Pirata della strada
si schianta sull’auto di una coppia
“Poteva ammazzarci”
CINGOLI - I due stavano rincasando da Cupramontana quando è avvenuto l'incidente. "Lo abbiamo visto sbandare e poi allontanarsi. Abbiamo chiamato i carabinieri". Ricerche in corso. Cinquemila euro i danni alla vettura

«Potevamo ammazzarci, abbiamo avuto tantissima paura. Un pirata della strada è finito contro la nostra auto e poi è fuggito». E’ il racconto di un 26enne di Cingoli che sabato notte stava rientrando a casa in auto insieme alla fidanzata quando in una curva la coppia si è trovata di fronte una vettura che ha sbandato per poi investirli. I due, nonostante il grande spavento, sono rimasti illesi. La loro auto, colpita sul fianco, ha riportato 5mila euro di danni. Il fatto è stato denunciato ai carabinieri.
Rientravano a casa dopo una serata trascorsa a Cupramontana, dove sabato c’era la festa del Verdicchio. Lui 26 anni, la fidanzata 25, erano a bordo della loro auto e, intorno all’1,45 del mattino, stavano a circa un chilometro dall’incrocio che da Apiro porta a Cingoli, sulla provinciale, quando in una curva a gomito la coppia ha visto giungere a velocità sostenuta una Alfa di colore scuro (c’è incertezza sul modello: 159 o 147). Per evitare l’impatto il 26enne che era al volante ha sterzato. «Siamo andati più larghi che potevamo – racconta il giovane –, ma l’Alfa ha sbandato letteralmente e si è schiantata a velocità folle sul fianco della mia auto. Impaurito mi sono fermato e dopo essermi assicurato che stavamo bene entrambi ho guardato dallo specchietto il pazzo che dopo un po’ di sbandate ha accelerato ed è scappato. Un vero pirata della strada, si sono perse le sue tracce». Il 26enne e la fidanzata, appena si sono ripresi dallo spavento hanno chiamato i carabinieri. Immediatamente sono cominciate le ricerche, condotte sia dai carabinieri di Cingoli e Apiro che dalla polizia di Jesi, ma per ora il pirata è ancora ignoto. La vettura su cui si trovava la coppia ha riportato 5mila euro di danni. «Comunque siamo stati fortunati a non farci male – ha sottolineato il ragazzo di Cingoli -. Qualche dolorino e un grandissimo spavento, ma poteva ammazzarci».
(Leo. Gi.)