Riaprono Camera e Senato,
l’esordio dei maceratesi:
«Misto di emozione e responsabilità»
I NUOVI ELETTI A ROMA - Mirella Emiliozzi (M5s), Giuliano Pazzaglini (Lega), Tullio Patassini (Lega), Francesco Acquaroli (Fdi) raccontano l'esperienza di entrare in Parlamento: c'è chi ha votato per primo, chi è stato accompagnato dai familiari e chi ha già presentato alcune interrogazioni. Per Mario Morgoni (Pd) è invece un ritorno, ma questa volta a Montecitorio
C’è chi, come Mirella Emiliozzi, è emozionatissima per essere entrata per la prima volta in un luogo che ha sempre visto in tv, chi come Giuliano Pazzaglini non ha potuto ancora potuto gustare appieno il debutto in Parlamento, preso dagli impegni da sindaco e chi come Francesco Acquaroli, superato l’impatto, è stato il primo a votare alla Camera questa mattina.

A sinistra, Mirella Emiliozzi. Con lei gli altri deputati dei 5 stelle
Il primo giorno dei parlamentari eletti nel Maceratese a Camera e Senato è un racconto di emozione e speranza. Oggi le due camere del Parlamento si sono riunite in seduta unica per eleggere i rispettivi presidenti, cioè i successori di Laura Boldrini e Pietro Grasso. Quasi sicuramente però oggi si arriverà a un nulla di fatto, domani dovrebbe essere la giornata decisiva. «In quanto a emozione è un’esperienza meravigliosa – ha esordito Mirella Emiliozzi eletta alla Camera con i 5 Stelle – Sto prendendo coscienza del fatto di essere qui e di cosa significa. Ho realizzato a pieno quello che siamo chiamati a fare. Ho tanti compagni di viaggio, si respira una bella aria. C’è entusiasmo, voglia di fare, speranza che tutto vada bene. Stamattina mi è piaciuto tantissimo il discorso del presidente momentaneo della Camera Giacchetti, si è parlato di felicità delle persone e di amore. Questa cosa mi ha proprio aperto il cuore. Rendersi conto che qui si incide sulla serenità delle persone carica di responsabilità enorme, ma anche di felicità. Eravamo una marea di 5 stelle questa mattina. Abbiamo speranza per un futuro migliore». Le priorità da attuare? «Quello che dovrebbe partire da qui immediatamente – ha aggiunto – è il sostegno che i nostri imprenditori, piccole e medie imprese che danno vita a tutto il settore economico, attendono da anni e non è mai arrivato. Questa è la prima cosa. Rendere la vita più semplice, toglierli da questo continuo essere sotto scacco, da una pressione fiscale esagerata. La seconda è il turismo. E’ sempre stato trascurato e invece ha potenzialità inespresse enormi e va sostenuto a livello nazionale. La terza è la scuola. E’ una cosa che in campagna elettorale ho detto tante volte e nel caso in cui ci lascino prendere le decisioni vorrei abolire la 107, la Buona scuola». Come siete sistemati a Roma? «Per ora in Bed & Breakfast e alberghi, ma dobbiamo organizzarci».

Giuliano Pazzaglini, Lega
Giuliano Pazzaglini, da neo senatore della Lega, nonostante i suoi impegni da sindaco, ha già presentato due interrogazioni: una sull’organico delle scuole dell’entroterra, l’altra sulla ricostruzione post sisma, in particolare sul differimento delle scadenze relative alla presentazione delle schede Aedes. «Ho presentato due interrogazioni questa mattina. Ma intendo dare la mia attenzione alla questione dei mutui, ad alcune interpretazioni sbagliate, a mio avviso, sul Tas, alla modifica del decreto salva Peppina – ha spiegato Pazzaglini -. Queste sono le cose da fare subito. Ho già iniziato a parlare con altri parlamentari per un testo unico che disciplini in maniera definitiva la ricostruzione. La speranza è farla adottare come legge speciale. Sarà un percorso molto lungo. Certo, sarebbe più semplice se il commissario accettasse di modificare ordinanze». Emozioni? «Ho fatto il sindaco fino al pomeriggio prima, ancora non ho potuto assaporare l’esperienza di essere qui – ha concluso -. Spero nei prossimi giorni di rilassarmi un po’ e assaporare quella che sarà una gran bella esperienza. Ah, ora dobbiamo rientrare per la seconda votazione».

Tullio Patassini, Lega
Rimanendo nella Lega, anche Tullio Patassini, vincitore dell’uninomale alla Camera nel collegio di Macerata, ha già presentato la prima interrogazione sul terremoto, la stessa del Senato, controfirmata da tutti i deputati di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo. «Perché siamo qui come una squadra unica tra Camera e Senato – ha sottolineato – partiamo da qui e da qui andiamo avanti tenendo i piedi fortemente a terra, cioè sul territorio». Cosa si prova ad entrare per la prima volta a Montecitorio? «E’ un giorno incredibile, un giorno in cui ti senti addosso il peso e la responsabilità di questo ruolo, un’emozione che presuppone un lavoro, sicuramente difficile. E’ stato questo il primo pensiero mentre ero in aula, posso dire che adesso è arrivato il momento di iniziare la partita, ed è un bel peso da portare. Mi hanno accompagnato mia moglie, perché mi è stata vicinissima in questa campagna elettorale, e quindi mi sembrava bello condividere questo momento con lei, e mio fratello Andrea. Abbiamo lasciato i ragazzi a casa con i nonni, la grande risorsa di questo Paese».

Francesco Acquaroli, Fdi
Come Pazzaglini poi, anche Francesco Acquaroli si trova nella doppia veste di sindaco di Potenza Picena e deputato alla Camera per Fratelli d’Italia. «E’ stato molto emozionante entrare a Montecitorio – ha detto – è una sensazione forte, un senso di responsabilità nei confronti del territorio e di tutti quelli che confidano nel nostro lavoro per trovare un riscatto e risposte ai problemi della quotidianità». E’ andato a Roma da solo? «Mi hanno accompagnato mia moglie e diversi amici – ha rivelato – Sono entrato, ho preso posto e sono stato il primo a votare in tutta la Camera».

Mario Morgoni, Pd
E sempre da Potenza Picena arriva anche l’altro deputato, del Pd però, Mario Morgoni. Per lui è la seconda legislatura, la scorsa fu senatore, non un esordio in tutti i sensi quindi, ma pur sempre un’esperienza speciale. Oltretutto se si considera che forse per la prima volta nella nostra provincia una città di 15mila abitanti circa è riuscita ad eleggere due parlamentari. «L’emozione non è quella del primo giorno – ha confessato Morgoni – però si entra comunque nel parlamento, quindi c’è, soprattutto per il fatto che questa legislatura nasce all’insegna del cambiamento radicale e penalizzante per il mio partito, un cambiamento che definirei storico per la politica italiana. E vivere questi momenti nel luogo dei protagonisti è gratificante da una parte e carico di responsabilità dall’altra». A una prima impressione che differenze tra Camera e Senato? «Il Senato è un ambiente più raccolto, anche per via della dimensione numerica, ci si può riconoscere e guardare in faccia a colpo d’occhio. Alla Camera invece i colleghi che stanno dalla parte opposta sono indistinguibili». L’ha accompagnata qualcuno a Roma? «Mia moglie, mio figlio e la ragazza di mio figlio, in famiglia insomma. Poi ho incontrato Acquaroli e ci siamo salutati con cordialità e rispetto, nonostante le posizioni politiche agli antipodi, il fatto di essere in due qui dimostra come Potenza Picena abbia una certa vitalità dal punto vista politico, a differenza di altre realtà della nostra provincia».
(Redazione Cm)
