Acquaroli sindaco e deputato,
la denuncia del Pd:
«Rassegni le dimissioni dal Comune»
POTENZA PICENA - Il segretario locale dei dem Giulia Foglia attacca il primo cittadino e si dichiara contraria a ogni ipotesi di reggenza che vorrebbe alla guida della giunta la vice Noemi Tartabini: «Può davvero pensare Acquaroli di amministrare nei ritagli di tempo quando non è a Roma?»

Giulia Foglia
«Chi governerà ora il nostro Comune fino alle prossime elezioni amministrative locali che si terranno nella primavera del prossimo anno?». E’ quanto si chiede Giulia Foglia, segretario del Pd di Potenza Picena, dopo l’elezione del sindaco Francesco Acquaroli alla Camera. «La giunta Acquaroli dichiara di voler sopravvivere al suo stesso sindaco, eletto solo quattro anni fa – commenta Foglia – sostituendolo con Noemi Tartabini, attuale vice sindaco. Per ottenere questo la maggioranza intende impegnare le prossime settimane, se non i prossimi mesi, a riunire il consiglio comunale per votare la decadenza del sindaco. Questo l’escamotage trovato dalla giunta per rimanere al potere ancora un anno: infatti, se Acquaroli rassegnasse le dimissioni da sindaco, giunta e Consiglio verrebbero sciolti e il prefetto invierebbe un suo commissario in attesa delle prossime elezioni. Siamo evidentemente di fronte ad una situazione del tutto straordinaria, molto lontana dalla normalità. Nelle elezioni comunali sono i cittadini che scelgono il sindaco e lo eleggono indicando la propria personale preferenza. Solo successivamente il sindaco nomina, su un rapporto di carattere esclusivamente fiduciario, i propri Assessori (la legge consente di sceglierne alcuni anche al di fuori degli eletti in Consiglio comunale). E’ ancora il Sindaco a scegliere chi nominare come vice sindaco tra i suoi assessori. La differenza tra la figura del sindaco e quella del suo vice è quindi lampante e sostanziale: il primo è scelto dai cittadini per governare cinque anni la propria comunità, l’altro no».

Francesco Acquaroli alla Camera
Il Pd si dichiara quindi contrario a ogni ipotesi di reggenza. «Ora, questo il volere di Acquaroli – aggiunge Foglia – il vice sindaco dovrebbe diventare sindaco anche se non eletto dai cittadini ed amministrare a suo piacimento e senza legittimazione il Comune per un anno intero. Siamo fortemente contrari ad ogni ipotesi di reggenza, non è certo quello che hanno votato i cittadini. Non vorremmo inoltre che si continuasse ancora ad usare il ruolo di sindaco come trampolino di lancio al servizio esclusivo delle ambizioni personali. Già Acquaroli lo ha utilizzato quattro anni per trovare una più comoda poltrona, ora lo dobbiamo asservire alle ambizioni del vice sindaco Tartabini per prepararsi in vista delle prossime elezioni comunali?!Se Noemi Tartabini coltiva la legittima ambizione di fare il sindaco deve, come tutti gli altri, candidarsi e sottoporsi al giudizio dei cittadini, non sfruttare le situazioni piegandole a suo personale vantaggio. Intanto, in attesa di avviare la piena reggenza dell’attuale vice Noemi Tartabini, da sindaco a tempo pieno Francesco Acquaroli diventa il sindaco del fine settimana. Ora che anche a lui è chiara l’incompatibilità dei due ruoli, quello che chiediamo è: può davvero pensare Acquaroli di amministrare il nostro Comune nei ritagli di tempo quando non è a Roma o in giro come deputato? Potenza Picena ha delle enormi opportunità grazie alle ingenti risorse ricevute a seguito del terremoto dal governo del Partito Democratico ed ha, allo stesso tempo, ancora diverse situazioni importanti e criticità da risolvere. E’ davvero nell’interesse dei cittadini affrontare per un anno intero tutto questo con un sindaco già ora assente e che presto abbandonerà il suo ruolo? Finché Acquaroli non rassegnerà le proprie dimissioni continuerà a percepire l’indennità da sindaco, quella stessa indennità aumentata ad inizio mandato con la scusa dell’amministratore a tempo pieno. Sembrerebbe una presa in giro, purtroppo è questo invece lo stato delle cose».