Fratelli d’Italia dopo il voto:
«Cambio di un assessorato?
Il sindaco non potrà chiedere a noi»

CIVITANOVA - Pierpaolo Borroni, Massimo Belvederesi, Francesco Caldaroni, Maria Cristina Ruffini, Igori Pettinelli e Roberto Pantella hanno fatto il punto dopo l'elezione di Acquaroli alla Camera: «In provincia siamo sopra la media nazionale e ora rappresentiamo tutta la filiera politica. Siamo critici ma fedeli a Ciarapica»

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Gli esponenti di Fratelli d’Italia

 

«Fratelli d’Italia è cresciuta, abbiamo tutta la filiera, dal consigliere comunale al deputato». A Civitanova Pierpaolo Borroni, Massimo Belvederesi, i consiglieri comunali Francesco Caldaroni e Maria Cristina Ruffini, insieme a Igori Pettinelli e al coordinatore Roberto Pantella hanno fatto il punto dopo l’elezione alla Camera del candidato di FdI Francesco Acquaroli. «Siamo gli ultimi a fare un bilancio, ma solo perché attendevamo fiduciosi il responso su Acquaroli, l’unico eletto di FdI per le Marche – ha detto il coordinatore provinciale Belvederesi –  attorno a lui era nato un progetto in provincia di Macerata addirittura prima di Fratelli d’Italia. La nostra politica fatta di presenza sul territorio e di porta a porta vicina alla gente ci ha ripagati». Il partito rivendica i numeri ottenuti nelle Marche e localmente, superiori alla media nazionale e in crescita sia rispetto alle precedenti amministrative che alle politiche. «Qui siamo sopra la media nazionale con il 5,78% come provincia, segno che qualcosa sul territorio muoviamo. Abbiamo tutta la filiera politica – ha aggiunto Borroni –  dai consiglieri comunali a quelli provinciali, regionali, fino agli onorevoli a Roma». Un risultato che dovrebbe mettere in cassaforte l’assessorato a Civitanova, anche in vista del possibile rimpasto dovuto al pronunciamento del Tar sulle quote rosa che si attende per maggio. Poco quindi avrebbero inciso le critiche sollevate alla tassa di soggiorno con Fdi che si era espressa in maniera contraria, per poi astenersi dal voto. «Ci sentiamo tranquilli – ha concluso Belvederesi – perché siamo critici quando serve, non siamo yes man ma vogliamo contribuire a questa amministrazione, credo che il sindaco non possa chiedere a noi un cambio di assessore». «Siamo critici ma fedeli – ha sentenziato la Ruffini – non volevamo mandare sotto il sindaco e l’amministrazione sulla tassa di soggiorno, ma non ci è piaciuto come è stato gestito il confronto con gli operatori di settore. I panni sporchi si lavano a casa, ma quando le cose non ci piacciono lo facciamo notare».


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