L’anfiteatro Diaz
intitolato a Natale Mondo
PORTO RECANATI - La cerimonia si è svolta oggi. Il poliziotto era stato ucciso nel 1988 dalla mafia. Il questore: «Rendiamo un doveroso omaggio a chi ci ha preceduto indicando, con il proprio coraggioso esempio, il percorso da seguire per proteggere e tutelare i nostri cittadini». Presenti la vedova e le due figlie
Intitolato a Natale Mondo l’anfiteatro Diaz di corso Matteotti, a Porto Recanati. La cerimonia si è svolta questa mattina alla presenza del prefetto (Iolanda Rolli), del sindaco Roberto Mozzicafreddo, del questore Antonio Pignataro, del comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Michele Roberti, del comandante provinciale della Guardia di finanza, Amedeo Gravina.
Presenti anche ex colleghi di Natale Mondo e i famigliari (la moglie Rosalia Falanga, e le figlie Loredana e Dorotea). Mondo era un assistente capo della polizia che nel 1988 è stato ucciso a Palermo, a 36 anni. Vittima della mafia. Oggi è medaglia d’oro al valore civile. La decisione di intitolargli l’anfiteatro nasce dalla volontà del Comune di mantenere viva la memoria di chi può essere da esempio per le nuove generazioni. In memoria di Natale Mondo all’esterno dell’anfiteatro è stata posta una targa commemorativa che al termine della cerimonia è stata benedetta dal cappellano della polizia, don Adam Baranski.
Il questore nel suo discorso ha ricordato la sua conoscenza con Mondo: «Con lui ho condiviso, quando avevo solo 20 anni, momenti intensi e particolari di attività investigativa. Un ringraziamento colmo di emozioni e gratitudine sento il dovere di rivolgerlo ai funzionari della Squadra Mobile di Palermo di quegli anni denominato l’“avamposto degli uomini perduti”, che oggi, ci onorano con la loro presenza, Francesco Accordino, dirigente della Sezione Omicidi e il capo della Squadra Mobile di quegli anni Francesco Pellegrino.
Con questo nobile gesto, lei, signor sindaco, con la sua comunità, rende onore ad un servitore dello Stato che lo rappresentava con disciplina e onore, impegnandosi con generosità fino all’estremo sacrificio ed offrendo la propria vita per combattere la mafia e ogni forma di criminalità organizzata, certamente un ostacolo allo sviluppo sociale, economico, culturale non di Palermo, non della Sicilia, ma di tutta la nostra amata Italia, come purtroppo a distanza di molti anni, hanno dimostrato tutte le attività di indagine condotte contro la criminalità organizzata. Noi tutti dobbiamo avere la consapevolezza – ha continuato il questore – che particolari fenomeni come la criminalità organizzata non ci sono estranei, a prescindere dalla zona che li ha originati e, quindi, anche questa comunità deve stare sempre all’erta perché dove gira il soldo quella zona diventa fonte di attrazione della criminalità e da ciò possiamo desumere che la sicurezza non appartiene solo alle forze di polizia ed alla magistratura, la sicurezza appartiene a ciascuno di noi e, dunque, riguarda ogni comunità. Con l’inaugurazione di oggi, rendiamo un doveroso omaggio a chi ci ha preceduto indicando, con il proprio coraggioso esempio, il percorso da seguire per proteggere e tutelare i nostri cittadini». Infine il questore ha sottolineato, in particolare ai ragazzi presenti «che la libertà si conquista ogni giorno e, per questo, mi permetto di rivolgere un invito a tutti Voi: studiate la storia della nostra Patria e capirete quanto sangue e quanta sofferenza è costata la libertà che oggi, tutti noi, viviamo perché senza la storia e senza il ricordo il nostro Paese non ha futuro».
L’anfiteatro Diaz cambia nome: intitolato a Natale Mondo, poliziotto ucciso dalla mafia





