L’Oriente maceratese svelato a Milano:
“Raggiunto il massimo con questo budget”

OPERA FESTIVAL - Il direttore artistico Micheli ha mostrato alla galleria di Renzo Freschi i bozzetti delle scene delle tre opere. Presente il maestro Boccadoro che ha appena completato lo spartito di Shi dedicato a Matteo Ricci. Il sovrintendente Messi non ha fatto mistero delle nuove esigenze finanziarie. Servirebbero 500mila euro in più. Il sindaco Carancini sottolinea l'attualità della Cina
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La presentazione della stagione: da sinistra il sovrintendente Luciano Messi, il direttore artistico Micheli il compositore Boccadoro e il sindaco Carancini

 

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Il direttore Francesco Micheli a Milano

 

da Milano Gabriele Censi

Una stagione che vuole stabilire un nuovo ennesimo record di un ciclo di crescita storica per il Macerata Opera Festival. Il direttore artistico Francesco Micheli oggi a Milano ha svelato le bozze di scena delle tre opere dell’edizione dedicata dell’Oriente. La sede scelta è la galleria milanese di Renzo Freschi dove è allestita la mostra fotografica dedicata a Giuseppe Tucci. Con lui il sindaco Romano Carancini e il sovrintendente Luciano Messi. Superata la frizione tra i protagonisti di questi ultimi anni di successi dell’opera maceratese. “E’ una squadra vincente e cerchiamo la via per proseguire insieme questa esperienza”, hanno detto in coro i tre che si trovano di fronte alla programmazione della stagione 2018 con lo scoglio del budget. La stagione si autofinanzia per il 56% ma servono circa 500 mila euro per il progetto futuro. “Abbiamo ottimizzato tutto e non vi sono più margini per crescere con questo budget” ha detto Messi. Intanto va bene la prevendita per la stagione che si apre il 20 luglio con l’opera inedita di Carlo Boccadoro, presente a Milano con lo spartito dell’opera appena completata Shi, dedicata a Matteo Ricci in scena al Lauro Rossi (libretto e regia di Cecilia Ligorio). Tre “a” per connotare il Mof dice ancora Messi: autofinanziamento, accessibilità, con le tante iniziative per far usufruire le opere a un pubblico vasto che comprende anche i non udenti ma anche i bambini. Infine anniversari: i 50 anni dalla ripresa del 1967 e quelli del Verdicchio e del Rosso Conero, con l’Imt  a sostegno del festival. Il sindaco Carancini spiega come il tema del 2017 sia centrale con l’attualità della Cina e di due grandi maceratesi come Giuseppe Tucci e Matteo Ricci. Micheli anticipa i dettagli delle nuove produzione in sena allo Sferisterio,  e le novità della sua Aida. “Siamo un gruppo amici che litigano ma per proporvi un festival ricco di valori».

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La presentazione a Milano

La 53ª edizione del Macerata Opera guarda dunque a Oriente e nel magico scenario sotto le stelle dello Sferisterio propone un repertorio tra i più amati: Turandot, Madama Butterfly e Aida. Con in più la novità della commissione dell’opera di  Carlo Boccadoro  dedicata al gesuita maceratese Matteo Ricci: sarà infatti Shi (Si faccia) a inaugurare il festival giovedì 20 luglio nello spazio più raccolto del teatro Lauro Rossi.

«Nella sua storia, Macerata è stata capace di creare cultura – sottolinea il direttore artistico Francesco Micheli – affermandosi anche come luogo del dialogo, di apertura verso realtà differenti, come ci insegna proprio il gesuita Matteo Ricci». Per questo motivo, ancora una volta, sul grande palcoscenico all’aperto al centro della città marchigiana saranno in scena storie e temi che, grazie alla musica e attraverso i nuovi linguaggi espressivi della contemporaneità, riveleranno la loro validità senza tempo. Negli ultimi anni, lo spazio scenico così caratteristico dello Sferisterio, combinato con la progettualità dei team creativi scelti per le produzioni, hanno mostrato come l’innovazione e la ricerca di nuove forme interpretative siano la cifra stilistica più di successo delle produzioni maceratesi.

Per consolidare la spinta propulsiva dei cartelloni e la volontà di insistere sul panorama lirico internazionale, sono sempre più frequenti i progetti realizzati con altri importanti teatri italiani ed europei: «Le collaborazioni sono ormai un marchio di fabbrica del nostro Festival e costituiscono un sistema di relazioni culturali e un metodo di lavoro che ci caratterizza e ci distingue – dichiara il Sovrintendente Luciano Messi –, tutti i titoli del cartellone 2017 nascono come coproduzioni. Sentivamo anche la necessità di tornare a dar vita a una nuova opera, per rinnovare l’impulso nell’ambito della sperimentazione artistica, dedicandola alla figura del gesuita maceratese Matteo Ricci, primo uomo a stabilire un ponte culturale tra occidente e oriente».

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Micheli svela le bozze

Si conclude con Oriente, nel 2017, il triennio tematico “Mappe dell’anima” iniziato nel 2015 con Nutrire l’Anima, in riferimento al tema di Expo Nutrire il Pianeta – Energia per la vita, seguito nel 2016 da Mediterraneo, il dramma dei migranti contemporanei nelle storie di tre stranieri dell’opera Otello, Norma, e Manrico del Trovatore. «Avevamo davanti a noi un bivio – afferma Romano Carancini sindaco di Macerata e presidente dell’Associazione Sferisterio –, e dovevamo scegliere se andare verso un consolidamento delle linee individuate nel 2012 o esplorare nuovi orizzonti. Ancora una volta abbiamo scelto di alimentare la forza di questo straordinario progetto, rilanciandolo. Giovani, internazionalizzazione e sperimentazione sono alcune delle parole chiave che ci guideranno ancora. Serve l’aiuto e il sostegno di tutti coloro che fino ad oggi sono stati con noi: Mecenati, amici dello Sferisterio, pubblico, istituzioni, aziende».

Macerata Opera Festival 2017 guarda a Oriente per raccontare del nostro inesauribile desiderio di varcare i confini, di prendere il largo, di incontrare mondi nuovi, come fece Matteo Ricci. Molti i compositori e le opere capaci di portarci nelle terre remote in cui sorge il sole, astro luminoso e bruciante come il terrore febbrile di Turandot, è un sole pallido come l’alba della vita di una farfalla che muore poco dopo la sua nascita in Madama Butterfly. È l’oriente di Aida, schiava etiope deportata in Egitto, terra di confine. In queste opere i protagonisti vivono divisi fra affetto e dovere, fra amore e patria. L’Oriente, terra esotica e lontana, diventa specchio di drammi sempre più vicini, sempre più attuali.

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Una delle bozze mostrate da Micheli

A Matteo Ricci s’inspira Shi (Si faccia) la nuova opera commissionata dal Macerata Opera Festival a Carlo Boccadoro, origini maceratesi e tra i più apprezzati compositori italiani contemporanei, su libretto di Cecilia Ligorio, regista e drammaturga italiana con esperienze significative nei principali teatri europei, sia nel teatro di prosa che in quello musicale. L’opera – per due pianoforti, percussioni, attore e due baritoni – debutta in prima assoluta il 20 luglio al Teatro Lauro Rossi (repliche il 26 luglio, 2 e 9 agosto). L’allestimento è realizzato con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Macerata che cura le scene, i costumi e le luci. Le voci sono di Roberto Abbondanza e Bruno Taddia e la partecipazione dell’attore Simone Tangolo. «Una bella sorpresa per noi lavorare a Shi – afferma la direttrice dell’Accademia delle Belle Arti, Paola Taddei – , si respira un’aria davvero vivificante e, stando in contatto con la Ligorio, abbiamo scoperto aspetti di padre Matteo Ricci nuovi e appassionanti».

Turandot di Giacomo Puccini, nuovo spettacolo in coproduzione con il Teatro Nazionale Croato di Zagabria, avvia la stagione lirica allo Sferisterio venerdì 21 luglio. L’originale e dissacrante duo di autori-registi Ricci/Forte (Gianni Forte e Stefano Ricci), fenomeno teatrale degli ultimi anni, si cimenta per la prima volta con la regia d’opera; le scene sono di Nicolas Bovey, i costumi di Gianluca Sbicca, sul podio la bacchetta assai esperta di Pier Giorgio Morandi. Nel ruolo della principessa di ghiaccio Irene Theorin, superlativa voce drammatica acclamata nei maggiori teatri del mondo quale eccellente interprete oltre che di questo anche dei principali personaggi femminili wagneriani e straussiani, debutta allo Sferisterio, con al suo fianco Rudy Park (Calaf), Davinia Rodriguez (Liù) e Alessandro Spina (Timur). In scena 21, 29 luglio – 4 e 13 agosto.

milano-sferisterio-1-325x244Per il secondo titolo ancora Puccini e il suo amore per le terre lontane ed esotiche: Madama Butterfly in un allestimento coprodotto con il Massimo di Palermo, firmato dal regista Nicola Berloffa, da Fabio Cherstich per le scene e da Valeria Donata Bettella per i costumi, che posticipano l’azione al Giappone del secondo dopoguerra, momento fortemente significativo del contatto culturale fra Occidente e Oriente. Dopo i successi in Norma la scorsa estate a Macerata e ancora il trionfo per l’apertura della nuova stagione del Teatro alla Scala proprio con lo stesso ruolo pucciniano, torna il soprano Maria Josè Siri; con lei il tenore Antonello Palombi è Pinkerton, Alberto Mastromarino è Sharpless. Manuela Custer è Suzuki, Nicola Pamio è Goro. La direzione è affidata a Massimo Zanetti. In scena 22, 28 luglio – 6 e 12 agosto.

Il trittico di titoli 2017 si completa con Aida di Verdi nell’applauditissimo spettacolo di Francesco Micheli del 2014, coprodotto con il Comunale di Bologna e andato in scena nel cinquantesimo dello Sferisterio, con le scene di Edoardo Sanchi, i disegni di Francesca Ballarini, i costumi di Silvia Aymonino e le coreografie di Monica Casadei. Sul podio Riccardo Frizza, già apprezzato in Otello nell’estate 2016 e interprete di prestigio internazionale dell’opera italiana. Di grande rilievo è il ritorno per questa produzione di un’altra eccezionale voce femminile, Maria Pia Piscitelli, soprano verdiano di spiccate qualità attoriali e vocali; con lei in scena Stefano La Colla (Radames), Sonia Ganassi (Amneris), già nel ruolo nel 2014, Stefano Meo (Amonasro) e Giacomo Prestia (Ramfis). In scena 30 luglio – 5, 11 e 14 agosto.

Sarà Stefano Bollani il protagonista al pianoforte del concerto di domenica 23 luglio (ore 21) con cui si completa il primo weekend musicale del Macerata Opera Festival allo Sferisterio, dopo il debutto delle nuove produzioni Shi (Si faccia), Turandot e Madama Butterfly. Bollani, pianista di raro eclettismo e grande versatilità, rappresenta un’espressione particolarmente attuale della musica d’oggi, per la sua vocazione di attraversamento dei generi – dal repertorio classico al jazz – e di trasformazione dal vivo delle più diverse fonti d’ispirazione, nel corso di performance sempre estremamente coinvolgenti. Il concerto del 23 luglio – dedicato al tema del Festival Oriente – costituisce il momento celebrativo principale dei festeggiamenti organizzati dall’Associazione Arena Sferisterio con IMT (Istituto Marchigiano di Tutela Vini) per i 50 anni di due DOC: il Verdicchio di Matelica e il Rosso Conero. Il legame fra Oriente e vino nelle Marche è intrinseco alla coltivazione stessa, poiché le vigne crescono proprio rivolte a est per la conformazione orografica della regione, le cui valli corrono perpendicolari alla costa.

A coronamento delle attività di promozione e divulgazione dell’opera nelle scuole del territorio, il progetto Incontra l’Opera rivolto agli istituti superiori e reso possibile grazie al contributo dello sponsor TreValli Cooperlat che ha sostenuto i costi del trasporto dei ragazzi da scuola a teatro durante gli incontri di presentazione. anche nel 2017 ci saranno le anteprime allo Sferisterio dedicate ai giovani: Turandot il 17 luglio, Madama Butterfly il 18 luglio, Aida il 27 luglio.

Giovedì 3 agosto sarà infine la Notte dell’Opera: festa cittadina che colorerà di rosso piazze e vie del centro storico, per una serata magica, misteriosa e affascinante come il tema della Stagione, Oriente.

I biglietti per tutti gli appuntamenti del Macerata Opera Festival sono in vendita presso le biglietterie del circuito Amat e vivaticket.it

Informazioni sul sito www.sferisterio.it / boxoffice@sferisterio.it

I DIRETTORI 

Pier Giorgio Morandi ha studiato composizione presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, e direzione d’orchestra al Mozarteum di Salisburgo con Ferdinand Leitner. Durante gli anni trascorsi alla Scala come primo oboe, Morandi è stato direttore assistente del direttore Riccardo Muti e successivamente di Giuseppe Patanè. Nel 1987 ha studiato a Tanglewood, negli Stati Uniti, con Leonard Bernstein e Seiji Ozawa. Nello stesso anno, Morandi ha vinto il “Tanglewood Competition”, noto anche come “Premio Bernstein”. Nel 1989 è diventato Vice Direttore Principale al Teatro dell’Opera di Roma, dove ha diretto Ernani, Madama Butterfly e numerosi concerti sinfonici. Morandi ha un vasto repertorio operistico italiano ed ha lavorato come direttore ospite dal 1990 in tutti i maggiori teatri d’opera: Palermo, Trieste, Roma, Marsiglia, Siviglia, Tokyo, Osaka, Seoul, Buenos Aires, e ha diretto numerose orchestre tra le quali Budapest Radio Orchestra, Budapest Philharmonic Orchestra, Orchestra del Filarmonico di Verona, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Tokyo Philharmonic Orchestra, Osaka Philharmonic Orchestra, Helsingborg Symphony Orchestra. Impegni recenti includono Don Carlo, Aida e Lucia di Lammermoor alla Scala, Otello a Copenhagen, Madama Butterfly a Oslo, Manon Lescaut, Rigoletto, Turandot, Madama Butterfly, La Bohème e La Traviata a Dresda, La Fanciulla del West a Francoforte, Otello e l’Elisir d’amore al China National center of Performing Arts a Pechino, Manon Lescaut al New National Theatre di Tokyo, Rigoletto all’Opéra Bastille, il Barbiere di Siviglia presso il China National Center of Performing Arts. Attualmente è Direttore Ospite Principale presso la Helsingborg Symphony Orchestra in Svezia. I suoi prossimi impegni prevedono Rigoletto al Metropolitan Opera, Lucia di Lammermoor alla Staatsoper di Amburgo, Aida all’Opera Australia.

Massimo Zanetti vanta una carriera di altissimo livello nella direzione operistica, in particolare per la sua esperienza sul repertorio italiano del XIX secolo. La stagione 2015-2016 lo ha visto impegnato con Don Carlos a Bilbao e alla Staatsoper di Berlino per Don Giovanni, diretta da Claus Guth. Tra gli altri titoli: Tosca alla San Diego Opera, Simon Boccanegra al Liceu. Recenti impegni hanno incluso il ritorno al Teatro alla Scala con Carmen e Il barbiere di Siviglia, I due Foscari con Placido Domingo a Barcellona, Otello al Teatro Colón in Buenos Aires. Simon Boccanegra registrato dal vivo al Konzerthaus con i Wiener Symphoniker e Thomas Hampson nel ruolo del titolo è stato pubblicato in CD da Decca. Come direttore d’opera Zanetti appare in tutti i principali teatri del mondo. Negli ultimi anni è stato ospite regolare della Semperoper Dresden. Mantiene una stretta collaborazione con Staatskapelle di Berlino, è ospite regolare della Staatsoper, dell’Opera di Zurigo, della Bayerische Staatsoper dove ha diretto titoli quali L’italiana in Algeri, Carmen, La Bohème, L’elisir d’amore, La Traviata e Don Carlo, Luisa Miller, La fanciulla del West, Anna Bolena, Turandot, Otello e La Bohème. Dirige regolarmente orchestre quali Czech Philharmonic, Weimar Staatskapelle, Konzerthausorchester Berlin, oltre a Bamberger Symphoniker, Stuttgart Radio Symphony e NDR Symphony Orchestra Hamburg, Orchestre Philharmonique de Radio France, Swedish Radio Symphony Orchestra, New Zealand Symphony. In Asia ha diretto NHK Symphony di Tokyo, China Philharmonic e Guangzhou Symphony Orchestra. Ha inoltre collaborato con National Symphony Orchestra di Taiwan e Nagoya Symphony Orchestra.

Riccardo Frizza è tra i direttori italiani più richiesti all’estero. Dopo gli studi al Conservatorio di Milano e il perfezionamento con Gianluigi Gelmetti ha iniziato una carriera che lo ha portato sul podio dei principali Teatri e Festival internazionali: dal Rossini Opera Festival al Metropolitan Opera. Ha diretto orchestre quali Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Gewandhaus Orchester di Lipsia, Sachsische Staatskapelle di Dresda, Mahler Chamber Orchestra, Filarmonica di San Pietroburgo, London’s Philarmonia Orchestra, Bayerische Staatsorchester di Monaco, Tokyo Symphony Orchestra, Kyoto Symphony Orchestra. Tra i numerosissimi impegni si segnala Falstaff a Seattle, Armida al Metropolitan Opera, Don Carlo a Bilbao, Il Barbiere di Siviglia e Anna Bolena in forma semiscenica con la Dresden Staatskapelle, Lucrezia Borgia a San Francisco, Il Trovatore a Venezia, Les Contes d’Hoffmann al Theater an der Wien, L’Elisir d’Amore a Dresda, La Scala di Seta a Zurigo, Otello a Francoforte, Oberto Conte di San Bonifacio a La Scala, Attila a Vienna. Più recenti sono le produzioni di Giovanna d’Arco al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, Rigoletto all’Arena di Verona, Norma, La Bohème e Tosca alla Fenice e al Met. Nella stagione 2015-2016 ha diretto Norma agli Champs Elysées, I Capuleti e i Montecchi a Barcellona, Lucia di Lammermoor all’Opera di Roma.

I REGISTI 

Ricci/Forte è il duo teatrale costituito dagli autori, attori e registi Stefano Ricci e Gianni Forte, che nel 2007 hanno fondato una compagnia con il loro nome. Dopo l’incontro a Palermo, alla fine degli anni Novanta, e la formazione all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico di Roma, si sono trasferiti a New York, dove hanno studiato drammaturgia alla New York University con E. Albee, per dedicarsi alla ricerca autoriale. Il loro è uno sguardo reiterato distruttore di certezze, crudele e feroce, sul mondo contemporaneo; portano sulla scena corpi tormentati dalle violenze fisiche e psicologiche, consumismi compulsivi, solitudini corali e sessualità esasperate dalla disperazione. Nel 2006 hanno scritto Troia’s discount e la prima tappa del progetto Wunderkammer soap #1 e#2, proseguito l’anno successivo con Wunderkammer soap #3, #4, #5; del 2007 è anche MetamorpHotel, mentre del 2008, 100% furioso e Ploutos (da Aristofane) con la regia di Massimo Popolizio, premio della critica alla Biennale di Venezia teatro 2009. Macadamia nut brittle (2009), con la regia di S. Delétang, è un viaggio alla deriva e un omaggio all’universo letterario dello scrittore statunitense D. Cooper, invece Pinter’s anatomy (2009) riprende i temi dello scrittore inglese: ambiguità, violenza, dominio e discontinuità nel tempo. Hanno poi portato in scena Troilo Vs. Cressida (2010; da Shakespeare), Grimmless (2011), in cui hanno utilizzato la fiaba come spunto per analizzare il presente, il primo studio di Imitation of death (2011), ispirato al mondo di C. Palahniuk. Al RomaEuropa festival WunderKammer soap 2011 hanno presentato in forma completa la serie di soap teatrali dedicate ciascuna a un diverso personaggio del mito, della storia, della letteratura . Tra i vari riconoscimenti ricevuti si ricordano: i premi Studio 12, Oddone Cappellino, Vallecorsi, Fondi-La Pastora, Hystrio per la drammaturgia e Gibellina/Salvo Randone per il teatro.

Nicola Berloffa è nato a Cuneo nel 1980 e ha frequentato gli studi in regia presso l’Accademia “Paolo Grassi” di Milano dove si è diplomato con lode su Frühlingserwachen di Franz Wedekind. Dal 2003 al 2011 ha collaborato come assistente in numerose produzioni operistiche al fianco di registi come Luca Ronconi, Ugo Tessitore, Cesare Lievi e Daniele Abbado in vari teatri internazionali come il Teatro alla Scala e l’Opera Bastille. Nel 2006 mette in scena i suoi primi spettacoli come regista ossia Vita e destino di Wassili Grossman al Tst e La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman al Teatro Litta di Milano. Nel 2008 vince un concorso internazionale di regia indetto dal Ministero della Cultura Francese e il Centre Français de Promotion Lyrique per la messa in scena di una nuova produzione de Il Viaggio a Reims, spettacolo presentato in sedici teatri francesi tra cui Nancy, Bordeaux, Marseille, Toulouse, Nice. Successivamente firma la regia de La serva padrona al Teatro Regio di Torino, Un giorno di regno al Cantiere d’Arte di Montepulciano, Le nozze di Figaro al Teatro Sociale di Como, Il noce di Benevento, Le Chalet al Rossini-Festival di Bad Wildbad, Hansel und Gretel a Marseille, Avignon e Bordeaux, L’italiana in Algeri all’Opera di Marseille, Vichy, Avignon, Saint Etienne e Massy, Die lustige Witwe e Les Contes d’Hoffmann al Teatro Municipale di Piacenza e all’Opera di Toulon, Carmen e Norma a St. Gallen, La bohème ad Ancona, Un ballo in maschera a Pavia, Como, Cremona, Brescia, L’Italiana in Algeri a Saint-Étienne e Massy, Demetrio e Polibio e Le comte Ory a Wildbad e Madama Butterfly a Palermo. Tra i suoi futuri impegni ci sono le nuove produzioni di La Wally al Municipale di Piacenza, Don Carlo a St Gallen e le riprese di Carmen a Tenerife e Rennes, Un ballo in maschera a Toulon, Norma a Nice e Rennes e Lucia di Lammermoor a Santa Cruz e Buenos Aires.

Francesco Micheli, direttore artistico del Macerata Opera Festival, è nato nel 1972 a Bergamo, laureato in Lettere Moderne, si è diplomato a 24 anni alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. A Milano ha debuttato come regista e autore grazie al sodalizio con l’associazione Aslico e l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali. Insegna presso il biennio di specializzazione in Scenografia all’Accademia di Brera e collabora con SKY Classica e Rai nell’ideazione e conduzione di programmi sull’opera lirica. Dalla fine del 2015 è Direttore Artistico della Fondazione Donizetti di Bergamo. Ha allestito Roméo et Juliette di Gounod all’Arena di Verona, riscuotendo un enorme successo di pubblico e di critica. Ha firmato la regia di Killer di parole di Claudio Ambrosini su soggetto di Daniele Pennac, rappresentato al Teatro la Fenice di Venezia, opera vincitrice del premio Abbiati della critica nazionale. Sempre per la Fenice ha firmato la regia della Bohème; ha curato la nuova produzione di Otello di Verdi a inaugurazione del bicentenario verdiano, successivamente andata in trionfale tournée in Giappone e allestita anche nel cortile di Palazzo Ducale in Piazza San Marco e nell’aprile 2017 Lucia di Lammermoor. Ha inoltre allestito Adriana Lecouvreur a Nizza, Aida a Pechino (quest’ultima diretta da Zubin Mehta), Candide per il Maggio Musicale Fiorentino, Il barbiere di Siviglia ad Atene e al Teatro Comunale di Bologna, Così fan tutte per OperaLombardia. Francesco Micheli è inoltre autore di lavori innovativi che si collocano tra il concerto e lo spettacolo: il desiderio è dare forma a un teatro lirico di ricerca. Ricordiamo, tra i molti, Bianco Rosso e Verdi per il Teatro Massimo di Palermo, che nel 2009 ha vinto il premio Abbiati, e la rassegna lirica sperimentale dal titolo Opera Off per i Teatri di Reggio Emilia, durante la quale sono stati presentati spettacoli, lezioni, convegni e progetti televisivi speciali.



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