Ricerca scientifica e innovazione
per un’agricoltura moderna
MACERATA - Questi i temi affrontati in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2017 dell’Unasa. La digitalizzazione delle aziende, le mutazioni genetiche, la necessità di assicurare gli alimenti ad una popolazione mondiale in continua crescita. Ricordato Nazareno Strampelli. I grani moderni migliori di quelli antichi
L’Unione nazionale delle Accademie per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale (Unasa) ha scelto Macerata per l’inaugurazione dell’anno accademico 2017, organizzato dall’Università di Macerata e dall’Accademia georgica di Treia. Alla cerimonia, svoltasi nell’auditorium di via Padre Matteo Ricci, ha visto la partecipazione di numerosi studiosi e rappresentanti delle più insigni Accademie agrarie, tra i quali il Franco Scaramuzzi, già presidente dell’Accademia dei georgofili di Firenze ed ora presidente onorario dell’Unasa. Ha aperto i lavori il presidente dell’Accademia Georgica di Treia, Carlo Pongetti che ha sottolineato come la ricerca scientifica per assicurare il progresso dell’agricoltura debba superare i problemi complessi come quello di assicurare le risorse alimentari ad una popolazione del mondo in continua crescita.
La relazione ufficiale è stata svolta dal presidente dell’Unasa, Antonio Michele Stanca, che ha esordito ricordando la figura del grande genetista Nazareno Strampelli di Castelraimondo. Favorevole l’approccio alle mutazioni genetiche “necessarie” per assicurare alimenti sani alle nuove generazioni e combattere la fame nel mondo. “E’ l’innovazione che ha portato a migliorare la granicoltura italiana. E’ scientificamente provato che i nuovi grani hanno minori microtossine o addirittura ne sono esenti rispetto ai grani antichi”, ha argomentato Stanca. Un’innovazione che in Europa si sta portando avanti con 400 gruppi operativi di ricerca che portano avanti progetti da sviluppare entro il 2020. Tra gli altri spunti offerti da Stanca: fondi strutturali, ricambio generazionale nel settore agricolo e agroalimentare, recupero di energia dai rifiuti, la valorizzazione dei poli per l’ innovazione digitale agricola, le buone pratiche di collaborazioni tra regioni e la necessità di adeguati finanziamenti per la figura dell’agricoltore “custode dell’ambiente”. Premiati i giovani ricercatori italiani vincitori del premio Unasa 2017 grazie alla pubblicazione dei loro lavori di ricerca in “Botanica e biodiversità delle piante agrarie forestali” sulle riviste internazionali.

