I 100 anni del soldato Arduino:
dalla prigionia in Polonia
all’abbraccio di 15 nipoti
CINGOLI - Nato l'8 luglio 1917, ha combattuto la Seconda guerra mondiale. Per un anno in mano ai tedeschi e ritenuto morto, era tornato a casa irriconoscibile. Oggi ha una numerosa famiglia

Arduino Bartolucci
La guerra, la prigionia in Polonia, il ritorno a casa irriconoscibile, poi finalmente la famiglia, e dopo dolori e scomparse, la gioia e l’amore di sei nipoti e nove pronipoti. Classe 1917, Arduino Bartolucci di Cingoli compie oggi 100 anni. Nato durante la Grande guerra, vista la sua età non può esimersi dall’essere coinvolto durante il secondo conflitto mondiale. Nel 1939 viene chiamato alle armi nell’81esimo Reggimento fanteria Torino distaccato a Roma. Nel 1942 è trasferito nella 105esima Compagnia autonoma mobilitaria a Roma Tuscolana. Il 6 aprile 1944 viene di nuovo richiamato alle armi per la Repubblica sociale italiana. Il 30 aprile 1944 cade nelle mani delle truppe tedesche. Trascorre lunghi mesi di prigionia in Germania, Norvegia e poi in Polonia. Per oltre un anno non ha nessun contatto con la famiglia che non sapeva se crederlo vivo o morto. Dopo la fine della guerra torna a Cingoli provato dalle atrocità della guerra e dal duro lavoro nei campi nazisti.

Arduino ha combattuto durante la Seconda guerra mondiale
Nel 1947 sposa Laurina Gagliardini anch’essa di Cingoli e danno alla luce tre figlie, Alda (prematuramente scomparsa), Angela ed Anna, da cui avrà 6 nipoti maschi e poi 9 pronipoti, 5 femmine e 4 maschi. Una vita dedicata alla famiglia ed al lavoro: dopo la vita militare inizia a fare il mezzadro fino alla pensione. Conosciuto a Cingoli, e non solo, come mastro norcino per l’arte, insieme a suo fratello Alfredo prima e suo nipote Adino poi, di saper fare la “pista” (uccidere il maiale per farne salumi) come pochi. Per molti anni è l’irreprensibile custode della Collegiata di Sant’Esuperanzio, che insieme alla moglie Laurina ha curato con passione e dedizione, grazie anche al legame affettivo che li ha sempre uniti a monsignor Adriano Pennacchioni, priore della Collegiata. Le difficoltà della guerra e della povertà non sono purtroppo le uniche che ha dovuto affrontare. La prematura morte del genero Angelo (con cui viveva) e della figlia Alda, nonché in ultimo la mancanza della moglie Laurina a cui era indissolubilmente legato lo ha particolarmente segnato nell’animo. Ma nonostante tutto ha saputo sempre affrontare ogni difficoltà con la forza che solo “i vecchi di una volta“ hanno.

Arduino e la moglie Laurina
Auguri