di Giancarlo Liuti
La Meridiana è quell’orologio solare che talvolta vediamo disegnato sul muro esterno di una casa, ma oggigiorno, grazie agli orologi da polso, la sua utilità pratica è venuta cessando e tuttavia è rimasto quel significato quasi poetico che deriva dalla fusione fra il sole e il tempo, due realtà a tal punto fondamentali nel procedere della nostra vita da suscitare in noi filosofie, immaginazioni, fantasie. E non è per caso ma forse per misteriosa volontà degli dei che a Macerata si chiami “Meridiana”quella cooperativa sociale con sede in via Ignazio Silone, la cui attività riguarda vari settori operativi, dalle serre alle energie rinnovabili, alla manutenzione del verde, ai canili, ai gattili, alle pulizie nelle imprese e alla gestione di mense fra cui quella dell’ostello all’’Asilo Ricci.
Da febbraio presidente di “Meridiana” è la dottoressa in giurisprudenza Barbara Vittori, con la quale ho avuto il piacere di parlare. Ed è stata questa la prima cosa che mi ha detto: “Il nostro scopo numero uno, la nostra ‘mission’, consiste nel favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disagiate offrendo attività alla loro portata e insegnando mestieri da svolgere anche all’esterno della cooperativa e presso privati, in tal caso con la dovuta retribuzione”. “Ottimo – ho detto io – il lavoro è proprio ciò che oggigiorno manca di più. Possiamo quindi concludere che non siete voi a servirvi di loro, ma loro a servirsi di voi”. E lei ha sorriso.
“Mi scusi, dottoressa, ma la ragione per cui sono qui sta nel mio ‘trasporto sentimentale’ verso gli animali, cani e gatti in primis. Cominciamo dunque dai cani. Cosa fate per loro?”
“Anzitutto ci battiamo contro il randagismo. Nel servizio Asur c’è un ‘accalappiacani’ che li cattura, li porta da noi, li ospitiamo, verifichiamo se sono muniti di un “microchip” col nome del loro proprietario, lo avvertiamo, se lui ha deciso di liberarsene controlliamo il loro stato di salute per mezzo dei veterinari Asur e se non stanno bene si provvede a curarli. Poi aspettiamo che siano adottati da qualche privato”.
“Capita?”
“Sì, e non di rado. I nostri cani, me lo lasci dire, sono bellissimi”.
“Da un censimento dell’anno scorso i cani che vivono a Macerata sono circa ottomila, uno ogni cinque abitanti, uno ogni due famiglie. E questi sono i privilegiati. Poi vengono i randagi, i trovatelli, gli abbandonati. E per loro ci siete voi, no?”
“Appunto. A Macerata un ‘canile comunale’ sorse nel 1999 e la sua gestione passò alla Meridiana tre anni dopo”.
“Quanti posti?”
“Fino a 180, ma la sua struttura può arrivare a 276. E consideri che ci sono anche i cani di Treia e Urbisaglia”.
“E i gatti?”
“Il gatto è un animale libero, nel senso che non è proprietà di nessuno senza che ciò lo faccia ritenere un randagio. I gatti vivono fra di loro, nelle cosiddette ‘colonie feline’, ma sono anche ‘familiari’, perché, bene accetti, frequentano le famiglie umane o girano nei pressi delle famiglie umane in attesa di esserne nutriti . E, manifestazione di affetto che molto gli piace, accarezzati”.
“ Cosa che faccio io quando esco di casa e un gatto che ormai è amico mio mi aspetta fuori dal portone. Vien da pensare a una specie di ‘randagismo assistito’, no?”.
“No. La parola ‘randagio’, in questo caso, è fuori luogo. Del resto lo stato di salute delle colonie feline è controllato dai veterinari dell’Asur . Ed ecco, allora, il nostro intervento. Come col canile, infatti, noi, se ce n’è bisogno, abbiamo anche un ‘gattile’ dove accoglierli e dove i privati possono gratuitamente adottarli”.
(Attenzione: queste cose le dico terra terra, per renderle brevi. E consapevole del rischio di commettere imprecisioni. Ma io sono un giornalista e i limiti del giornalismo son proprio questi: fare sintesi e sbrigasrsi. Ne chiedo perdono).
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Un gioiello quando non ha privilegi rispetto ad aziende private,
Già il fatto che sia una cooperativa, ci sarebbe molto da dire per come vanno queste cose in Italia….poi non mi sembra così facile andare a lavorarci…
E’ un’anomalia societaria in cui è partecipata dal Comune di Macerata per la gran parte del capitale sociale in cui come socio vale 1(non controllata) per statuto delle cooperative. Ho sempre pensato che c’è un palese conflitto d’interesse per i tanti lavori che svolge per l’amministrazione comunale per cui il Comune di Macerata dovrebbe uscirne dalla partecipazione. Inoltre ci sono opacità di ordine politico in quanto non ufficialmente è sponsorizzata PD con tutto quello che ne consegue a livello amministrativo e gestionale. Già questa mia posizione l’avevo pubblicamente espressa quando ero in Consiglio Comunale.
I limiti del giornalismo non ci impediscono d’immaginare l’assemblea degli dei riunita sull’Olimpo per decidere il nome della preziosa cooperativa sociale di Macerata.