Feriti durante la finale di Champions:
coppia settempedana denuncia
SAN SEVERINO - Riccardo Vignati e Eleonora Menghi erano a Torino la notte del 3 giugno e stavano assistendo in piazza San Carlo alla partita tra Juventus e Real Madrid. "Esperienza traumatica, cose del genere non devono più accadere"

Frammenti di vetri che tagliano la pelle, una fiumana di gente impazzita che corre: il terrore per la notte del 3 giugno scorso a piazza San Carlo di Torino, è ancora vivo nelle parole del 28enne settempedano Riccardo Vignati, che in quella che doveva essere una spensierata serata estiva, dedicata a seguire la squadra del cuore, ha vissuto un incubo che ancora fatica a dimenticare. Lui e la fidanzata, Eleonora Menghi erano nel capoluogo piemontese per un fine settimana spensierato, ed hanno pensato di seguire la partita di Champions direttamente in piazza. Sono tornati con i ricordi di quello che non avrebbero mai voluto vedere, ferite lievi che li hanno costretti a due settimane di riposo e la profonda convinzione che qualcosa del genere non dovrebbe più accadere. Per questo si sono rivolti agli avvocati Marco Massei e Lorenzo Cicconi e come tante altre persone in Italia, hanno presentato una denuncia contro ignoti per i fatti di Torino. “E’ stata una esperienza traumatica. Non voglio che una cosa del genere accada mai più, abbiamo voluto fare denuncia per dare un segnale alle autorità, affinché siano adottate tutte le misure di sicurezza e si vieti di vendere le bevande in contenitori di vetro.
Le persone non devono rischiare quando vogliono soltanto divertirsi – spiega il giovane settempedano -. Quando c’è un evento devono esserci vie di fuga e tutto quello che le norme prevedono. All’inizio per noi è stata una situazione di festa, un clima di attesa, bellissimo, ma mano a mano sono entrate troppe persone, non riuscivamo più a muoverci. Giravano gli ambulanti che vendevano bevande nelle bottiglie di vetro, man mano che la partita andava avanti, il clima spensierato di gioia, si è trasformato in sconforto. Ad un certo punto la gente ha iniziato a correre e siamo stati travolti, non abbiamo avuto il tempo di reagire, siamo caduti a terra su un tappeto di vetri. Ho cercato di mantenermi calmo e lucido, per proteggere la mia ragazza”. I due ragazzi erano quasi al centro della piazza, prima sono riusciti a ripararsi sul retro del giardinetto di un locale. Lì sono stati aiutati, più tardi sono andati al pronto soccorso, dove sono stati visitati e medicati.
Ma!