Dalla Svizzera al cratere
per aiutare chi non ha più niente

SOLIDARIETA' - Una delegazione del paese d'Oltralpe ha visitato i comuni colpiti dal sisma per effetuare delle donazioni mirate a persone che si trovano in grave difficoltà. L'iniziativa è partita dal sindacato Syna, il rappresentante Franco Basciani: "Molti di noi hanno le radici in queste terre, dopo aver visto quello che è successo non potevamo stare con le mani in mano"

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Franco Basciani a Macerata

 

di Marco Ribechi

In trasferta dalla Svizzera per aiutare il cuore dell’Italia ferito dal terremoto. Una delegazione di italo svizzeri ha visitato alcuni comuni del cratere per consegnare degli aiuti economici ad alcune famiglie in condizione precarie dopo il sisma dello scorso ottobre. Oltre 6 mila euro destinati a 15 interventi a favore di persone in condizioni estremamente precarie. La raccolta fondi ha interessato la Svizzera tedesca, partendo da Basilea ed è stata promossa dalla sezione Bsi del sindacato Syna. «Siamo rimasti sconvolti dalla distruzione che ha colpito le Marche e in particolare la provincia di Macerata – spiega Franco Basciani, rappresentante locale del sindacato – qui molti di noi hanno le loro radici e non potevamo credere alle notizie che leggevamo sui giornali e alle immagini che vedevamo in televisione. I marchigiani in Svizzera sono oltre 8mila, e rappresentano il 7% di tutti gli emigrati marchigiani, siamo secondi solo all’Argentina con il 51%. Non potevamo starcene con le mani in mano». Così a dicembre è partita la raccolta fondi che ha coinvolto molti cittadini svizzeri che hanno a cuore l’Italia e le Marche. «Il nostro obiettivo era quello di dare un sostegno diretto alle famiglie colpite dal terremoto nella speranza di contribuire a far superare questo momento e di far sentire solidarietà umana – continua Basciani – Il 100 per cento delle donazioni sono state consegnate direttamente proprio in questi giorni. Ad ogni donatore e donatrice, sarà inviata una relazione sull’uso del denaro».

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La delegazione in visita nei comuni del cratere

Proprio nei giorni passati una piccola delegazione dello stato d’Oltralpe ha visitato i comuni del cratere consegnando le somme a famiglie segnalate da persone di fiducia sul territorio. «Abbiamo toccato paesi con zone a traffico limitato come Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Visso e altre come San Severino Marche, San Ginesio, Sant’Elpidio a Mare, Civitanova Marche, Treia, Tolentino e Macerata – continua il rappreentante sindacale – abbiamo parlato con le persone che incrociavamo oltre che con quelle segnalate.  Ci sono stati anche incontri informali con rappresentanti di enti e associazioni, in un caso anche con la protezione civile. Siamo stati aiutati nel lavoro da un gruppo di maceratesi che senza chiedere nulla in cambio ci ha anche ospitato per tutto il tempo. Ringraziamo per il lavoro preziosissimo e silenzioso».

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Basciani con alcuni volontari

La delegazione è stata particolarmente colpita dalla generosità dei maceratesi: «I maceratesi hanno un cuore enorme – racconta Basciani – durante il nostro viaggio abbiamo incontrato altre persone che si sono unite a noi nella solidarietà, quando abbiamo acquistato i beni da donare alle famiglie selezionate abbiamo spesso ricevuto forti sconti poichè i vari titolari dei negozi sapevano che gli acquisti erano a fin di bene. In molti ci hanno profondamente ringraziato e raccontato come hanno vissuto personalmente le scosse e di come la loro vita sia stata stravolta, la maggior parte si augura la piena ricostruzione delle chiese». La cifra raccolta, di oltre 6mila euro, è servita per effettuare 15 interventi di aiuto. «Abbiamo rivolto le donazioni soprattutto dove ci sono bambini e disagio familiare – conclude Franco Basciani – Circa la metà degli interventi sono andati direttamente a bambini. Le donazioni permetteranno loro di poter fare delle cure necessarie per la loro salute. Altri interventi sono stati indirizzati verso famiglie che, oltre ad aver perso casa, si confrontano con mancanza di reddito o a forte precarietà lavorativa. Da non dimenticare anche due donne in stato di gravidanza. E’ stata un’esperienza toccante che vorremo ripetere per mantenere questo legame di solidarietà con la terra di origine di motli di noi».

 

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Il documento con cui si proponeva la raccolta fondi

 


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