Cede la tensostruttura
della casa parrocchiale

SAN SEVERINO - Ospitava la parrocchia di San Severino Vescovo ed è caduta a causa della neve. I vigili del fuoco hanno salvato attrezzatura per 30mila euro. Il parroco: «E’ finita l’era dei tendoni, a due anni dal terremoto bisogna inventarci una strategia nuova per gestire questa emergenza»
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La tensostruttura che ha ceduto

 

Crolla la tensostruttura che era la casa della parrocchia di San Severino Vescovo. Donato dalla Caritas di Cremona, il tendone ha ceduto a causa del peso della neve caduta nel corso della notte. La tensostruttura, dove venivano celebrate le messe, è stata realizzata dietro alla chiesa di don Orione che è inagibile a causa del sisma.

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Il tendone danneggiato della parrocchia di San Severino Vescovo

Il peso della neve mista ad acqua ha fatto letteralmente implodere su se stesso il tendone. Il parroco, don Luca Ferro, è riuscito solo grazie all’aiuto dei vigili del fuoco a recuperare l’impianto di climatizzazione e alcuni arredi e suppellettili custodite all’interno salvando così materiale per un valore di circa 30mila euro ma non ha potuto fare nulla perché la struttura non cedesse.

«La neve ha rovinato la tensostruttura dove facciamo la messa. Spiace perché abbiamo cercato come lo scorso anno di accendere i termos per farla sciogliere ma si vede che era molto pesante. Per fortuna è successo in un momento in cui non c’era nessuno» dice don Luca Ferro. La neve nel fare crollare la tensostruttura ha allo stesso tempo riportato a galla i problemi che ancora non sono risolti. «E’ finita l’era dei tendoni – dice don Ferro –, a due anni dal terremoto bisogna inventarci una strategia nuova per gestire questa emergenza. I tendoni purtroppo non hanno una lunga durata. Servirà un’altra soluzione, come una chiesa in legno». La parrocchia di San Severino Vescovo, la più grande di tutta l’arcidiocesi di Camerino – San Severino per numero di fedeli, al momento non ha un luogo per celebrare le messe. In mattinata una funzione funebre è stata spostata altrove. Accanto al tendone distrutto la parrocchia aveva posizionato una struttura più piccola, finanziata a proprie spese da parroco e fedeli e con una raccolta di fondi che ha visto attivarsi alcune associazioni, ma prima di poterla aprire occorrerà mettere in sicurezza tutta l’area. Il secondo tendone, comunque, ha una capienza ridotta e non potrà far fronte alle esigenze della comunità.

 

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