Il Touring Club conferma
le bandiere arancioni maceratesi
“Ecco le aziende che non si sono arrese”

TURISMO - Omaggio del Tci alle eccellenze del territorio, citate anche la vernaccia, la mela rosa e il vino cotto. La regione a quota 21 vessilli con l'ingresso nel club di Frontino e Serra San Quirico. Nel Maceratese sono Montelupone, Camerino, San Ginesio, Sarnano, Valfornace, Visso, Montecassiano e Urbisaglia

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I rappresentanti dei comuni maceratesi a Genova

 

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La premiazione delle bandiere Arancioni a Genova

 

Sono 227 i borghi premiati dal Touring Club Italiano nel triennio 2018-2020 con la Bandiera Arancione. La premiazione è avvenuta a Genova a Palazzo Ducale alla presenza di oltre 150 sindaci da tutta Italia con il direttore generale del Touring Lamberto Mancini. Il Tci che conferisce il  marchio di qualità turistico-ambientale dimostra attenzione ai piccoli comuni del nostro entroterra (ben 21 i comuni insigniti della bandiera nelle Marche con l’ingresso proprio oggi di Frontino e Serra San Quirico), in provincia di Macerata sono quasi tutti centri duramente colpiti dal sisma: Camerino, San Ginesio, Sarnano, Valfornace e Visso. A questi è stato confermato il titolo nonostante la distruzione del sisma. Gli altri sono Montelupone,  Urbisaglia e Montecassiano.

L’omaggio del Touring non si ferma al club dei piccoli comuni ma pone una particolare attenzione ai territori colpiti dal sisma. “L’entroterra marchigiano, fra Ancona, Macerata e Fermo, è unico per bellezza e ricchezza che, ferito nel 2016 dal terremoto, non si è mai arreso”. Lo scrive il Tci in un bell’articolo di Luca Bonora che mette in risalto le eccellenze del territorio. La qualità agroalimentare e i luoghi da visitare e riscoprire. Un contributo che arriva mentre è ancora accesa la polemica sulle scelte turistiche regionali che guardano al litorale (leggi).

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Leonardo Catena, sindaco di Montecassiano, con la Bandiera Arancione

Aziende, prodotti, luoghi, persone che rendono grande una Regione, le Marche”. Si legge nella galleria fotografica in dieci punti che elenca  “prodotti tipici che hanno sconfitto il terremoto”. Ci sono la vernaccia di Serrapetrona, il verdicchio di Matelica, il vino cotto di Loro Piceno, la mela rosa dei Sibillini, la mozzarella Sibilla Stg, prodotta ad Amandola con il latte di Parolito (San Severino), il tartufo bianco di Amandola, i cappelli di Montappone. Citati anche due luoghi di accoglienza che fanno parte della storia e della cultura del territorio. L’hotel Oscar & Amorina di Montegiorgio, un albergo vecchio stile, guidato con cura e amore ancora oggi da Oscar, sulla soglia dei 90 anni, e della sua famiglia e il Relais Benessere Borgo Lanciano a Castelraimondo, albergo diffuso frutto della  ristrutturazione di antichi casali che ha saputo mantenerne inalterato lo stile aggiungendovi comfort e servizi.

 

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