Angelo Mellone, “Top” a San Ginesio:
le telecamere di Raiuno
per il concerto di solidarietà

PERSONAGGI - Il capostruttura Rai è innamorato del Maceratese dove viene spesso a trascorrere i fine settimana. Al comune delle cento chiese ha dedicato un docufilm e le telecamere del programma che conduce seguiranno gli artisti che si esibiranno il 29 e 30 aprile. "Colpito per come i marchigiani si siano rimboccati le maniche dopo il sisma, qui l'attaccamento al territorio è autentico"

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Angelo Mellone in redazione

 

di Federica Nardi

Guardare le ferite del sisma e la speranza della ripartenza con gli occhi di chi è abituato per professione e passione a raccontare con i ritmi della cronaca storie senza tempo. Lui è Angelo Mellone, capostruttura di Rai 1, conduttore di “Top, tutto fa tendenza” e ideatore della collana istant doc (brevi documentari), “I giorni dopo, la polvere e la memoria”. Ed è uno di questi che ha riportato Mellone, originario di Taranto, nelle sue amate Marche, e in particolare nel Maceratese, dove spesso viene in visita nei fine settimana a trovare degli amici. Lo scorso weekend tra una tappa all’Abbadia di Fiastra e una passeggiata a Pollenza, Mellone è stato invitato dagli avvocati Andrea Di Buono e Amleto Paolo Veste di Radio produzioni, a visitare la redazione di Cronache maceratesi. Sono destini che si intrecciano: la televisione, la cronaca e il progetto di Radio produzioni che porterà decine di artisti locali e non a San Ginesio per un grande concerto di solidarietà, “Anche io sono San Ginesio”, il 29 e 30 aprile. E lì, nella città delle cento chiese, ci saranno anche le telecamere di Top per portare l’evento nella casa di tutti gli italiani.

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Da sinistra Angelo Mellone, Andrea Di Buono e Amleto Paolo Veste

Dove avete girato le immagini per “La polvere e la memoria”, dedicato al sisma di ottobre?
A San Ginesio, Tolentino e Camerino ma anche a Norcia dai frati benedettini. Sono partito personalmente. Il primo episodio era dedicato ad Amatrice. Sono rimasto folgorato da San Ginesio, non l’avevo mai vista. Un meraviglioso paese fantasmatico. In apertura dell’istant doc c’è un signore che racconta di non essersene mai andato, che era fortunato a vivere in quel posto ma che ora guardava ai monti con paura. A San Ginesio ho trovato una bellezza fuori dal comune e sono rimasto in contatto con l’amministrazione.

E’ una nuova forma di giornalismo?
Secondo me sì. I tempi sono quelli della cronaca ma con storie approfondite che reggono nel tempo. La collana si chiama “I giorni dopo”. È un format che offre l’approfondimento del documentario in un lasso di tempo breve. Girato e scritto in una decina di giorni con circa 10 persone al lavoro. Per la metà sono film maker, gli altri sono autori e assistenti di produzione.

Viene spesso in visita in provincia, che effetto fa vedere i danni del sisma?
Abbiamo visto il disastro di Amatrice con interi paesi rasi al suolo. Lì abbiamo visto la morte, i sacchi di cadaveri che giravano. È una grande differenza. Qui non c’è odore di morte, ma di distruzione. Il danno, esclusi i borghi dell’epicentro, è meno visibile. Ma anche qui i contraccolpi, anche se meno evidenti, sono disastrosi. Fuori da ogni retorica mi ha riempito il cuore di gioia che la popolazione marchigiana si sia rimboccata le maniche il giorno dopo.

Non è forse vero per tutte le popolazioni colpite da una tragedia?
Non credo, penso che qui più che da altre parti, non dico quali, l’attaccamento al territorio sia autentico.

Un esempio su tutti?
Abbiamo visitato un’azienda a pochi giorni dal terremoto del 30 ottobre. Era lunedì, avevano avuto danni e il custode aveva passato il sabato e la domenica a rattopparli per il nostro arrivo. È la mentalità del decoro, di una popolazione che ha fatto poco scalpore dimostrando grande dignità e che ha cercato di ripartire subito dopo il terremoto.

La puntata di “Top, tutto fa tendenza”, dedicata al concerto “Anche io sono San Ginesio” andrà in onda il 6 maggio su Rai 1.


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