Il vaticinio (pure) elettorale
di Maurizio Angeletti,
successo per il suo “Cassandra”
TREIA - Lo sponsor ‘Trea’, presente la vicesindaca Edi Castellani, ha annunciato l’apertura dell’atelier alla cultura con prossime iniziative a partire dal 21 marzo per la ‘Giornata mondiale della Poesia’
Un successo, anche di affluenza nell’atelier delle Confezioni Trea a Passo di Treia, per la presentazione del secondo libro di Maurizio Angeletti: ‘Cassandra, la società sedotta’ (103 pg, Edizioni simple, 12 euro). Un pomeriggio con tanti ospiti. Presenti tra gli altri la vicesindaca di Treia, con delega alla Cultura, prof.ssa Edi Castellani; il sen. Luciano Magnalbò, Renato Cervigni (che ha reclamato più cultura per ‘medicare’ i molti mali italiani), i giornalisti Fernando Pallocchini, Andrea Mozzoni e Maurizio Verdenelli, quest’ultimo al tavolo dei relatori insieme con la prof.ssa Liana Maccari. Tanti gli interventi e a conclusione, pure da parte della famiglia Raponi (proprietaria di Trea) che ha annunciato un filone culturale di prossime iniziative a partire dal 21 marzo con la ‘Giornata mondiale della Poesia’.
Successo sincero anche per l’opera di questo ‘poeta del popolo’, di 63 anni, ‘on the road’: frutto maturo ed amaro del pensiero, di un progetto e dell’esperienza di vita. Ricorda Socrate, i poeti in ottava rima dell’Appennino e lo stravagante guizzare del guitto da un argomento all’altro. Nei versi c’è uno scarto, che non è solo il tentativo di staccarsi dal linguaggio parlato, ma anche un vero e proprio spostamento del pensiero, che cerca una nuova via per comunicare la propria ‘rivolta civile’. Si chiamano viti anche le piante dei pomodori, che, maturi, sono adatti a essere conservati per l’inverno, e a questo forse allude alla brillante copertina (autore Genesio Medori): l’autore immerso in un vaso di vetro, di quelli per la conserva sostenuto da mano femminile. La domanda è stata d’obbligo da parte di Liana Maccari: “Cosa ci fa l’autore dentro il vaso per la conserva?”. La risposta: “Il contenitore ermetico mi difende dalla società, ma contemporaneamente è trasparente”. Da parte sua Fernando Pallocchini, direttore de La Rucola, ha notato come Angeletti, uscito dal buio col suo primo libro, come da una grotta creativa dove aveva potuto pensare liberamente quello che voleva, ormai che era nella notorietà, nella trasparenza di vetro: dubbio dunque che potesse ancora considerarsi libero. E la mano che lo sostiene? Madre? Madre Natura? La Società sedotta, dice l’autore associando la sua esperienza al mito di Cassandra.
“Questo pensiero, questo sguardo è lo sguardo sul mondo di quest’ opera, ed è lo sguardo di Cassandra di fronte alla società sedotta” è stata l’analisi della prof. Maccari. “ Ed ecco quindi la doppia similitudine col poeta- filosofo. Da una parte, dotato di veggenza, è lui lo specchio della realtà, un essere umano che si guarda intorno: “Per renderti conto di ciò che succede,/ dovrai solamente guardarti intorno; /allora rimarrai allucinato /vedendo quei danni che, giorno per giorno, /produce uno stupido dio impazzito: / la bestia globale, il mercato”(essere e mercato, p.95) Dall’altra parte, condivide con Cassandra di non essere ascoltato. Nell’orchestra dell’umanità, ogni individuo è libero di scegliere lo strumento con cui suonare la propria musica: sempre diversa da qualsiasi altra. Ma un’infinita possibilità di scelta rende, ogni singolo, un uomo solo, immerso nella moltitudine dei propri simili. ( Musica senza ascolto) E ancora, il dialogo con il simile è deviato: “E se gli dici che è quaggiù che sta l’Inferno,/lui ti risponderà che tardi o presto, /ci penserà quel caro Padreterno / a metter fine a tutto questo”(La filosofia dell’italiano medio . Essi, i simili preferiscono chi poi regolarmente li inganna: “Lo spettacolo di sarabanda/ è in atto ormai da molti anni/ in questa gabbia per il fesso /…/in cui è più facile avere consensi”(Il circo fatale ) Gli esseri umani preferiscono i doni dei Greci, che si rivelano degli autentici cavalli di Troia. Fanno entrare dentro le mure persino una “promessa rottamatrice” (Il bullo toscano). La massa “segue sempre colui/che ha la faccia di bronzo;/ perché nella ressa/ gli regala l’illusione/ di una nuova donazione./ (Sostanza senza forma)
Nei versi di Angeletti scorre lo stesso stupore che possiamo attribuire a Cassandra: “Ostinata fede che ancora nutro nell’uomo /ciononostante non trovo mai conforto,/nella vita dei giorni che trascorrono / da fatti o azioni che immancabilmente, / sono esempi negativi, perpetrati da esistenze,/ sempre più degradanti verso l’abisso”/ (Batracomiomachia )”.
Ecco questo è il tono “profetico” della poesia di Angeletti, la novità di questo libro, in aggiunta all’ispirazione personale, di poesie come “Uno e nessuno” magistralmente letta da Gianfranco Mancini (Io sono nessuno e tu?), “Vanità” e “Consapevolezza”: la descrizione di un sistema che sembra costruito da un Mago, come nel brano in prosa “I prestigiatori della parola”scelto per la lettura da Cristiano Lambertucci, l’altro prezioso collaboratore. Il potere non ascolta la poesia, non ascolta Angeletti, non ascolta Cassandra. Il poeta rivela: “Devo purtroppo darvi una brutta notizia,/ a questo proposito, a tutti coloro / che ancora credono nell’esistenza dei governi, dico: /non illudetevi…”.
(foto di Luciano Carletti)















