Sisma, “G3” a Castelsantangelo:
«Serve un commissario forte
Il decreto 55 è un fallimento»

L'INCONTRO dal tema "Oltre la ricostruzione" si è svolto oggi a pochi giorni dalla fine del mandato di Paola De Micheli. Girano i nomi di Fabrizio Curcio e Angelo Borrelli. Mauro Falcucci: «Ci vorranno 20 anni per ricostruire. Mattarella ci è vicino e mi ha detto di tenerlo aggiornato. Lo faccio ma non cambia molto». Presenti alla riunione anche i primi cittadini di Amatrice e Montereale. Chiesta una legge ad hoc per la montagna
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Al centro il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci. A sinistra Massimiliano Giorgi, primo cittadino di Montereale e Filippo Palombini sindaco di Amatrice

 

di Maurizio Verdenelli

«Non ci siamo» sbotta Mauro Falcucci. Vicino a lui in un improvvisato G4 a due anni dal sisma del Centro Italia: c’è Massimiliano Giorgi, sindaco di Montereale (L’Aquila) mentre tarda Filippo Palombini successore di Sergio Pirozzi alla guida del comune di Amatrice, e poche speranze si nutrono per la presenza di Pietro Bellini (Preci) che ha perduto l’aereo del ritorno dalle ferie. Il G4 con un tema fisso “Oltre la ricostruzione” sarà alla fine un G3 ma comunque rappresentativo delle ansie delle popolazioni del cratere sismico. g3_castelsantangelo_falcucci-7-325x183Rappresentativo in modo assoluto è il luogo scelto: Castelsantangelo sul Nera, paese martire due volte ferito a morte sia il 24 agosto sia il 30 ottobre 2016. Tanto che in quell’estate maledetta più volte, esasperato, si era rivolto all’allora premier Renzi così: «Diteci di che morte dobbiamo morire». Risposte vere non vennero e la situazione non è molto cambiata. In attesa del commissario (tra i nomi ci sono quelli di Fabrizio Curcio e Angelo Borrelli), il G3 di Castelsantangelo ha chiesto maggiori poteri per i sindaci.«Dobbiamo entrare nella cabina di regia della ricostruzione» ha detto Giorgi. Tutti d’accordo sull’insufficienza del Dl 55 che non affronta i punti nodali di una ricostruzione «stagnante» (Falcucci), le difformità urbanistiche. Sul terreno intanto restano la montagna, le popolazioni ormai in fuga. Occorrono poteri, tempi ed impegni certi. «Ed invece non si sa chi comanda – ha incalzato Palombini –, ad Amatrice ci sono 170 interventi stanziati per le strade, che sono il motore della ripartenza, ed ancora non è partito neppure uno. Con il terremoto fisico dobbiamo affrontare anche quello della politica».

g3_castelsantangelo_falcucci-4-325x183«Ci vorranno almeno 4 lustri per la ricostruzione una volta poi che saranno finalmente stabilite norme e regole anche per riscuotere le donazioni perché qui assistiamo anche al terremoto del buon senso» ha martellato Falcucci. E tutti tre i sindaci hanno ricordato il buon esempio che venne nel ’76 dalla ricostruzione del Friuli. «Altrimenti Rina ci dica: non sperate più, dovete morire». Palombini: «Come sindaci abbiano fatto tutto quello che dovevamo fare… poi arriva la burocrazia. E su un solo foglio devono firmare in dieci. Ad Amatrice giovedì inauguriamo la nuova scuola media… noi l’abbiamo fatto in tot tempo, perché Regione e Stato hanno tempi più lunghi ed Amatrice al momento è solo una scuola». E Giorgi: «Benissimo le scuole ma rischiano di restare cattedrali nel deserto se le famiglie in assenza anche della ricostruzione leggera, se ne saranno andate tutte. Nel mio paese sono tutti anziani. I soldi ce li promettono, da Roma, dall’Europa ma non arrivano. Decidono funzionari che non conoscono le esigenze, i bisogni della gente che continua a soffrire. Va cambiata la governance, abbiamo tante responsabilità ma gli strumenti non ci vengono dati». Falcucci: «Vogliamo i fatti. Il presidente Mattarella ci è vicino. Mi ha anche detto: “Mi tenga aggiornato”. Lo faccio puntualmente. Purtroppo non cambia molto». Su difformità ed abusivismo, Palombini che è stato, con sindaco Pirozzi, assessore all’Urbanistica ha chiarito: «Occorre molta buona volontà: ripartire con il buon senso in centri dove gli archivi si trovano ancora sotto le macerie e non c’è più una carta. Nessun Far West urbanistico in barba alle leggi nazionali, per carità, ma via ad una ricostruzione semplice». g3_castelsantangelo_falcucci-5-325x183Ad Amatrice, 6mila sono le case abbattute, a Castelsantangelo 987 su 1.024. Centomila tonnellate le macerie, rimosse appena 34.758. Tutte inagibili le 22 chiese che documentano per intero il ciclo del grande Paolo da Visso. Il G3, riunitosi nel bell’auditorium “Amici del Trentino” tra sussurri e grida (molti) ha richiesto soprattutto una legge ad hoc per la montagna. Che serva per consegnare al grande centro della penisola un futuro vero, non solo seconde case. Frecciate non sono state risparmiate al primo commissario Vasco Errani ma da Castelsantangelo è partito un appello forte al nuovo governo perché «affidi un mandato forte» a chi succederà a Paola De Micheli. «Il premier Conte – ha detto Palombini – nella sua visita del 24 agosto non ci ha fatto promesse e questo gli fa onore. Ma il Dl 55 ‘sisma’ è stata una buca».

DSC_0363_01-325x217Alla conferenza stampa presenti il sindaco di Montecavallo, Cecoli (protagonista di due ricostruzioni), il prof. Barboni in rappresentanza del rettore Unicam. Pettinari, la segretaria regionale Cna, Mirella Gattari; l’ultimo primo cittadino di Pievebovigliana, Sandro Luciani; numerosi tecnici e qualche funzionario statale. Tuttavia numerosi gli assenti, dal sindaco di Camerino, Pasqui al senatore Pazzaglini, primo cittadino della confinante Visso. Falcucci: «Io però non ho fatto inviti: l’appuntamento era aperto a tutti». Un appuntamento importante, centrale in vista di mercoledì 12 quando scadrà il mandato per il secondo commissario ad una ricostruzione che tarda a farsi vedere. Giorgi: «Sono passati i primi 100 giorni del nuovo governo ed ancora non è stato nominato un sottosegretario ad acta. Il nuovo commissario: non ci sono certezze sul nome ma sono certo che gli ci vorranno mesi prima di entrare ‘in corpore vivo’». Falcucci: «Abbiamo oggi parlato, noi tre sindaci, con una voce sola. Non c’era accordo alla vigilia, quasi non ci siamo neppure sentiti. Il nostro grido comune è: Non c’è più tempo. Intanto grazie agli imprenditori che hanno scelto di restare con noi, con chi resiste eroicamente all’ombra della montagna spaccata». 

Falcucci, Palombini e Giorgi hanno inoltre richiesto l’immediata corresponsione delle risorse da destinare per l’avvio dei piani attuativi relativi alle perimetrazioni individuati dai comuni ed approvati dalle Regioni. L’ordinanza commissariale numero 64 riguardante il primo piano degli interventi sui dissesti idrogeologici è stata pubblicata ieri. Falcucci: «Non sono previsti con precisione i fondi: se non ci sono soldi per la ricostruzione, ce lo dicano».

(foto di Luciano Carletti)

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Guglielmo Brizi, fratello del campione d’Italia con la Fiorentina, il maceratese Pino, al bancone del suo bar a Castelsantangelo sul Nera.

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