In 1.500 al corteo
per salvare l’ospedale di Recanati

SANITA' - Un fiume di persone ha preso parte oggi pomeriggio alla protesta per chiedere il mantenimento del punto di primo intervento. Presente il conte Vanni Leopardi, i sindaci di Cingoli, Tolentino, Potenza Picena. Grande assente il primo cittadino Francesco Fiordomo
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Il corteo a Recanati

 

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Un fiume di persone in marcia, circa 1.500, per rivendicare il diritto di essere curate e di avere servizi sanitari indispensabili e non solo vaghe promesse, spesso non mantenute. È quanto è risuonato, come motivo dominante, dagli interventi che si sono susseguiti durante il corteo organizzato dal comitato Pro ospedale di Recanati che dal piazzale del nosocomio della cittadina si è snodato per le vie del centro sino a giungere in piazza Leopardi. A prendere la parola, mentre i cittadini marciavano, i rappresentanti di vari comitati, da quello di Recanati a quello di Civitanova. Molti i fazzoletti rosa al collo dei partecipanti realizzati artigianalmente, bandiere e striscioni, magliette blu e rosse con la scritta “no chiusura punto di primo intervento” e persino una band: una festa vissuta con il piacere di essere in tanti a manifestare. A marciare anche il conte Vanni Leopardi, i sindaci di Cingoli (Filippo Saltamartini), di Tolentino (Giuseppe Pezzanesi) con tanto di fascia tricolore e Francesco Acquaroli di Potenza Picena, i consiglieri regionali Sandro Zaffiri, Elena Leonardi, Sandro Bisonni e Gianni Maggi. Sventolavano le bandiere dello Spi Cgil Recanati e della Funzione pubblica Cgil di Macerata.

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Il sindaco Pezzanesi durante il suo intervento

Pezzanesi e Saltamartini hanno insistito affinché la gente si riappropri del diritto di essere protagonista del proprio destino e di dare fiducia a chi fa gli interessi delle persone e di non farsi guidare da tornaconti politici e di partito. Hanno bollato l’organizzazione della sanità regionale come fallimentare perché toglie servizi nel nome del risparmio ma non tiene in alcun conto il territorio e la sua gente che si ritrova senza neppure un punto di emergenza. “E’ ora di ribellarsi e non cedere alla rassegnazione.” Sullo stesso tono gli interventi dei consiglieri regionali. Zaffiri della Lega nord ha chiesto dove fosse il sindaco Fiordomo e la sua giunta, i grandi assenti alla manifestazione. Il primo cittadino non ha avvertito neppure la necessità di accogliere i suoi colleghi di Tolentino, Cingoli e Potenza Picena. Non erano presenti, ma avevano aderito alla marcia, i sindaci di Castelfidardo, Porto Recanati, Montelupone e Montefano. Una piazza che ha dato appuntamento a tutti prossimamente perché la battaglia continua e martedì ci sarà il comitato in regione, quando si discuterà della mozione del consigliere Bisonni di prorogare i punti di primo intervento dell’Area vasta 3 sino al 2020.

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