Decreto terremoto, bocciata proposta FI:
«Oltre 700 tecnici a rischio»

CHIUSO IL PASSAGGIO in Commissione speciale del pacchetto di emendamenti, Fiori (Forza Italia) punta il dito contro la bocciatura di quello per rinnovare i contratti a tempo determinato di chi lavora alla gestione del sisma nei Comuni: «Si paralizza l'attività degli enti locali». Dalla Lega, Arrigoni: «Ancora da trovare copertura finanziaria, ma il governo è consapevole del problema e lo affronterà»
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Marcello Fiori

 

Oltre 700 tecnici specializzati assunti a tempo determinato per lavorare alla gestione del sisma restano in bilico, in attesa di una copertura finanziaria per il rinnovo dei loro contratti. Bocciato in Commissione speciale al Senato l’emendamento di Forza Italia sul tema. «Si tratta di un licenziamento di fatto che paralizzerà gli enti locali», dice il responsabile nazionale Enti locali di forza Italia Marcello Fiori. Paolo Arrigoni dalla Lega spiega che «l’emendamento non aveva la copertura finanziaria, ma il governo è consapevole del problema e lo affronterà». 

Fiori non usa mezzi termini. «Il governo e la maggioranza – dice Fiori – hanno respinto, nella seduta di oggi della Commissione speciale del Senato, l’emendamento dei senatori di Forza Italia al decreto legge terremoto, che prevedeva su richiesta dei sindaci e dell’Anci la proroga delle assunzioni a tempo determinato e dei contratti di collaborazione stipulati per esigenze connesse alla gestione del terremoto. Si tratta – prosegue -, del licenziamento di fatto di oltre 700 tecnici specializzati e in questo modo si paralizzerà tutta l’attività degli enti locali, impedendo di arrivare velocemente alla definizione delle pratiche per il terremoto e di agevolare la gestione dei servizi per le famiglie, per le attività sociali, per le scuole e gli asili. Insomma, il governo, che nel contratto aveva aggiunto all’ultimo minuto poche e generiche righe alla questione terremoto ha dichiarato tramite il viceministro Castelli di avere altre priorità verso cui stanziare le risorse. Avevo invitato il presidente del Consiglio Conte ad evitare passerelle e di occuparsi dei problemi urgenti e drammatici di queste comunità».

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Paolo Arrigoni

Nel frattempo il decreto, che ha più di 300 emendamenti passati al vaglio della commissione, verrà illustrato la prossima settimana. «Abbiamo approvato diversi emendamenti – spiega Arrigoni -. Ma per questo non c’era copertura finanziaria e quindi è stato rinviato attraverso un ordine del giorno. Il governo sa che questo problema del rinnovo dei contratti esiste e lo affronterà più avanti». Anche Giuliano Pazzaglini, senatore e sindaco di Visso, sempre in casa Lega, specifica che «queste figure sono indispensabili sia per numero che, anzi, forse è anche troppo esiguo, sia per professionalità. Quindi bisogna trovare soluzioni non solo economiche ma anche amministrative per il rinnovo dei contratti».

(Fe. Nar.)

 

 

 



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