Gestione dell’asilo comunale,
genitori contro il sindaco

POTENZA PICENA - Acquaroli ha comunicato il suo parere negativo rispetto alla proposta dell'Asp Paolo Ricci per l'Aquilone. Il comitato: "Non vale la pena puntare oggi sull’aumento delle iscrizioni e sul prolungamento dell’orario per ridurre le perdite?"

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Francesco Acquaroli

 

Scontro tra genitori e sindaco Acquaroli per la futura gestione dell’asilo nido comunale L’Aquilone di Porto Potenza Picena. “ Il sindaco ci ha comunicato il suo parere negativo riguardo la proposta di gestione pervenuta dalla Asp Paolo Ricci il 15 maggio che, a suo dire, non risolverebbe le problematiche relative ai costi di gestione, esprimendo poi la netta volontà di procedere alla formulazione di un bando per esternalizzarlo- fa sapere il comitato dei genitori- Dopo aver visionato la proposta non possiamo fare a meno di evidenziare come, sulla base di ben tre alternative proposte dalla Asp ( la prima che prevede l’assorbimento del personale impiegato, la seconda di totale gestione in capo al Paolo Ricci ed una terza che prevede il parziale assorbimento dei dipendenti comunali ) l’offerta complessiva risulti un ottimo punto di partenza per giungere ad una soluzione che garantisca la continuità educativa. E’ stato chiesto il motivo per cui la proposta sia formulata soltanto per 15 bambini nonostante l’asilo possa ospitarne 30, e perché l’orario di apertura previsto è dalle 7,30 alle 16,30 senza riferimenti alla sua estensione, elementi che renderebbero economicamente più conveniente la proposta della Asp. La risposta è che nella lettera inviata dal Comune per richiedere la formulazione di un preciso e dettagliato preventivo di spesa, non sono posti limiti sul numero di bambini né sull’orario, e che quindi la proposta della Asp è da ritenersi del tutto autonoma e tiene conto esclusivamente delle frequenze e non delle iscrizioni, che sono attualmente 21, dato che potrebbe influenzare fortemente in positivo il costo del servizio proposto. L’amministrazione ha inoltre aggiunto che le agevolazioni economiche della retta coinvolgerebbero soltanto 15 bambini, anche in caso di piena operatività della struttura con 30 unità, e questo a nostro parere costituisce una evidente ed inaccettabile discriminazione. Discriminazione mitigata, a detta dell’amministrazione, con una soglia massima della retta mensile e con un contributo del Comune per le famiglie più bisognose. La domanda che sorge spontanea è: perché si promette di intervenire con risorse domani se lo scopo stesso dell’operazione è risparmiare tali somme? Non vale la pena puntare oggi sull’aumento delle iscrizioni e sul prolungamento dell’orario per ridurre le perdite?” chiede il comitato dei genitori al sindaco Francesco Acquaroli.

 

 

 


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