Sisma, coro bipartisan per Farabollini:
«E’ l’uomo giusto per la ricostruzione»

COMMENTI di apprezzamento per il nuovo commissario, dalle amministrazioni locali ai partiti, fino alle associazioni ambientaliste e agli ordini tecnici. Il predecessore Paola De Micheli: «Programmeremo insieme un ordinato “passaggio di consegne”»
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Piero Farabollini

 

«Programmeremo insieme un ordinato “passaggio di consegne”. La settimana prossima depositerò in Parlamento la relazione sullo stato di avanzamento della ricostruzione. A Piero Farabollini i migliori auguri di buon lavoro e un grande in bocca al lupo». Così Paola De Micheli lascia l’incarico da commissario alla Ricostruzione, ora nelle mani di Piero Farabollini. Geologo treiese, docente dell’università di Camerino, la nomina del 58enne è stata accolta con entusiasmo quasi bipartisan. Dalla sua città natale, Treia, arrivano gli auguri dell’amministrazione. «Piero Farabollini vanta un curriculum eccellente, che lo vede impegnato, in qualità di geologo, sul fronte della ricostruzione del sisma del 1997 e del 2016 – dice l’amministrazione – Inoltre è sempre stato un cittadino sempre impegnato attivamente in diversi contesti sociali, dalla scuola allo sport. Auguri di un proficuo lavoro a servizio delle terre cui è sempre stato legato».

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Paola De Micheli

L’endorsement arriva ovviamente anche dai 5 stelle, che ne hanno caldeggiato il nome, per bocca del presidente della Commissione infrastrutture del Senato Mauro Coltorti. «Lo conosco e so essere tra i tecnici più preparati per quanto riguarda l’area colpita dal terremoto – dice Coltorti – Questa scelta è un segnale preciso: per far rivivere quelle terre così duramente colpite, è fondamentale che ci sia un professionista del luogo a dirigere le operazioni. Il lavoro da fare è tantissimo, le difficoltà sono molteplici, ma sono certo che col sostegno del governo Conte il professor Farabollini potrà svolgere al meglio il suo compito. Oggi mandiamo un messaggio preciso agli abitanti del cratere sismico: vogliamo che la ricostruzione riparta e che a guidarla ci sia una figura e una relativa struttura in grado di dare gli indirizzi necessari. Ci vorrà pazienza, ma ce la faremo».

 

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Marcello Fiori

Da Forza Italia il responsabile enti locali Marcello Fiori però ammonisce: «Auguriamo a Farabollini di poter fare il meglio per le aree terremotate ma servono nuove norme e strumenti innovativi di intervento che cancellino lentezze e burocrazie, senza le quali sara’ molto difficile evitare lo spopolamento e l’abbandono di queste terre bellissime. Incalzeremo il governo e la maggioranza perché facciano la loro parte». Segnali positivi per la nomina arrivano anche dal mondo dei tecnici, architetti e geologi in primis. «Farabollini è un geologo di grande competenza e professionalità – dice Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, a nome di tutta la categoria -. Vanta esperienze maturate sul campo e conosce bene le aree colpite dal sisma del 2016. Ha ricevuto un incarico prestigioso, ma impegnativo e siamo certi che contribuirà a rimuovere le criticità che attualmente stanno rallentando, e non di poco, le attività legate alla ricostruzione. Una questione che, già tante volte, anche insieme alle altre categorie professionali della Rete delle Professioni Tecniche, abbiamo sollevato e posto all’attenzione della struttura commissariale anche attraverso l’Osservatorio nazionale della ricostruzione, di cui faccio parte insieme ai delegati delle altre professioni tecniche». Donatella Maiolatesi, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Ancona, è certa che Farabollini «porterà le sue competenze e la sua esperienza nelle istituzioni. E la nostra speranza è che il suo contributo, da marchigiano, possa essere decisivo per la rinascita e la ricostruzione dei nostri territori. Fino ad oggi abbiamo vissuto ritardi e lungaggini che non possono più essere accettate. Ricordiamo che nelle Marche gli sfollati sono ancora migliaia, che le ristrutturazioni e i restauri degli immobili procede a velocità impercettibile e che gli appalti per la ricostruzione, sia privata che pubblica, sono fermi anche per mancanza di personale. Tutti problemi che, insieme a Farabollini, denunciamo da tempo. Il nuovo commissario ha di fronte a sé un lavoro enorme ma vogliamo dirgli, in modo chiaro, che da parte nostra avrà tutto il sostegno di cui avrà bisogno».

Infine, anche il mondo delle associazioni e dei comitati augura un buon lavoro a Farabollini. «In varie occasioni – dice Legambiente Marche -, abbiamo avuto modo di apprezzare la sua professionalità di geologo e il suo impegno civile per la prevenzione del rischio idrogeologico. Dovrà far rimuovere ancora alcuni ostacoli normativi e garantire un’accelerazione alla ricostruzione privata e pubblica, che sia sicura, di qualità e innovativa. Legambiente, che ha operato fin da subito nelle aree del cratere con i propri volontari e monitora con costanza la ricostruzione, continuerà a garantire massima disponibilità a collaborare e a confrontarsi sulle proposte che stiamo portando avanti da tempo con il nuovo commissario e la sua struttura». Il coordinamento dei comitati Terremoto 30 ottobre stila un elenco di proposte di attuazione immediata da sottoporre al neo commissario: «Modifiche alla struttura commissariale, coinvolgimento dei rappresentanti del territorio nelle fasi decisionali, sburocratizzazione delle pratiche per la ricostruzione, divisione del cratere in base ai danni subiti, riprisino viabilità e condizioni di vivibilità ed economiche nel cratere, verifica e sistemazione delle sae che stanno iniziando a cadere a pezzi, coinvolgimento delle imprese locali nella ricostruzione. Valuteremo l’operato del nuovo commissario in base ai fatti. Non abbiamo più tempo da perdere e ci aspettiamo immediate azioni concrete da chi conosce già quali siano le nostre condizioni».



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