“Non solo handicap”,
il libro di Terrucidoro
alle cantine Muròla
URBISAGLIA - La presentazione domani, venerdì alle 18, con Maria Luisa Petrelli, Francesco Massi, Anna Menghi e Andrea Foglia
Con “Non solo handicap”, il suo primo libro, Giorgio Terrucidoro continua la sua operazione culturale sul territorio. La presentazione di domani venerdì alle 18 sarà a Urbisaglia alla cantina Muròla (contrada Villamagna 9). Affetto fin dalla nascita da una tetraparesi spastica che gli impedisce di di camminare e muovere regolarmente le braccia, Giorgio è un esempio di tenacia e coraggio, riuscendo ad andare oltre i suoi limiti e raccontare la sua storia
«Per me – scrive Terrucidoro – è un onore presentare “Non solo handicap” in un luogo così prestigioso. Le Tenute Muròla, grazie alla produzione vinicola di altissima qualità che le contraddistinguono, rappresentano un’eccellenza a livello nazionale ed europeo. Un sentito ringraziamento a Ferdy Mosiewicz e alla sua famiglia per la loro generosa ospitalità. Il secondo motivo della mia gioia, nonché di una punta di orgoglio è dato, non potrebbe essere altrimenti, dai relatori che, insieme a me, prenderanno parte all’evento.
Maria Luisa Petrelli, consigliere comunale di Loro Piceno con delega sulla qualità della vita degli ospiti della Casa di Riposo, il merito per l’evento ad Urbisaglia va ascritto a Lei. Interverrà, poi, Francesco Massi, segretario comunale di Recanati, Porto Recanati e Caldarola, l’ho conosciuto personalmente da poco tempo, e sono rimasto colpito della sua modestia nonostante la sua altissima preparazione.
La terza relatrice sarà Anna Menghi. Ho chiesto io, personalmente, ad Anna di parlare anche in questa presentazione, dopo quella svoltasi a maggio di quest’anno, perché, forse in quanto disabile, a mio avviso, riesce a cogliere “lo spirito” di “Non solo handicap”, la sua natura metastorica, oltre che, naturalmente, la sua lettera. Lei, Anna, ex Sindaco di Macerata, è un esempio concreto, una testimonianza in carne ed ossa, di cosa vuol dire vivere la vita superando la difficoltà, il proprio handicap, sentendosi così una persona completa, “a più dimensioni” volendo usare un’espressione presente nel libro.
Il quarto amico che siederà al mio fianco sarà il fisioterapista Andrea Foglia, lui circa venticinque anni or sono, svolgeva la sua attività professione al “Santa Lucia”, l’ospedale della città leopardiana. Io andavo per svolgere delle sedute fisioterapiche. Di Andrea ho sempre apprezzato, oltre alla sua preparazione professionale, oggi tiene conferenze nelle principali città italiane, la capacità innata che ha di relazionarsi con il paziente, il suo interlocutore, come se la menomazione, l’handicap, non ci fosse. Lui parla, sempre e comunque, a tutta la persona che ha davanti a sé, tenendo presenti le diverse dimensioni che ne costituiscono la personalità: nella relazione che crea, proprio perché guarda alla persona nella sua totalità, l’handicap diventa invisibile. Andrea, oggi, si occupa anche di prevenire il disagio giovanile: ha costituito, al fine di creare una “socialità positiva”, insieme ad altri genitori, l’associazione “Veder crescere con il dialogo” di Civitanova».




