Ambulanza su misura per la Croce Verde:
“Per noi ha l’effetto di un cardiocinetico”
CIVITANOVA - Il 14° veicolo del parco mezzi dell'associazione è stato donato dalla Ica
(foto di Federico De Marco)
Taglio del nastro per la nuova ambulanza donata alla Croce Verde dall’azienda Ica di Civitanova. Commosso il titolare Sandro Paniccia nel consegnare il mezzo all’ente di assistenza. Si tratta del 14° veicolo del parco mezzi della Croce Verde e andrà a svolgere il servizio di emergenza 118. L’ambulanza è un piccolo gioiello di artigianato realizzato su misura sulla base delle esigenze del paziente e del soccorritore dalla Fratelli Mariani. All’inaugurazione erano presenti anche alcuni veicoli storici tra cui la carrozza di inizio Novecento, un pezzo da museo del valore inestimabile. «Siete un orgoglio per la città – ha detto l’amministratore Piero Paniccia – occorre che tutti insieme facciamo una battaglia perché non è possibile mettere in disuso mezzi come questo dopo soli 4 anni, si tratta di uno spreco di risorse che non è più possibile». La nuova ambulanza è stata costruita sulla base delle richieste e delle esigenze della Croce verde dall’azienda toscana che ha recepito le migliorie nella disposizione di sedute, collocamento monitor e lettighe. Inoltre, oltre a tutte le dotazioni d’avanguardia, l’interno è un piccolo ambulatorio mobile che consente davvero tutte le operazioni di emergenza. Consegnata alla famiglia Paniccia una targa di benemerenza e l’iscrizione nell’albo d’oro dei mecenati da parte della Croce Verde.
«Il dono dell’Ica ha avuto l’effetto di un farmaco cardiocinetico -ha detto Cesare Bartolucci – Il cuore della Croce Verde è tornato a battere con gioia e fiducia. Qui ci sono il passato ed il futuro della Croce Verde. Abbiamo la carrozza storica della nascita che ha ben 107 anni. Con l’ambulanza dono dell’Ica ora c’è il futuro. E’ un’autolettiga che a bordo consente la perfetta presa in carico del paziente. C’è il defibrillatore, c’è l’aspiratore per le secrezioni polmonari e gastriche. C’ è tutta una serie di attrezzature, come la barella spinale per i grossi traumi. Quindi è veramente il futuro, il soccorso prestato direttamente sul posto, la stabilizzazione del paziente e l’assistenza del paziente durante il tragitto verso l’ospedale. Oggi nello stabilimento dell’ Ica ci sono quindi il cuore antico e quello nuovo della Croce Verde. Un cuore che a volte risente della stanchezza del difficile cammino del volontariato. Un cuore che altre volte batte a cadenza irregolare, di fronte alle sfide costituite dalla mancanza di fondi. Un cuore che altre volte ancora ha purtroppo rischiato di fermarsi. Il nostro cuore per esprimere il suo sentimento ha una sola, breve, parola da dire, grazie».









