Operativo il Dipartimento di emergenza:
“E’ la nuova frontiera,
formula avveniristica”
CIVITANOVA - Dopo 6 anni di lavori, questa mattina il taglio del nastro in ospedale. In un unico piano lavoreranno medici del pronto soccorso, rianimatori e cardiologi. Il costo è di 8 milioni di euro. Il primario Giorgio Turri: "Pazienti trattati con multidisciplinarietà". Il sindaco Corvatta: "Dopo il sisma il nostro territorio è diventato snodo dell'attività sanitaria"

Il sindaco di Civitanova, Tommaso Corvatta, taglia il nastro. Al suo fianco il governatore Luca Ceriscioli
di Laura Boccanera
(foto Federico De Marco)
Un’unica piattaforma logistica per pronto soccorso, rianimazione e Utic. Dopo sei anni dall’inizio dei lavori è operativo il nuovo Dipartimento di emergenza dell’ospedale di Civitanova. Un unico grande piano distribuito su 1.100 metri quadrati in cui lavoreranno fianco a fianco medici del pronto soccorso, rianimatori e cardiologi. «E’ la nuova frontiera – commenta Giorgio Turri, primario del pronto soccorso – questa è davvero una formula avveniristica, il paziente può essere gestito in multidisciplinarietà nell’emergenza». Un costo complessivo di quasi 8 milioni di euro per realizzare un reparto con 16 nuovi posti letto, di cui 8 per la medicina d’urgenza e 8 per la terapia intensiva, di cui 5 per la rianimazione e 3 di Utic.
Taglio del nastro questa mattina: presenti il governatore Luca Ceriscioli, la deputata Pd Irene Manzi, il consigliere regionale Francesco Micucci, il sindaco di Civitanova, Tommaso Corvatta. E poi tanti medici dell’ospedale, il direttore Massimo Palazzo, il direttore di Area vasta3 Alessandro Maccioni, il direttore generale Asur Alessandro Marini, i primari, i medici e il personale dell’ospedale civitanovese. Ma l’inaugurazione della nuova Dea è stata anche l’occasione per ufficializzare due intitolazioni nei reparti di Dialisi e in quello di Ginecologia. C’era tutta la famiglia di Salvatore Bolognini fuori dal reparto di dialisi che oggi porta il suo nome. Lo sfortunato 17enne civitanovese, figlio di un Oss del reparto, Carlo Bolognini, morì nel 2000 in un incidente d’auto. I familiari con il denaro del risarcimento decisero di devolvere l’intera somma in progetti di beneficenza e per il reparto dialisi donarono i letti bilanci, l’elettrocardiografo per il centro trasfusionale e i materassi ignifughi per la croce verde. Dedicata invece alla memoria e all’operato dell’ex primario Antonio Iannino è stata l’intitolazione del reparto di ostetricia e ginecologia di Civitanova, alla presenza delle figlie del medico. «Otto anni fa l’intuizione dei vertici Asur di creare questa piastra e oggi qui inauguriamo un lavoro che ha dato gambe a quelle idee» ha detto il presidente Ceriscioli. Ha parlato invece di «modello di organizzazione gestionale, prototipo per i reparti di emergenza in regione» il direttore Maccioni. «Il percorso per inaugurare questo dipartimento è stato sofferto – ha ricordato il sindaco – oggi è qui per la nostra città e per tutta la provincia, fondamentale soprattutto ora che Civitanova, dopo il dramma del terremoto, è diventata ulteriormente baricentro di una popolazione che si è spostata sulla costa facendo diventare il nostro territorio anche snodo di attività sanitaria e ospedaliera. Dire che con questo si risolvono i problemi della sanità non è corretto, ma sarà possibile dare risposte migliori ai cittadini».









Ritengo positiva la nuova organizzazione del pronto soccorso con rianimazione e cardiologia coordinati fra loro. Ma allora che senso ha chiudere l’ospedale di Civitanova, come prospettato di recente, dopo una spesa di 8.000.000 di euro e 6 anni di lavori e non solo questi ma tanti altri milioni ?? Si è anche parlato di costruìre il nuovo ospedale provinciale a Montecosaro perché baricentrico !! Ma se dista appena 6 km. ?? E sarebbe il baricentro della provincia di Macerata ??È un caso che una società del gruppo CARLO DE BENEDETTI (tessera PD N*1) abbia già costruito di recente proprio a Montecosaro una residenza protetta per anziani ?? Per ultimo c’è un “affollamento” di iniziative di taglio di nastri, asfaltature di strade, pattuglia aerea delle Freccie Tricolori ed altro molto “preelettorale”.
ma chi l’ha detto che l’ospedale di Civitanova sarà chiuso?
la Regione mai lha detto….
@ Alessandro Vallesi : basta fare una semplice ricerca all’Interno di questo giornale online, rileggere i numerosi articoli e commenti sull’argomento e vedrà che uno dei motivi a giustificazione dell’ospedale unico provinciale sia proprio il “risparmio di risorse” ottenibile dalla chiusura degli attuali ospedali di Macerata e Civitanova; a questo proposito, per facilitare i lettori, chiedo alla redazione di CM di elencare in fondo al presente articolo tutti quelli correlati sull’argomento ospedale unico. Se in linea teorica si può condividere un risparmio di risorse ed una maggiore efficienza con un solo ospedale provinciale rispetto agli attuali, i politici, che spesso non riesco proprio a capire, fanno i conti con la realtà dei costi, delle priorità (danni del terremoto in primis) e delle risorse limitate del Paese? Ma non sarebbe il caso di migliorare i due principali ospedali esistenti, come dal presente articolo, con l’assunzione di personale, accorciare i tempi di attesa per i controlli sanitari degli utenti che spesso sono troppo lunghi con i 200/300 milioni ipotizzati per fare l’ospedale unico? Ho l’impressione che si voglia ridimensionare la sanità pubblica a favore di quella privata con le solite vicinanze politiche, essendo quello sanitario e delle opere pubbliche settori dove girano miliardi ed anche frequenti scandali.
Forte veramente. D’altronde Maccioni con quel popò de testa che putia sfornà. Daie capocció