In pensione Alfredo Di Lupidio,
una vita per i Teatri di Civitanova:
“Ora voglio il posto di Silenzi”
TRIBUTO - Festa a sorpresa nel foyer. Dal 1975 è alla guida dell'azienda speciale. Con lui migliaia di eventi e spettacoli, festival e film. Una colonna dell'organizzazione culturale civitanovese: ha visto la riapertura dell'arena Barcaccia, dell'Annibal Caro, la ristrutturazione del cinema Rossini
di Laura Boccanera
(foto Federico De Marco)
Dopo 42 anni e 6 mesi domani mattina Alfredo Di Lupidio non entrerà nel suo studio al terzo piano di via Buozzi. Lascerà un ufficio pieno di appunti, un desktop in cui non c’è più spazio per le icone e tanti foglietti appesi al muro con perle di saggezza e motti di spirito. Assunto come direttore dell’allora municipalizzata il 1 settembre del 1975, l’anima dei teatri di Civitanova, da domani va in pensione. I dipendenti e l’attuale presidente Rosetta Martellini hanno voluto dedicargli una festa a sorpresa chiamando oggi pomeriggio nel foyer del Rossini gli ex presidenti, dal primo, Angelo Gaetani, fino agli ultimi. Quaranta anni di spettacoli, concerti, eventi e film sono passati attraverso gli occhi di Di Lupidio che ha condotto una municipalizzata di importanza e pregio per Civitanova. Un amore viscerale quello di Di Lupidio per l’azienda che ha amministrato, spesso scontrandosi con la politica “ma sempre per il bene dell’azienda”. E lo racconta a tutti i presenti: ci sono gli ex presidenti, Angelo Gaetani, Giuseppe Tosoni, Fabrizio Della Valle, Antonio Carusone, Carlo Centioni, Roberto Elisei, Maria Grazia Vignati, i direttori artistici dei festival, Gino Troli, Gilberto Santini, Giorgio Felicetti, Lorenzo Di Bella, Luigi Ciucci, Sergio Carlacchiani.
«Sono entrato nel 1975 con l’allora sindaco Bertone, questa azienda è sempre stata al centro dell’attenzione di tutti i sindaci. Faceva gola il comparto di via Trieste e già allora volevano spostare il Rossini in un’area da individuare. Abbiamo dovuto lottare. Tutti i sindaci che arrivavano avevano come obiettivo il licenziamento di Di Lupidio»- scherza. E poi racconta gli aneddoti, le storie condivise con i dipendenti e con i collaboratori, dalle maschere che sapevano indicare se un film avrebbe sbancato il botteghino o sarebbe stato un flop dalla presenza di alcuni spettatori specifici, fino alle lotterie e alle tombole dei tempi della dirigenza Centioni, passando per un classico dei racconti di Di Lupidio, il rito scaramantico del sale fatto prima degli eventi importanti per evitare che il maltempo annullasse lo spettacolo. Tante le attività nate con lui e che tuttora continuano: dai festival come Civitanova danza, passando per Tutto in gioco, Popsophia, Futura, Rive, Vita Vita, Civitanova classica, i grandi concerti (a Civitanova vennero i Pooh, Battiato, Dalla e De Gregori), ma anche tutti i più importanti ballerini della classica, Alessandra Ferri, Carla Fracci, Roberto Bolle e Svetlana Zakharova. Con Di Lupidio ha riaperto l’arena Barcaccia e ha preso il via la rinascita di Civitanova Alta con la riapertura del teatro Annibal Caro, della Foresteria, della Pinacoteca.«Ho dedicato tutta la mia vita a questa azienda – racconta – ho sacrificato figlie e famiglia, Natali ed estati, ma è stato molto bello». «Di Lupidio è ancora giovane ed è una risorsa che non va dispersa, ha esperienza e può ancora fare molto» – è stato l’invito del sindaco. Pronta la risposta del pirotecnico direttore: «no grazie, voglio prendere il posto di Giulio Silenzi e fare l’assessore alle finanze, alla cultura e mi raddoppio i fondi» – scherza. «Aspirazioni legittime – replica divertito stando al gioco Silenzi e poi aggiunge – bisogna ammettere che Di Lupidio è stato comunque una colonna dell’Azienda Teatri e lo ringraziamo e invitiamo a rimanere qui intorno».







Competenza. Vera
Grande Alfredo, avevi ragione tu…! 5 anni fa ho sbagliato e mi scuso di nuovo con te ma non era un fatto personale. Mi ero ILLUSO che la nuova Amministrazione volesse davvero cambiare i rapporti con i Dirigenti, TUTTI i Dirigenti, COSI’ COME CI ERAVAMO IMPEGNATI A FARE CON GLI ELETTORI. Fortunatamente sono stati più forti i nostri trentanni di amicizia e di stima.
UN ABBRACCIO SINCERO E BUONA VITA, CARO ALFREDO… CON LA TUA GRANDE ESPERIENZA E PROFESSIONALITA’ HAI TANTE COSE ANCORA DA FARE….!
Grande Alfre’!!!!
Goditi la vita ma sempre pronto alla chiamata alle armi!
Caro Gazzosa, ti rispondo qui:
Gazzosa, per me il sole è sorto, per te? Ti ho già detto una volta che tu non mi interessi ma è il tuo amico Giulio Silenzi che una volta ti ha permesso di sostituirlo come rappresentante all’assemblea del Cosmari. Io credo che tu sia veramente rinco, sono 5 anni che smonto le tue tesi e tu continui nella tua assurda difesa. Dormi tranquillo, non sei il mio incubo, però se continui a rompere i coglioni e poi stupidamente, senza alcun senso rischi solo che diventi io il tuo incubo. Continua tranquillamente a ridere sotto i tuoi baffi unti e bisunti. Un incontro con te può aver solo uno scopo, quello di cercare di truffarsi l’un con l’altro. Ti credi furbo, allora dimostralo, mantieni un profilo basso senza arrampicarti sugli specchi e poi, commentare su CM che viene letto da tutti, a cominciare dal tuo aggancio al comune, gente comune e meno comune, come ad esempio magistrati. Piuttosto, il comportamento di quest’ultimi in riguardo alla tua spazzatura d’appalto per cui sicuramente dovrai versare un obolo mensile al tuo aggancio, noto accattone, mi stupisce, non più di tanto certo, viste le persone che potrebbero venire coinvolte, ma vedi mai che come infame che si firma Sergentetti, non riceverai la giusta punizione. Adesso, basta, fattela finita, ti rendi solo ridicolo, non ottieni niente che possa salvare la tua già più che sputta.nata immagine e dei tuoi avvocati non me ne frega un c###o così come di te. Prendi una ramazza, se il sole è sorto anche per te e va a dare una mano a quei poveri ragazzi di cui qualcuno ne avevi eliminato dopo aver fatto quattro conti. Però se ricordo bene i sindacati che poi politicamente dovrebbero stare dalla tua parte, visto che non fai che ripetere che sei del Pd, ti hanno costretto a cambiare idea, facendoti rinunciare ad un ben più lauto guadagno facendo fare lo stesso lavoro a meno persone. Tu i tuoi calcoli li avevi fatti bene e poi il tuo aggancio al comune dovrebbe essere un professionista in materia, però questo non significa che non abbia difficoltà a fare uno più uno, un po’ come te. Poi quelle domande retoriche che fai, sono proprio tipiche dell’infame Sergentetti, uomo schif,oso a cui sicuramente si prospetta un futuro difficile, come al tuo aggancio, appena arriverà il responso dell’autopsia in seguito alla sua morte politica. Mi sa che a Maggio, cominceranno ad arrivare diversi avvisi di benvenuto a te, all’aggancio, all’amico dell’aggancio stupido come un ” rota de berroccio ” e terrorizzato dall’idea di diventare un comune mortale che tutti potranno tranquillamente prendere a calci nei c@@@@i che lui dice di avere ma poi sai com’è Gazzosa, la verità quando è così palese viene sempre a galla. E allora sarà un piacere restituirgli un po’ della sua malignità, stupidità e cattiveria. Vedrai che al già terrorizzato personaggio il suo complesso di superiorità ritornerà ad essere un più abbordabile, semplice e solitario complesso di inferiorità, causa delle sue scelte che lo hanno portato ai massimi del ridicolo, della miseria umana, della perdita totale di una dignità che a questo punto fa sorgere il dubbio se ci sia mai stata. Certo il tutto salvo complicazioni psicologiche, diciamo pure psichiatriche a cui il soggetto sembra incline. Gazzosa leggendo il commento, se non lo fai e meglio, e non capisci che tu sei solo un mezzo per arrivare alla meta, rispondi pure, io non lo farò, mi sembra, spero, di essere stato abbastanza chiaro e con il mandarti a fare in c…, chiudo questo scambio epistolare.