700 tecnici a rischio nel cratere,
Sciapichetti: «Governo dia risposte»

SISMA - L'assessore regionale interviene dopo la bocciatura in Commissione speciale dell'emendamento sul tema all'ultimo decreto sul terremoto: «I piccoli Comuni si troverebbero da un giorno all'altro nella più completa paralisi amministrativa e costretti a chiudere i battenti». Il Pd ripresenterà la proposta alla Camera
- caricamento letture

PD_Sciapichetti_FF-9-325x217

Angelo Sciapichetti

«Mi arrivano da qualche giorno sollecitazioni di sindaci di ogni colore politico che sono allarmati e ci avvertono del fatto che se la questione non dovesse trovare una soluzione in tempi rapidi, si vedrebbero costretti a rispedire a casa i loro tecnici e alcuni comuni, soprattutto i più piccoli delle aree interne, si troverebbero da un giorno all’altro nella più totale paralisi amministrativa e costretti a chiudere i battenti con gravi conseguenze facilmente prevedibili per i cittadini». L’assessore regionale Angelo Sciapichetti torna così sulla bocciatura in Commissione speciale dell’emendamento al decreto terremoto per il rinnovo dei contratti di 700 tecnici specializzati assunti nei Comuni del cratere per gestire la situazione post sisma. L’emendamento era stato presentato separatamente sia dal Pd che da Forza Italia. «L’emendamento che, vista la bocciatura al Senato verrà ripresentato dai parlametari del Pd alla Camera – spiega Sciapichetti -, prevede la stabilizzazione degli stessi fino al 31 dicembre del 2020. La giustificazione della bocciatura data dai leghisti è che non c’è copertura finanziaria. Forse la nuova maggioranza dopo i primi giorni di governo, almeno una cosa l’ha imparata: la differenza abissale che passa tra il fare proclami promettendo ogni bene possibile stando all’opposizione e lo sforzo di governare dando risposte concrete ai problemi più urgenti e delicati». Sciapichetti ricorda poi il primo provvedimento che aveva permesso di assumere i tecnici nei Comuni. «Quello dei tecnici in servizio nei vari Comuni – spiega l’assessore -, è stata un intervento (valutato molto positivamente da tutti) reso possibile dai governi precedenti grazie ad un provvedimento specifico adottato in deroga a tutte le norme sulle assunzioni negli enti locali ed è stato uno degli atti più efficaci realizzati dopo gli eventi sismici del 2016, che ha consentito ai vari Comuni di dare una risposta immediata all’emergenza e di attivare tutte le pratiche relative alla ricostruzione post terremoto. Senza quelle assunzioni, i Comuni montani, già fortemente destrutturati e sottodimensionati in termini di risorse umane prima degli eventi sismici non potranno dare nessuna risposta ai cittadini perché si interromperanno tutte le attività appena intraprese. I tecnici in servizio nei Comuni del cratere, si sono rivelati infatti preziosi e per questo gli amministratori locali sono fortemente preoccupati per la mancata approvazione dell’emendamento. Adesso le dichiarazioni di facciata non bastano più – conclude Sciapichetti -, servono gli atti ufficiali, pertanto sarebbe opportuno che l’attuale governo faccia sapere in quali tempi e come intende affrontare la questione per dare un minimo di garanzia di continuità ai lavori che i tecnici hanno avviato per uscire dall’emergenza e avviare la ricostruzione».

“Salva Peppina”, Morgoni: «Salvini e Meloni non hanno meriti, propaganda sulla pelle dei terremotati»

Decreto terremoto, bocciata proposta FI: «Oltre 700 tecnici a rischio»



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X
		Tolentino = 
Civitanova = 
Elezioni =