Il fantasma di Pilato
e il suo piccolo lago
LA DOMENICA DEL VILLAGGIO - Il mare ha tanti misteri ma ne hanno di più le nostre montagne. Si pensi a quello della maga Sibilla, che ha battezzato un’intera catena di vette, i Sibillini
di Giancarlo Liuti
A valle del Monte Vettore, sul versante ascolano, c’è un piccolo lago che prende il nome da Ponzio Pilato, l’eminente politico romano al quale si attribuisce l’orrenda colpa di aver fatto condannare a morte nientemeno che Gesù. E mal gliene colse, visto che qualche anno dopo e per altri motivi l’imperatore Tiberio lo fece uccidere e chissà per quali ragioni comandò che fosse sepolto in una delle creste dei Sibillini, da cui, forse per una scossa di terremoto, il suo corpo scivolò fino a un sottostante laghetto, che da allora si chiamò, appunto,di Ponzio Pilato. Tutto ciò sa molto di leggendario ma per duemila anni la gente l’ha sempre creduto vero, per cui, nel mio piccolo, non posso far altro che crederlo vero anch’io. E’ anche credendo nell’incredibile, del resto, che la vita diventa più leggera da sopportare.
Veniamo a oggi. Per una serie di ragioni scientifiche e culturali fare il bagno in questo laghetto è vietato ma figuriamoci se c’è qualche “sentinella pubblica” disposta a trascorrervi dieci ore al giorno per far valere tale divieto. E allora, nel lago, si tuffano intere comitive di turisti nudi come Dio li ha fatti (lo documenta una foto scattata da Alessandro Bugatti), che a mala pena si coprono le cosiddette “vergogne”e ci fanno pure la pipì. Ma corrono tempi in cui tutto si può fare, specialmente ciò che è vietato. E quali sono le ragioni scientifiche? La più importante è che nel 1954 il direttore dell’istituto di botanica dall’università di Camerino vi scoprì il Chirocefalo, un rarissimo e bellissimo crostaceo di color rosso vivo. La notizia, andata in tv e nei giornali, suscitò viva curiosità fra coloro che amano frequentare queste zone di altura e ben presto il Lago di Pilato divenne – e rimane – una delle mete preferite dagli escursionisti.
Ombra misteriosa sul Pizzo della Regina “Fotografato il volto della Sibilla”


Scivolando nel sottostante laghetto il corpo di Pilato deve aver pestato parecchie uova di chirocefalo.
La Chiesa etiopica ha canonizzato Pilato come santo perché assolse se stesso dalla colpevolezza della crocifissione. la Chiesa ortodossa etiopica celebra insieme Pilato e Procula (moglie sognatrice del prefetto) il 25 giugno. Sarebbe doveroso, anche considerando la conformazione del bacino, porre fine a una secolare discriminazione sessista, già superata da altre culture a noi sempre più adiacenti, ridenominando lo specchio come lago di Procula e Pilato. Idea evocativa e didascalica, vagamente boldriniana e teresafattoriniana…
Pavoni, basta che questa Procula non rotoli anche lei a schiacciare uova di chirocefalo.
francamente questa preoccupazione per le uova sembra eccessiva: avendo un diametro di 0,4 millimetri dovrebbero sfuggire all’attacco dei grossolani piedoni tedeschi e non dimentichiamo che il caro chirocefalo disponendo di due peni ha una facilità di fecondazione che gli ha consentito di riprodursi felicemente dalla notte dei tempi fino ad oggi…