Nasce “Marche e Salute”,
sul Piano sanitario è polemica:
«Incoerente con le necessità del territorio»

IL COMITATO regionale composto da sanitari e cittadini critica la linea della Regione. Il coordinatore Mauro Sclavi: «Chiediamo di essere ascoltati dagli uffici dell'ente per evidenziare criticità e proporre i nostri contributi, che illustreremo in assemblee pubbliche»

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Mauro Sclavi

 

«Una proposta di piano sanitario incoerente con le necessità dei territori: si ripropongono decisioni già prese e già contestate senza che ne sia dimostrata l’efficacia». Ad affermarlo in una nota è Mauro Sclavi, coordinatore del neonato comitato “Marche e Salute” gruppo di cittadini provenienti dalle cinque province marchigiane, composto da sanitari e non, che pensano «alla sanità pubblica più vicina ai bisogni delle persona, per un nuovo progetto di salute che parta dai bisogni reali, garantisca il diritto costituzionale all’accesso alle cure, tuteli il sistema sanitario pubblico e unisca i territori». In qualità «di portatore di interesse a difesa della sanità pubblica», il comitato «si porrà come interlocutore nella imminente fase di discussione della proposta di Piano sanitario regionale. Sui contenuti per lo più insoddisfacenti della proposta è già stato detto molto, ma la sua sostanziale continuità con il recente passato apre anche un’importante questione di metodo».

DSC_5947_Regione_Marche-650x433-650x433-325x217Il comitato quindi precisa che «Come ormai tutti sanno negli ultimi 3 anni nelle Marche è mancato da parte della Regione l’aggiornamento del piano sanitario regionale, nonostante l’arrivo delle nuove norme nazionali del 2015 sugli standard ospedalieri e i tantissimi appelli di sindaci, cittadini e forze politiche. Durante questo periodo la giunta avrebbe dovute attuare – e soprattutto monitorare – le indicazioni del piano precedente, ad oggi in vigore da ben sette anni. Questo perché la programmazione sanitaria deve rispondere a regole ben precise, prima fra tutte la suddivisione delle competenze tra il consiglio regionale, a cui spetta l’approvazione di obiettivi, indirizzi e criteri generali, e la giunta regionale a cui spetta la successiva realizzazione – sottolinea il coordinatore Mauro Sclavi – Invece nelle schede del “nuovo” piano regionale 2019/21 ci sono diverse azioni che sembrano l’attuazione di decisioni già approvate dalla giunta regionale negli scorsi anni. Non si capisce perché i dati statistici, le analisi che consentirebbero di giudicare il reale raggiungimento degli obiettivi del “vecchio” piano e la relativa efficacia delle recenti azioni della giunta, non siano stati riportati. Ad esempio per obiettivi come la riduzione dei tempi d’attesa della specialistica, gli ambulatori di medicina generale o le case della salute, nelle schede vengono citate delibere di giunta recenti che sembrano aver anticipato il nuovo piano sanitario, invertendo di fatto le competenze di giunta e consiglio», evidenzia il comitato in conclusione della nota, annunciando di aver deciso «di chiedere un’audizione agli uffici regionali per evidenziare queste ed altre criticità e proporre i nostri contributi, che illustreremo ai cittadini in assemblee pubbliche».


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