Aborto: “194 inapplicata,
la Regione è fuorilegge”
SANITA' - Partita una lettera-diffida di associazioni e partiti politici della sinistra che chiede il rispetto della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza: "Manca la prevenzione e in alcune strutture il servizio non è garantito"
I rappresentanti di diverse associazioni e partiti politici della sinistra si sono riunito sabato scorso per per chiedere alla Regione Marche il rispetto della legge 194/78 sull’interruzione volontaria della gravidanza (Ivg), ritenendola inapplicata in molte sue parti. In una nota a firma di Daniela Lattanzi, Articolo Uno Mpd Coordinamento regionale, Enzo Gravina, Associazione Radicali, Fabiana Riergigli, Pci, Peppino Buondonno, Sinistra Italiana, Renato Biondini Associazione Luca Coscioni cellula di Ancona, Sonia Marrozzini, Comitato pro194 provincia di Fermo, Stefano Tenenti, Possibile Comitato di Ancona e Stefano Zuccherini, Rifondazione comunista, si evidenzia “come i consultori non svolgono la funzione per cui erano stati creati e cioè quello di assistere la donna in stato di gravidanza ma anche al ruolo di prevenzione, pianificazione familiare, educazione sessuale e contraccezione, anche perché sono diminuiti sia di numero che di servizi offerti”.
“In alcune strutture sanitarie pubbliche, come per esempio l’ospedale “Murri” di Fermo, a causa dell’alto numero di personale obiettore di coscienza, il servizio dell’Ivg non è garantito e questo in contrasto con i dettami della legge che impone in ogni caso alle strutture pubbliche di garantire l’accesso a questo servizio, anche attraverso la mobilità del personale”. Toccato anche il tema dell’aborto farmaoclogico/chimico con la pillola Ru486: “Anche qui, in contrasto con quanto prescrive la legge, la Regione Marche non ha ancora autorizzato l’utilizzo di questo farmaco in tutto il territorio regionale, ma al momento solo in via “sperimentale” all’ospedale di Senigallia. Visto quanto sopra è stata predisposta una lettera/diffida firmata dai rappresentanti delle varie associazioni e partiti politici indirizzata al presidente della Regione Marche, al direttore generale dell’Asur e anche al Ministero della salute per chiedere la piena applicazione della legge 194, dando un termine di 90 giorni alla Regione per rispondere alle richieste, con riserva di intraprendere ulteriori azioni e non escludendo di adire per vie legali. Auspichiamo che altre associazioni, comitati e partiti politici vogliano aderire all’iniziativa o comunque attivarsi per chiedere il rispetto di questa legge 194/78 così importante per i diritti e la libertà delle donne”.
