamento letture
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di Monia Orazi

«Siamo chiamati a confrontarci su un’idea progettuale, come quella dell’invaso di Monte Prata, che secondo il governo regionale è pienamente compatibile con l’idea di sviluppo di questi territori. Qui occorre portare occasioni di sviluppo, altrimenti rischiamo di creare il più bel presepe del mondo. Il tutto va fatto nel rispetto delle regole, nessuno vuole devastare nulla, lo dico da assessore regionale all’Ambiente, ma non possiamo imbalsamare il territorio». Con queste parole l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, ha parlato del progetto di realizzare a Monte Prata a 1732 metri di altezza, un invaso artificiale ampio circa 8mila metri quadrati (secondo lo studio di fattibilità), poco meno di due campi da calcio, lungo 160 metri ed ampio 54 metri, con una portata pari a 20mila metri cubi di acqua, da usare per abbeverare il bestiame, in funzione antincendio e per l’innevamento artificiale degli impianti sciistici di Monte Prata. Il progetto, se sarà presentato, impiegherà diversi anni prima di essere realizzato. E’ accaduto durante il confronto pubblico, organizzato ieri pomeriggio dal comune di Castelsantagelo, dal titolo “Monte Prata, l’invaso che si fa parco”, tenutosi nella sala Livo, gremita di persone. L’incontro è stato moderato dal giornalista Mario Sensini, del Corriere della Sera. Ad aprire il dibattito è stato Leonardo Animali, ex assessore di Jesi, che nel corso di un incontro a Fabriano, aveva sollevato perplessità sul progetto. «Ho sollevato il problema del metodo, non solo per questo specifico caso – ha detto Animali – alcune scelte che riguardano ricadute sulle comunità, devono prevedere informazione e partecipazione dei cittadini, non possono essere calate dall’alto. Questo incontro nato da una dialettica vivace e non cercata con il sindaco Mauro Falcucci, ci ha consentito di fare passi in avanti, verso un approccio che necessita di informazione e partecipazione. E’ importante mettere al centro queste dinamiche, ogni volta che le comunità e i portatori di interesse, i decisori si pongono obiettivi che riguardano la realizzazione di opere o infrastrutture che vanno ad impattare con il concetto di bene comune».

E’ toccato poi al sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci spiegare il punto di vista che spinge l’amministrazione a realizzare l’invaso: «Non esiste ancora nessun progetto. C’è una delibera di giunta del 2016, prima del sisma, che esprime la volontà di realizzare un invaso a Monte Prata, esiste dal 2002 un protocollo firmato con il Parco dei Sibillini ed il Comune di Ussita, per l’alimentazione di impianti di innevamento artificiale. Dopo il terremoto non è stato conferito nessun incarico all’ingegnere Marco Rinaldi (ex sindaco di Ussita, ndr), non risponde a verità che coprirà un ettaro e mezzo. Dopo le scosse, come rilevato anche da Cia e Copagri, c’è stato un abbassamento delle falde acquifere, con la mancanza di acqua in alta quota. E’ stata proposta da loro un’ipotesi progettuale e allora ci siamo chiesti: perchè non ottimizzare l’invaso, rendendo economicamente sostenibile l’investimento?». Falcucci poi ha raccontato le diverse tappe, da un primo incontro con il Parco, al quale lancia la stoccata della mancata approvazione dopo 17 anni del Piano del Parco e del Piano pluriennale economico e sociale. «Prima del Parco c’è il diritto dei cittadini di decidere del proprio territorio – ha proseguito il sindaco – il consiglio regionale delle Marche ha votato una mozione nell’ottobre 2017, in cui tra le altre cose si parla dell’opportunità di realizzare impianti di innevamento artificiale a Bolognola, Frontignano e Monte Prata. Gli impianti sportivi sono necessari per il comprensorio di Ussita, Visso e Castelsantangelo, nel rispetto delle regole siamo pronti ad accogliere suggerimenti, ma pretendiamo con forza che nessuno sia depositario della verità, l’ambiente è di tutti».

L’intervento di Paolo Piacentini di Federtrek

Unica voce contraria, in una serie di interventi favorevoli al progetto, quella di Paolo Piacentini, presidente di Federtrek, intervenuto dalla platea. «Sono d’accordo nel risolvere le problematiche degli allevatori – ha detto – ma si può intervenire in quota in diversi modi. Sono d’accordo con il sindaco nel volere progetti che aiutino l’allevamento, portando turismo ed occupazione. Sono disponibile a portare progetti su questo, meno impattanti e con minore dispendio di soldi pubblici. Posso portare l’esempio di numerose esperienze negli Appennini. Non va sottovalutato il cambiamento climatico, l’innevamento artificiale ha senso solo se le temperature sono inferiori a zero». Un contributo tecnico lo ha dato Alessandro Rossetti, tecnico del Parco dei Sibillini, che ha spiegato nei dettagli la normativa, spiegando come sia prevista la realizzazione di piccoli bacini per l’allevamento ed i vincoli esistenti. L’invaso di Monte Prata dovrebbe ricadere in una zona B, a tutela orientata, in cui si possono fare solo minimi interventi, i cui prati sono matenuti dall’attività di pascolo. «Il parco non è a priori contrario agli impianti sciistici, compreso l’innevamento artificiale – ha detto – ogni progetto va valutato in base alle normative, in coerenza con gli obiettivi di conservazione e valorizzazione delle aree protette, della rete “Natura 2000” ed analisi costi-benefici, anche alla luce dei cambiamenti climatici e dei progetti di sviluppo. L’iter della proposta di Monte Prata non è stato avviato, il Parco è disponibile a valutare proposte di promozione turistica dell’area, anche sciistica, per la tutela della pastorizia, nel rispetto delle norme vigenti». Mirella Gattari presidente regionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) e Giovanni Bernardini presidente regionale della Copagri hanno sottolineato l’importanza del ruolo degli allevatori, quali custodi e manutentori dell’ambiente, portando anche alcuni esempi virtuosi di laghi in altre zone d’Italia come Alento, Appiano e Campolongo, che hanno portato turismo ed aiutato l’allevamento, diventando un’attrattività turistica, sottolineando come questo li abbia spinti a proporre il progetto. E’ intervenuto anche Alfonso Russi, già docente all’università di Camerino ed esperto di valutazione di impatto ambientale. Dopo aver detto di non essere né favorevole, né contrario visto che non è stato presentato nessun progetto, ha spiegato che la vita tecnica di un impianto simile è di circa 15 anni, inferiori al tempo necessario dei cambiamenti climatici. E’ intervenuto anche il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, nel suo ruolo di facente funzioni di presidente del Parco, il quale ha detto che la progettualità va condivisa, mostrando apertura al confronto sul progetto. Sono poi intervenuti anche i consiglieri Elena Leonardi, che ha proposto la mozione citata da Falcucci e Sandro Bisonni, dettosi deluso dall’incontro. Al termine del dibattito, Falcucci ha invitato i gestori di una pagina Facebook contraria al progetto «a metterci la faccia, le lettere anonime vanno rigettate. Invito a chi si cela dietro l’anonimato a finirla di seminare terrorismo che non serve a nulla. Questo non lo accetto e sarà perseguito in tutte le sedi. Faremo tutto nel rispetto delle regole e Russi ci accompagnerà in questo percorso». A margine dell’incontro così si è espresso il consigliere regionale Sandro Bisonni: «Premesso che non è stata illustrata alcuna concreta soluzione, il dibattito ha visto numerosi relatori pro intervento e nessun relatore in senso opposto, quindi non un reale momento informativo, chiarificatore e di confronto ma semplicemente una sorta di spot pubblicitario pro intervento. Triste anche il tentativo di strumentalizzare una mozione approvata in Regione nel 2017, che trattava principalmente di strade e di impianti per la risalita e che tra le tante cose chiedeva la realizzazione di piccoli bacini lacustri in quota nelle aree terremotate».

L’intervento di Alessandro Gentilucci, facente funzione presidente del Parco



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