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La nuova vita di Bruno Carletti:
«Ho pagato per ciò che ho fatto,
sto cercando di ricominciare»

TENTATO OMICIDIO DEL CASSONETTO - L'ex direttore artistico del teatro Lauro Rossi ora è un uomo libero e vive a Corridonia. Nel luglio 2006 aveva cercato di uccidere l'ex moglie Francesca Baleani. Oggi era a Macerata per ritirare un documento, ma non ci torna quasi mai. «Penso di avere diritto ad una seconda possibilità. Ci sono persone che stanno cercando di aiutarmi. Il carcere è stato un passaggio duro ma importante. E’ stato giusto andarci per quello che ho fatto»
sabato 2 Febbraio 2019 - Ore 23:34 - caricamento letture
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di Gianluca Ginella

«Ho pagato per quello che ho fatto e ora sto cercando di ricominciare una nuova vita, penso di avere diritto ad una seconda possibilità, dopo aver scontato la mia pena». Bruno Carletti oggi ha 52 anni e ne sono passati quasi 13 da quell’estate del 2006 quando cercò di uccidere la ex moglie, Francesca Baleani, funzionaria della Camera di commercio di Macerata. Prima dei fatti di Pamela Mastropietro e Luca Traini, è stata la sua vicenda a portare Macerata nelle pagine di cronaca e nelle trasmissioni di tutta Italia. Carletti chiuse l’ex moglie dentro un sacco di plastica per poi gettarla in fin di vita in un cassonetto. La donna si salvò per miracolo quel 4 luglio del 2006, grazie a un giovane del posto, Andrea Stortoni, che sentì le grida della donna e intervenne. Quel tentativo di femminicidio scosse l’Italia. Da allora sono passati 13 anni. Carletti ha scontato la condanna a 8 anni decisa in via definiva dopo essere stata ridotta in appello (la vicenda giudiziaria venne seguita dagli avvocati Vando Scheggia e Bruno Mandrelli).

Questa mattina Carletti era a Macerata, una presenza che non è sfuggita. «Non ci torno mai, mi è capitato di passarci questa mattina perché dovevo ritirare un documento in tribunale. Ma da quando sono tornato libero, l’8 aprile del 2016, non ci ritorno mai» rimarca Carletti che era stato per molti anni direttore artistico del teatro Lauro Rossi di Macerata. Fino a quel 4 luglio del 2006.

Ripensa ancora a quello che è accaduto?

E’ impossibile non pensarci. Fa parte della mia vita. Mi ha segnato profondamente. Ho pagato per quello che ho fatto. Cancellare il passato è impossibile ma deve essere di lezione per il presente e il futuro.

Com’è la sua vita adesso?

Sto cercando di ricominciare, ma non qui. Diciamo che la vita sta ricominciando. Questo grazie all’aiuto di amici che hanno continuato a credere in me. Penso di avere diritto ad una seconda possibilità nella vita. Sempre nel rispetto delle persone che hanno subito gravi torti da parte mia. Certo non è semplice ricominciare. Specie per chi ha un passato pesante come il mio. Per fortuna ci sono persone che stanno cercando di darmi una seconda possibilità.

Ora dove vive?

A Corridonia, con la mia famiglia che mi è sempre stata vicina.

E’ in cerca di un lavoro?

Sì, sto valutando delle possibilità lavorative, ma fuori dalla provincia.

Sempre nel teatro?

Se fosse possibile mi piacerebbe. Era il mio lavoro.

Tornando al passato, l’esperienza in carcere com’è stata?

Un passaggio duro ma importante. Ti fa capire molte cose. E’ stato giusto passarci per quello che avevo fatto. Ho pagato e adesso sto cercando di ricominciare la mia vita.



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