Soppressione del Premio Annibal Caro,
Ciarapica replica a Silenzi:
«Sulla cultura c’è un progetto diverso»

CIVITANOVA

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«L’importanza di Annibal Caro non ce la deve insegnare Silenzi, ogni volta tocca ricordargli che ogni amministrazione fa le sue scelte». Il sindaco Fabrizio Ciarapica replica al consigliere Giulio Silenzi che aveva criticato aspramente la decisione di sopprimere il premio dedicato alla traduzione nel nome di Annibal Caro, un progetto che aveva la finalità nella sua annualità di attualizzare il traduttore civitanovese diventando polo per gli studiosi del settore. Ma Ciarapica risponde che il progetto sulla città altaè diverso e che se oggi Civitanova Alta ha numerosi contenitori culturali lo si deve all’eredità del centrodestra dei sindaci Marinelli prima e Mobili poi. «Le celebrazioni per i cinquecento anni dalla nascita di Annibal Caro e il Centro Studi Cariani risalgono al 2007 con i sindaci Marinelli e poi Mobili e l’allora consigliere regionale Ottavio Brini, promotore della legge dedicata al programma di iniziative per il cinquecentenario della nascita del letterato. Quindi sappiamo bene l’importanza di Annibal Caro. Silenzi giustamente difende le scelte della sua Amministrazione, ma ogni volta tocca ricordargli che ogni Amministrazione fa le sue scelte nei vari settori cittadini e noi facciamo le nostre: la Giunta ha un suo progetto culturale condiviso tra assessorati, dialoga e accoglie le proposte delle scuole e delle associazioni, coinvolgendo il tessuto socio economico della città. Noi proponiamo un progetto inclusivo, non rivolto a creare una cultura di nicchia. Silenzi fa tante domande ma non si fa quella fondamentale: se sono così giuste e importanti le sue proposte culturali, perché i cittadini non lo hanno rivotato? Quello che ci interessa sottolineare è che il centrodestra è stato il solo a valorizzare Civitanova Alta, in primis con la ristrutturazione del teatro dedicato a Caro, dove hanno preso il via le celebrazioni per il cinquecentenario della sua nascita nella Città Alta e poi con una serie di altre ristrutturazioni per ospitare festival: dal primo Vita Vita a Tuttoingioco a Popsophia, tutti realizzati dai precedenti sindaci di centrodestra ed è su questa strada che noi intendiamo proseguire. Se per Silenzi non riproporre un premio sulla traduzione dell’Eneide significa trascurare il rilancio della Città Alta, siamo tranquilli. I nostri concittadini illustri non sono dimenticati, solo di recente abbiamo valorizzato la sala per il pittore e incisore Arnoldo Ciarrocchi, anch’egli nato a Civitanova (Annibal Caro ricorre spesso nelle opere dell’artista), stiamo lavorando per Bruscantini, sosteniamo il Festival della danza dedicato a Cecchetti, non ci siamo dimenticati dell’opera di Zavatti, e molte iniziative sono ancora da fare perché siamo solo all’inizio del nostro mandato».

Cancellato il premio Annibal Caro


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