Mozione sul centro sociale:
«Revocare concessione dei locali»

MACERATA - Tre consiglieri comunali chiedono che il Comune riprenda la sede dell'ex asilo di via Alfieri dato in comodato gratuito al Sisma
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La sede del centro sociale Sisma

 

Mozione in consiglio sul centro sociale Sisma di Macerata: i consiglieri Deborah Pantana, Francesco Luciani, e Anna Menghi chiedono di revocare il contratto di comodato gratuito dell’ex asilo di via Alfieri, a Macerata, fornito dal Comune.

sisma-centro-sociale-2-650x488Il motivo è che, secondo i consiglieri, l’associazione «non appare una semplice aggregazione giovanile di valenza sociale e apartitica, ma bensì un’organizzazione politica». I tre consiglieri chiedono che l’area venga ripristinata per l’uso che ne veniva fatto in passato «di un asilo pubblico dove i bambini potranno giocare». I consiglieri ricostruiscono che il 15 novembre 1997 era stata stipulata la convenzione tra comune e collettivo Csa Sisma per la concessine dei locali «per la gestione di un centro di aggregazione giovanile». «Detta convenzione prevedeva l’erogazione di un contributo fisso al centro sociale Sisma, allora di venti milioni annui di lire fino alla scadenza della convenzione stessa prevista per l’anno 2003, poi rinnovata negli anni».

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Deborah Pantana

In seguito l’amministrazione Menghi aveva revocato la concessione che era poi stata ripristinata nel 2000 dalla giunta Meschini. «Motivandola anche con il fatto che “le iniziative del Collettivo CSA di Macerata, tutte svolte senza scopo di lucro, sono rivolte all’aggregazione giovanile e perciò rivestono una valenza sociale che merita di essere preservata”, questo principio poi è continuato negli anni anche della giunta Carancini» dicono i consiglieri. La motivazione della richiesta di revoca della concessione dipende dal alcuni fattori. La prima sono «Le lettere inviate dal centro sociale Sisma, dalla prima del 4 aprile 2001, protocollata in data 10 aprile 2001 al n. 12617, e successive, con le quale hanno sempre richiesto l’assegnazione di spazi elettorali per le elezioni politiche e amministrative, fin quando c’è stata la propaganda indiretta; assumendo così il centro sociale una collocazione partitica esprimendo una volontà di partecipazione alle consultazioni». Poi «l’organizzazione della manifestazione denominata “antifascista” del febbraio scorso, con un carattere tutto politico, visti anche i personaggi che vi hanno preso parte». Altro aspetto «il degrado in cui appare esternamente questo stabile concesso in comodato gratuito, senza che vengano pagati tra l’altro i costi di gestione».

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Il corteo antifascista



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