Macerata ai Mondiali antirazzisti,
quasi chiuso il bando per l’accoglienza:
427 i nuovi arrivi

MIGRANTI - Presentata in Prefettura la squadra dei richiedenti asilo (ospiti del Gus a Treia, Loro Piceno e nel capoluogo) che sarà tra le 147 formazioni partecipanti al torneo di Modena dal 5 al 9 luglio. Il ministero ha indicato che la provincia dovrà garantire in totale 1.098 posti: ospitalità nei comuni fuori dal cratere

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A destra gli atleti della squadra di calcio a 7 del Gus

 

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

“Speriamo di fare una bella partita. Ne abbiamo bisogno, anche per dimenticare”, dice Sidibe O. 20enne della Costa d’Avorio. Perché, spiega Alagie G., del Gambia e di un anno più giovane, “prima di arrivare in Italia, quando eravamo in Libia, ci potevano ammazzare in ogni momento. E ora siamo felici di partecipare a questo torneo”. Sono appena maggiorenni o poco più i ragazzi ospiti del Gus che dopodomani partiranno per Modena per competere con altre 147 squadre ai Mondiali antirazzisti. Dal 5 al 9 luglio la diffidenza verso i migranti si scioglie sul campo del calcio a 7 e anche la squadra maceratese (composta da richiedenti asilo ospiti a Treia, Loro Piceno e nel capoluogo), vuole aspirare alla vittoria. Sarebbe la prima in cinque anni per la squadra del Gus.

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Da sinistra Franco Capponi, Mario Volpe e Paolo Bernabucci

“Ci siamo allenati due volte al giorno per due mesi – racconta Drame A., 18enne del Senegal –. Vogliamo vincere”. Lui giocherà da difensore centrale. Insieme a Sidibe (capitano della squadra) e Alagie (altro difensore) hanno raccontato la loro storia, dal dramma della migrazione alla speranza dell’integrazione. Che passa anche dallo sport.

“La dimensione del gioco è un canale privilegiato per sostenere l’integrazione”, ha detto il presidente del Gus Paolo Bernabucci. “Ho visto la mia comunità – dice il sindaco di Treia Franco Capponi – andare oltre la paura e la diffidenza. Noi siamo il terzo comune in Provincia per accoglienza. Se ci sono problemi sono dovuti anche al modello nazionale di accoglienza. Da questo punto di vista sono da lodare le iniziative della Prefettura. Potremmo esportare il modello maceratese in tutto il Paese”. Uno “spirito di squadra”, dice il prefetto vicario Mario Volpe, che in provincia ha visto nascere diversi protocolli di intesa tra Comuni e prefettura per integrare al meglio i richiedenti asilo che aspettano risposta. E in questi mesi di attesa la volontà non è solo accogliere, “ma garantirvi un futuro – ha spiegato il capo di Gabinetto della prefettura Marco Cacciaguerra, rivolgendosi ai ragazzi -. Anche lo sport è un modo per entrare in contatto con il diverso. Sappiamo che spesso non vi sentite accettati mentre noi vorremmo, nel rispetto delle regole, che faceste parte della comunità”. Come loro tanti altri arriveranno in provincia non appena il bando della Prefettura sarà chiuso tra una decina di giorni. Il ministero ha indicato che il territorio dovrà garantire 1.098 posti, di cui 427 per nuovi arrivi. Ma “li stiamo cercando fuori dal cratere, in accordo con il ministero – spiega Cacciaguerra – per non caricare i Comuni terremotati”. Al momento però le 8 proposte arrivate da diverse realtà che si occupano di accoglienza non coprono tutti i posti necessari.

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