Museo dedicato a Mattei:
domani il taglio del nastro
MATELICA - Alle 16 l'inaugurazione nella casa appartenuta al fondatore dell'Eni. La storia personale dello statista rivivrà attraverso oggetti, documenti, immagini e cimeli personalmente raccolti nel tempo dalla nipote, Rosangela Mattei
Sarà inaugurato domani a Matelica il museo dedicato ad Enrico Mattei, con sede a palazzo Mattei, già abitazione del Fondatore dell’Eni. La ricca e rocambolesca storia personale di Mattei, intrecciata indissolubilmente con quella del nostro Paese, rivivrà attraverso oggetti, documenti, immagini e cimeli personalmente raccolti nel tempo dalla nipote, Rosangela Mattei, per raccontare al mondo l’inimitabile storia di un uomo entrato a buon diritto fra i Grandi Italiani del ventesimo secolo. Palazzo Mattei è da tempo meta turistica per tanti che, dall’Italia e dall’estero, si muovono sulle tracce di un uomo le cui vicende meriteranno certamente un avvincente romanzo per essere raccontate, quando le ultime cortine fumogene saranno dipanate dal tempo, e che comunque già costituiscono ben più di un capitolo nei libri di storia contemporanea. Con la sua azione Mattei mise il mondo politico italiano di fronte ad un fatto compiuto, che rivelava come il nostro Paese avesse la forza e la capacità per muoversi da solo: la sua lungimirante intraprendenza gli costò la vita, è ormai certo, anche se, in linea con i “misteri italiani” e con l’ipocrisia di fondo che caratterizza il sistema, esecutori e mandanti restano ignoti.
La struttura museale raccoglierà oggetti appartenuti ad Enrico Mattei, come le sue amate canne da pesca, ma anche fotografie che immortalano i momenti salienti della sua la vita, e tanti ritagli dei giornali d’epoca. Rilevante nel percorso storico previsto nel museo è lo spazio riservato alla scoperta del petrolio a Cortemaggiore, evento che cambiò la storia d’Italia e che di fatto consentì ad Enrico di trasformarsi da liquidatore dell’Agip a fondatore dell’Eni. Non a caso tra le autorità invitate alla inaugurazione del Museo ci saranno anche il Sindaco di Cortemaggiore, Gabriele Girometta, che parteciperà all’evento con una delegazione della cittadina piacentina, fra cui il presidente della associazione Turistica Cristian Carini. La benzina SuperCortemaggiore fu protagonista del boom economico post bellico e, al di là dell’impatto che il petrolio piacentino ebbe sulla storia del nostro Paese, accompagnò gli italiani per più di un decennio fino a diventare un vero e proprio fenomeno di costume: il “cane a sei zampe”, simbolo dell’Eni, fu pensato e creato per accompagnare la benzina italiana SuperCortemaggiore. In tanti ancora ricordano il Carosello del 1958 interpretato da Franca Valeri e Gabriele Ferzetti, con la sceneggiatura di Dario Fo e la regia di Luciano Emmer: il filmato pubblicitario si concludeva con il celebre slogan: “Supercortemaggiore, la potente benzina italiana”. L’intreccio tra la famiglia Mattei e Piacenza perdura anche ai tempi nostri: il figlio di Rosangela Mattei, Aroldo Mattei Curzi, è presidente dell’azienda piacentina Infinity Biotech, fondata dall’inventore/imprenditore Roberto Facchini, che si occupa di disinfezione di ambienti, acqua e superfici. Non a caso la stampa nazionale e internazionale sta parlando di conversione dall’Oro Nero (il petrolio) all’Oro Bianco (l’acqua) da parte della famiglia Mattei, con una sorta di passaggio di testimone da Enrico al pronipote Aroldo: la tecnologia utilizzata impiega infatti acqua accompagnata da bassissime percentuali di acqua ossigenata stabilizzata, in un processo mutuato dalla natura, assolutamente innovativo, destinato a diventare sempre più importante col crescere esponenziale del rischio di pandemie sostenute da microorganismi multiresistenti. «Zio Enrico- afferma commossa Rosangela Mattei – ne andrebbe certamente fiero».


Chissà se al museo ci sarà ‘traccia’ dell’ing. Oreste Jacobini, prima dirigente delle Ferrovie (si occupò per primo della direttissima Roma-Firenze) e poi ricercatore nel campo degli idrocarburi, consulente di Mattei, senatore del Regno decaduto con la fine della guerra e con la caduta del fascismo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Oreste_Jacobini