Sisma, macerie per 800mila tonnellate:
“Le smaltiremo in un anno e mezzo”
TOLENTINO - Il punto sulla gestione dei rifiuti del terremoto in occasione dell'incontro promosso dall'associazione Spazioambiente nell'auditorium del Cosmari. Il dirigente della Regione Massimo Sbriscia: "Ad oggi siamo nell'ordine di 400mila tonnellate. Presumiamo che possano raddoppiare. Il limite per il trattamento è il 31 dicembre 2018". Il deputato Piergiorgio Carrescia: "In commissione Bilancio la proposta per fissare il dato sulla differenziata al 2015 ed evitare che l'aumento dei rifiuti incida sui comuni virtuosi soprattutto del Maceratese"

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il direttore del Cosmari Giuseppe Giampaoli, il deputato Piergiorgio Carrescia e il presidente del Cosmari Graziano Ciurlanti presenti all’incontro di Spazioambiente
di Claudio Ricci
Oltre 800mila tonnellate di macerie da smaltire entro un anno e mezzo. Intanto il Cosmari lavora a pieno regime trattando mille tonnellate al giorno. Dati in costante crescita quelli sui rifiuti derivanti dal terremoto. Materiale da selezionare, caricare, trasportare e dove possibile riutilizzare anche per la ricostruzione. Il punto su gestione e sostenibilità nel trattamento delle macerie è stato fatto oggi nella sede del Cosmari a Piane di Chienti di Tolentino nell’incontro con rappresentanti di enti e istituzioni promosso dall’associazione Spazioambiente di Robertino Perfetti. Presenti, oltre al presidente e al direttore del Cosmari Graziano Ciurlanti e Giuseppe Giampaoli, il deputato Piergiorgio Carrescia, l’assessore regionale all’Ambiente Angelo Sciapichetti, il dirigente regionale per le bonifiche ambientali Massimo Sbriscia e il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui. “Le macerie pubbliche sono trattate, secondo il decreto 189 dai gestori della raccolta dei rifiuti urbani – ha spiegato Sbriscia – Cosmari per Macerata e Picenambiente per Fermo e Ascoli”.
Due le fasi della gestione: “La prima quella del carico in loco – ha specificato il dirigente e il trasposto nei sdt (siti deposito temporaneo) individuato in provincia di Macerata nella sede del Cosmari”. Un sito che, unito al nuovo impianto annunciato nell’ultima assemblea del Cosmari (leggi l’articolo) a pieno regime porterà a trattare oltre mille tonnellate al giorno. Stessa quantità del sito di Monteprandone. “Ad oggi stiamo andando verso una programmazione più puntuale – ha spiegato Sbriscia – I primi di maggio abbiamo mandato ai Comuni una scheda di rilevamento. Stanno completando le risposte, formulando un proprio piano, per arrivare al programma generale”. Difficile la stima nei comuni critici come Arquata, Castelsantangelo, Visso dove il dipartimento regionale sta affiancando i tecnici per la compilazione delle schede. “Al momento siamo sull’ordine delle 400mila tonnellate – precisa Sbriscia – Presumiamo che si andrà intorno al doppio”. I tempi: “Cerchiamo di rimanere nei limiti fissati dal’articolo 28 del decreto 189 che vede il termine al 31 dicembre 2018. Allo stato previsionale attuale la macchina a pieno regime potrà gestire 2mila tonnellate al giorno. 50mila sono già state fatte. Tra qui e un anno e mezzo ci potremo essere”. Il direttore Giampaoli ha annunciato l’apertura, entro breve di una gara pubblica per l’affidamento del trattamento fino ad oggi assegnato in forma diretta per importi inferiori a 40mila euro.
Il programma già operativo verrà formalizzato entro giugno e prevede due squadre: una di supporto ai Comuni in difficoltà con il conteggio e l’altra che in accordo con Cosmari e Picenambiente partirà per la raccolta. Una filiera che ha come obiettivo finale la sostenibilità, con i materiali che possono essere riutilizzati nella ricostruzione: “L’esperienza del Cosmari in questo è significativa – ha commentato Carrescia – perché parte con l’obiettivo del riuso per lavori di ricostruzione, rilevati stradali, edificazione dei nuovi borghi. Nelle Marche i risultati sono positivi perché si è in una fase di recupero che incide già sul quantitativo enorme della massa complessiva”. Altra questione quella delle conseguenze delle macerie sulla percentuale di differenziata e sulla ricaduta nelle tariffe: “Questa mattina – ha spiegato Carrescia – i colleghi della Commissione Bilancio stanno esaminando un emendamento con cui si propone di cristallizzare il dato della differenziata al 2015. L’obiettivo è evitare che i Comuni virtuosi, soprattutto del Maceratese, che pagano 6-8 euro a tonnellata, non arrivino al tetto massimo dei 20 euro/tonnellata, dato che le macerie incidono sul quantitativo e abbassano la percentuale di raccolta”.

Portatele sotto casa dei politici che hanno detto ai terremotati “Non vi lasciamo soli”…..
sicuramente ci sono ditte mafiose interessate
Bla bla bla tutte chiacchiere