Dall’appropriazione di profili social
a chi offre numero della ex:
«Sempre più casi al Centro antiviolenza»

GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA - L'avvocato Bianca Verrillo: «In continuo crescendo le persone che si rivolgono a noi. Quest'anno sono già 78. Serve aiutare le donne ad essere autonome, sennò il problema non si risolve»

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Bianca Verrillo (Foto Federico De Marco)

 

di Gianluca Ginella

«La situazione di donne che si rivolgono al centro antiviolenza è in continuo crescendo. Da inizio anno ad oggi sono 78 le donne che si sono rivolte a noi. Un numero che supera già ora quello dello scorso anno, quando in 12 mesi erano state 73, e che è destinato a crescere. Fondamentale aiutare le donne ad essere autonome». A dirlo è l’avvocato Bianca Verrillo, coordinatrice del Centro antiviolenza provinciale. Domani (25 novembre) sarà la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La provincia di Macerata anche recentemente è stata colpita dall’ennesimo gravissimo episodio di cui è stata vittima una donna, Alina Emilia Pavel, 30 anni, che sabato è stata accoltellata dal fidanzato e ha rischiato anche di restare sfigurata quando l’uomo, il macedone Sheval Ramadani, 32 anni, le ha tirato addosso dell’acido. A rivolgersi al centro antiviolenza sono donne che hanno dai 30-40 anni in su. Ci sono stati anche casi di donne over 70 anni. Si va dalla richiesta di un consiglio a quella di protezione.

sportello-antiviolenza-polizia-cuore-adriatico-civitanova-FDM-2-650x434«Più che altro ci sono donne che si rivolgono a noi per problemi in famiglia, maltrattamenti, violenze – spiega Bianca Verrillo –. Ci sono donne che hanno difficoltà a uscire da quelle situazioni perché magari sono senza lavoro, o senza reddito o hanno paura di perdere i figli. Questi sono i casi più frequenti». Ci sono poi i casi di stalking «riguardano soprattutto le giovani. Si va dagli appostamenti in strada, ai messaggi continui, all’appropriazione di profili social. Entrano nei profili, mandano anche messaggi, foto personali – spiega Verrillo -. Ci sono casi di donne che hanno subito ricatti da ex che hanno pubblicato foto personali, anche su profili di siti di incontri. Il ricatto è a livello affettivo: “ritorna con me, torniamo insieme”. Se la donna si dimostra categorica nel rifiutarsi, scatta la vendetta». Che a volte finisce nel mondo reale. «In un caso, avvenuto in provincia a inizio anno – spiega Verrillo –, l’ex ha messo in giro per la città biglietti con il numero di telefono della donna e una foto taroccata. Nel biglietto venivano offerte prestazioni sessuali. Si è aperta una indagine e l’uomo è stato identificato». sportello-antiviolenza-polizia-avv-bianca-verrillo-cuore-adriatico-civitanova-FDM-3-433x650Un altro episodio avvenuto quest’anno in provincia «è quello di un ex marito che, attraverso i movimenti del bancomat della ex, è risalito alla struttura di accoglienza dove si trovava. E’ stato necessario allontanare la donna. Lui invece è stato arrestato». Il Centro antiviolenza fornisce sia orientamento, che assistenza legale e psicologica. «A seconda dei casi ci mettiamo in contatto con la rete delle case di accoglienza, con la rete delle forze dell’ordine, dei servizi sociali. Valutiamo le azioni da fare caso per caso». Tra gli aiuti alle donne anche un finanziamento regionale (cui si può accedere facendo domanda entro fine dicembre) per «attivare un percorso di autonomia lavorativa e abitativa» spiega Verrillo. Infatti uno dei nodi è proprio questo: «Finché non si dà la possibilità alle donne di essere autonome non si risolverà il problema – dice la coordinatrice del Centro –. Bisogna lavorare sull’autonomia delle donne, offrire loro la possibilità di allontanarsi da certe situazioni di maltrattamento. Serve che abbiano un proprio reddito, una abitazione, e non siano dipendenti da qualcuno. Ma per ottenere queste cose serve una rete molto più profonda. Inoltre può servire anche fare percorsi di recupero per gli uomini che maltrattano». Ci sono poi le misure che vengono adottate nei casi più gravi: «La misura cautelare aiuta molto, anche la vittima psicologicamente si sente più tranquilla e protetta. Anche dal punto di vista legale dà più sicurezza, perché spesso c’è un po’ di sfiducia – prosegue Verrillo –. Quando vedono che iniziano ad arrivare piccole risposte questo ha un effetto molto positivo». L’ammonizione del questore? «Il più delle volte le donne optano per la denuncia perché si sentono più tutelate con una misura cautelare. Comunque l’ammonimento spesso ha funzionato ed è stato risolutivo». Una battaglia, quella contro la violenza sulle donne, che vede impegnata Verrillo anche insieme alla polizia con l’iniziativa “Questo non è amore” (ieri se n’è svolta una al Cuore Adriatico di Civitanova) per sensibilizzare e dare informazioni. È utile perché spesso aiuta una donna a capire di non essere sola e a comprendere come può trovare aiuto. A volte proprio quel primo contatto, anche solo prendere l’opuscolo, è stato l’inizio di un percorso per uscire da un incubo.

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L’iniziativa al Cuore Adriatico

 


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