“Santa pensava solo al figlio,
forse tornato a casa troppo presto”
OMICIDIO-SUICIDIO A SAN SEVERINO - Il parroco della chiesa del Glorioso: "Giuseppe accompagnava sempre la madre a messa. Ultimamente pareva stesse bene". Per madre e figlio un unico rito funebre
di Leonardo Giorgi
«Giuseppe da diverso tempo aveva un volto molto sereno, parlava tranquillamente con tutti e non mostrava stranezze. L’unica piccola cosa anomala delle ultime due settimane è che non portava più a spasso il cane». Come tutti, anche il parroco del santuario del Glorioso, don Paul Mbolè, cerca in qualche modo di analizzare i giorni precedenti alla tragedia che si è consumata ieri proprio nella casa davanti la chiesa del quartiere: il 47enne Giuseppe Bordoni ha ucciso la madre Santa Bianchini, 80 anni, colpendola con un mortaio. Poi l’uomo ha ingerito dell’acido muriatico, morendo qualche ora dopo all’ospedale di Macerata, dove era stato ricoverato. Una tragedia che ha colto di sorpresa l’intera comunità settempedana, nonostante Giuseppe avesse avuto in passato pesanti problemi di depressione.
«Era stato male sì – continua don Paul – ma ultimamente stava bene. L’ultima volta che ho visto “Peppe” e Santina era domenica scorsa, i due stavano insieme. Accompagnava sempre la madre a messa, ed era molto tranquillo. In quella messa tra l’altro abbiamo pregato per Claudia, la sorella di Giuseppe morta quattro anni fa per una brutta malattia». Don Paul ricorda Santa come «una donna molto riservata e sorridente, nonostante i gravi problemi fisici che ha avuto negli ultimi mesi. Ma erano tutti problemi che sembravano scomparire una volta che parlava del figlio. Si preoccupava solo per lui. Quando vuoi bene così tanto a qualcuno ti dimentichi di ogni problema personale». Oggi pomeriggio, qualche donna del posto si è trovata nel container davanti la chiesa del Glorioso (inagibile) per la messa del mercoledì. «Queste persone però – sottolinea il parroco – non hanno neanche voglia di stare a parlare della tragedia. Ora vogliamo solo pregare. Al massimo ci si può solo chiedere se non fosse stato un po’ troppo frettoloso il ritorno di Giuseppe in casa dopo il secondo ricovero (Bordoni era stato sottoposto a Tso su richiesta del Comune nel 2016, ndr).
Forse non era ancora pronto per vivere con la madre». Nei luoghi pubblici e per le strade, in tanti a San Severino provano a dare una spiegazione. Secondo Fernando, cliente fisso del bar in via Bartolomeo, «è una cosa terribile e strana, visto che probabilmente si è trattato di un gesto improvviso. In certi condizioni anche una piccola cosa può scatenare certi comportamenti, anche il caldo eccessivo». Nel frattempo, la procura ha disposto per domani l’autopsia sui corpi di Giuseppe Bordoni e Santa Bianchini. Dopo di che verranno organizzati i funerali di madre e figlio, affidati alle onoranze funebri Gli Angeli di San Severino e attualmente previsti per venerdì o sabato. L’ultimo saluto della famiglia a Giuseppe e Santa si terrà in unico rito funebre per entrambe le vittime della tragedia.







