Convegno sulla famiglia con Pillon
«Il Comune ha speso 600 euro,
doveva pagarlo Ciarapica di tasca propria»

CIVITANOVA - Il consigliere Giulio Silenzi critica sia il fatto di aver usato soldi pubblici per un evento che considera di parte, che la mancata trasparenza sulla pubblicazione della relativa delibera
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Fabrizio Ciarapica e Simone Pillon

 

«Il Comune ha speso 600 euro per Pillon, delibera pubblicata in maniera tardiva appositamente». A distanza di qualche giorno dal convegno organizzato dall’amministrazione di Civitanova con il senatore Simone Pillon e della controprotesta che ha portato la rete antifascista e le associazioni femminili a protestare in piazza, il consigliere comunale Giulio Silenzi mostra la delibera coi costi dell’evento. Una delibera che, sebbene votata il 22 marzo, è stata pubblicata solo l’8 aprile, ad evento ormai passato. Non una casualità, secondo Silenzi, che torna anche in questa circostanza a pungolare sulla trasparenza il segretario comunale Sergio Morosi. «Pubblicazione tardiva probabilmente per evitare che i cittadini venissero per tempo a conoscenza del fatto che un’iniziativa smaccatamente di parte e non istituzionale fosse pagata con i soldi dei civitanovesi e non invece con quelli degli estimatori del senatore Pillon come il sindaco Ciarapica e gli assessori Cognigni e Capponi – dice Silenzi – Per pagare la sala privata, l’amplificazione e per i rimborsi sono stati spesi 600 euro. Gli amministratori invece di usare, come sarebbe stato giusto, soldi propri, hanno preferito far pagare ai civitanovesi le spese. Non è l’unico caso di pubblicazione tardiva. Anche la delibera sulla partecipazione di un consigliere comunale alla fiera internazionale sul turismo che si è svolta a Minsk in Bielorussia, è stata pubblicata ieri, 8 aprile, ma votata il 26 marzo. Tra l’altro, mancante di qualunque specifica circa le spese sostenute per questa trasferta e senza l’indicazione del nome del consigliere comunale mandato a fare l’ambasciatore di Civitanova perché, si dice in delibera, “il nome è in corso di designazione”. Che si tratti di convegni o di fiere, è una prassi per la giunta deliberare, il più delle volte con immediata eseguibilità, senza far seguire la tempestiva pubblicazione all’albo pretorio dell’atto votato – conclude Silenzi – Una pesante regressione sul piano della trasparenza se non addirittura di violazione delle procedure da parte di una giunta che si riunisce fin dall’insediamento del segretario comunale Morosi senza avviso di convocazione, senza ordine del giorno e senza verbali sulla discussione degli argomenti, su modifiche, su rinvii. È il segretario generale il principale responsabile di un andazzo che non può essere tollerato perché contrario ai principi di trasparenza».

 

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