Ciarapica, un anno da sindaco:
«Orgoglioso dei risultati ottenuti
sul fronte sicurezza»

CIVITANOVA - Il primo cittadino a tutto campo tra quanto fatto e progetti per il futuro: «Il problema più ostico? Aver dovuto rinunciare ad un assessore per via delle quote rosa»

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di Laura Boccanera

Iniziò con un corteo da corso Garibaldi fin sotto Palazzo Sforza, poi l’ascesa al secondo piano del palazzo comunale cantando l’inno di Italia affacciato dal terrazzo su piazza XX Settembre. 365 giorni fa Fabrizio Ciarapica diventava sindaco di Civitanova, attorniato da centinaia di supporter e sostenitori, vicini coloro che poi sarebbero diventati assessori e collaboratori strettissimi. E’ passato un anno dall’insediamento a Palazzo Sforza del sindaco di Vince Civitanova. A distanza di un anno sono accadute molte cose per la città e Ciarapica fa un bilancio.

Ciarapica

E’ passato un anno dalle elezioni che l’hanno portata ad essere sindaco di Civitanova. Qual è il bilancio complessivo di questi primi 12 mesi?

«Più che sui bilanci preferisco concentrarmi sul lavoro futuro. Molto è stato fatto, non sempre come ci si aspettava, si può fare di più, ma questo vale per tutti. Guardo la strada che ho davanti perché so che lì posso fare ancora molto».

Quale il tema più ostico affrontato in questi mesi?

«Dover sacrificare un assessore, un amico, una persona validissima. La legge va sempre rispettata, ma il sacrificio è stato enorme».

Quale l’intervento di cui è più orgoglioso?

«La sicurezza che è stato il primo obiettivo per questa amministrazione e su questo tema non ci siamo di certo risparmiati: è un patto con i cittadini che non volevamo e non vogliamo tradire. I risultati che stiamo ottenendo sul territorio di Civitanova sono la dimostrazione che per noi non si trattava di uno slogan prelettorale, ma il fulcro intorno a cui far ruotare le misure che stiamo mettendo in atto da quando ci siamo insediati a palazzo Sforza.

Parliamo di politica: ad un anno dalla nomina della giunta un assessore è stato cambiato per la vicenda delle quote rosa e c’è stata un rimescolamento delle deleghe. Ci sono stati due presidenti dei teatri che hanno abbandonato in polemica con l’assessore Gabellieri e un vicepresidente Atac (Brini) condannato per peculato. Che lettura dà della vicenda Tdc e che provvedimenti prenderà su Brini. Per chi si apre in caso di decadenza il posto lasciato vuoto? 

«Premesso che la politica non è a tempo indeterminato, voglio precisare che io non ho sospeso nessuno. Chi accetta una carica lo fa perché condivide il programma della giunta e il nostro modo di sentire e pensare, ma non ci sono obblighi o vincoli indissolubili. A loro va il mio sentito ringraziamento per il lavoro svolto. Poi ognuno valuta e sceglie liberamente se restare o lasciare e questo vale anche per me. Le polemiche interne alla maggioranza ci sono da sempre e il sottoscritto ha affrontato le sue, ma spesso fanno più clamore sui giornali che nella realtà. Sulla vicenda delle spese in Regione non farò altro, come mia consuetudine, che adeguarmi a quello che la legge prevede».

Una vicenda spinosa la partecipazione di sua moglie ad un concorso pubblico di un ente comunale. Col senno di poi non glielo sconsiglierebbe? 

«Il senno di poi dovrebbe portar consiglio anche ai tanti che hanno commentato e speculato su questo concorso e che da troppo tempo vivono dei privilegi della politica, diversamente dal sottoscritto che da sempre si alza la mattina alle 7 per andare al lavoro».

Giunta

La Giunta Ciarapica subito dopo l’elezione

Parliamo di rom, cavallo di battaglia della campagna elettorale: grazie ad interventi congiunti fra forze ordine siete riusciti a debellare il problema. Oggi il tema dei rom assume carattere nazionale con l’ipotesi del censimento. Che ne pensate?

«L’amministrazione comunale può solo fare bene quello che la legge ci consente di fare: i controlli, i presidi, gli sgomberi. Certo è che il governo e il parlamento devono affrontare il problema in un’ottica più ampia e diversa che va ben ponderata».

In questo primo anno non sono mancate critiche anche dalla maggioranza, prima il gruppo consiliare Liberamente che si stacca, poi i voti contrari e gli astenuti sulla tassa di soggiorno e ora l’ipotesi parcheggi a pagamento e Varco sul mare che scontenta una parte dei suoi. Come li convincerà a votare sì in Consiglio sulla questione?

«I consiglieri non sono degli automi, sono un valore per l’amministrazione. Abbiamo a cuore la condivisione del programma che deve passare da un confronto corretto con la maggioranza. Questo non vuol dire andare sempre d’accordo, ma l’importante è arrivare alla soluzione dei problemi. Solo con un lavoro di squadra si ottengono i risultati».

Viabilità, rotatoria e sottopasso. In campagna elettorale ha garantito che il sottopasso non si sarebbe fatto, ora invece rimane seppur con la dicitura “sospensione temporanea”. E’ una retromarcia rispetto alla sua idea di prevedere altre soluzioni? Se il ministero non dovesse acconsentire alla richieste sulla viabilità di riammagliamento con le rotatorie, con quali fondi verranno realizzate? I soldi ci sono?

«Non vedo retromarce, vogliamo realizzare prima le rotatorie e stiamo lavorando per trovare soluzioni con il minore impatto possibile sulla città. Il sottopasso può arrivare solo dopo aver sistemato la viabilità esistente e questa esigenza è la nostra proposta ai soggetti coinvolti. Anche se non sarà facile ottenere l’obiettivo, ci proviamo con convinzione».

Come crede che sia il giudizio dei cittadini nei suoi confronti ad un anno dalla nomina ?

«Non mi piace dare giudizi su me stesso. Trovo essenziale pormi in ascolto dei cittadini e l’ho fatto sin da subito e ci tengo che anche tutti gli assessori lo facciano: al centro del nostro servizio ci sono loro e continueremo a confrontarci con loro, sempre».

Come festeggerà l’anniversario da sindaco?

«Con gli amici e la mia famiglia che ogni giorno mi supporta ed incoraggia a fare sempre meglio».


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